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Il nuovo accordo di separazione, di divorzio e di modificazione delle condizioni

24 Settembre 2014
Il nuovo accordo di separazione, di divorzio e di modificazione delle condizioni

L’accordo davanti all’ufficiale dello stato civile, senza bisogno di tribunale e avvocati.

Il decreto legge sulla giustizia civile [1] ha introdotto la possibilità per i coniugi di richiedere in modo stragiudiziale (ossia senza passare da un tribunale e, quindi, senza bisogno di un giudice e di un avvocato): la separazione, il divorzio oppure la modificazione delle condizioni di separazione o divorzio.

La norma entrerà in vigore decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.

I coniugi che intendono definire caratteristiche e condizioni della separazione o del divorzio senza ricorrere al giudice possono concludere un accordo davanti all’ufficiale dello stato civile di residenza di uno dei coniugi solo se non hanno figli o hanno figli maggiorenni capaci, non portatori di handicap grave ed economicamente autosufficienti.

In particolare possono concludere un accordo:

1) di separazione personale;

2) di cessazione degli effetti civili del matrimonio;

3) di scioglimento del matrimonio [2];

4) di modificazione delle condizioni di separazione o divorzio. Si tratta quindi di caso di negoziazione assistita facoltativa.

A tal fine, le parti devono trasmettere, ognuna separatamente, la dichiarazione che vogliono separarsi, divorziare o modificare le condizioni della separazione o del divorzio, secondo quanto tra esse concordato.

L’accordo non può contenere patti di trasferimento patrimoniale.

L’accordo è contenuto in un atto che viene compilato e sottoscritto dall’ufficiale dello stato civile immediatamente dopo la ricezione delle dichiarazioni dei coniugi.

L’accordo sostituisce (si tenga presente che la legge dice “tiene luogo”) i provvedimenti giudiziali che definiscono la separazione giudiziale, la cessazione degli effetti civili del matrimonio, lo scioglimento del matrimonio e le modifiche delle condizioni di separazione e divorzio ed è annotato negli archivi informatici dello stato civile, sull’atto di nascita di ciascun coniuge e sull’atto di matrimonio.

Il Comune che riceve l’accordo può esigere dei diritti che non superano nella misura l’imposta fissa di bollo prevista per le pubblicazioni di matrimonio.


note

[1] Art. 12 DL 132/2014 che modifica l’art. 3 lett. b) L. 898/70 e gli artt. 49 c. 1, 63 c. 1 e 69 c. 1 DPR 396/2000.

[2] Ai sensi dell’art. 3 c. 1 n. 2 lett. b) L. 898/70.

Autore immagine: 123rf com


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