Cronaca | News

Nato anche per Svezia e Finlandia: e la Cina si schiera

28 Aprile 2022
Nato anche per Svezia e Finlandia: e la Cina si schiera

Procedura rapida per far entrare Svezia e Finlandia nella Nato. Dura critica della Cina: «È uno strumento per cercare l’egemonia».

«Se Svezia e Finlandia decidono di entrare nella Nato saranno accolte a braccia aperte». Così il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in conferenza stampa con la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. «Abbiamo lavorato con questi Paesi per anni, sappiamo che loro forze hanno gli standard della Nato, abbiamo condotto insieme molte missioni e mi aspetto che il processo sia veloce dopo che le formalità saranno espletate», ha aggiunto, certo che «troveremo accordi di sicurezza nel periodo di interregno fino a quando sarà ratificata la loro scelta». La «brutale invasione» dell’Ucraina dimostra la necessità della Nato di offrire supporto a quei Paesi europei che non sono né membri della Nato né membri dell’Ue — ha chiarito —, citando i casi di Moldavia e Georgia.

Dura critica della Cina alla Nato, che Pechino considera «uno strumento per singoli Paesi per cercare l’egemonia» non solo nel nord Atlantico, ma anche nell’Asia-Pacifico, verso cui si è diretta negli ultimi anni «per mostrare la sua potenza e fomentare conflitti». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, in risposta a una domanda sulle critiche a Pechino pronunciate dal Segretario agli Esteri britannico, Liz Truss, che aveva sostenuto l’importanza per l’Alleanza Atlantica di avere una prospettiva globale estesa anche alle democrazie che non fanno parte dell’alleanza, citando Taiwan e l’Indo-Pacifico come esempi. «Come prodotto della Guerra Fredda e più grande alleanza militare al mondo, la Nato dovrebbe valutare la situazione e apportare gli adeguamenti necessari. Tuttavia, la Nato ha aderito a lungo al vecchio concetto di sicurezza, si è impegnata in uno scontro sul campo ed è diventata uno strumento per i singoli Paesi per cercare l’egemonia», ha dichiarato il portavoce. Inoltre, ha proseguito, la Nato afferma di essere un’organizzazione difensiva «ma in realtà crea costantemente confronto e problemi».

Ucraina: ambasciatore Svezia a Roma, ‘ingresso in Nato allo studio, nessuna decisione presa. Ma c’è una maggioranza in Parlamento favorevole, percorso comune con Finlandia’

L’ingresso della Svezia nella Nato è “in fase di valutazione” e sebbene “ci sia una maggioranza in Parlamento favorevole, nessuna decisione è ancora stata presa”. Lo afferma all’Adnkronos l’ambasciatore svedese in Italia, Jan Bjorklund, secondo cui se Stoccolma prenderà questa decisione sarà “ovviamente” a causa del cambiamento della “situazione della sicurezza” in Europa a circa due mesi di distanza dall’invasione russa dell’Ucraina.

“C’è un gruppo di lavoro all’interno del Parlamento svedese nel quale sono rappresentati tutti i partiti politici – spiega il diplomatico – Consegnerà un rapporto sulla questione il 13 maggio e si presume che il governo e il Parlamento prenderanno una decisione preliminare in quei giorni”.

“La Russia è una potenza militare. È molto vicina alla Svezia e alla Finlandia e si comporta in modo molto imprevedibile – prosegue l’ambasciatore – Ovviamente questo è il motivo per cui si sta prendendo in considerazione l’adesione alla Nato”.

L’ambasciatore definisce quindi “speculazioni” le notizie riferite dal quotidiano svedese Expressen, secondo cui Svezia e Finlandia hanno convenuto di chiedere insieme l’adesione alla Nato e la richiesta congiunta verrà inviata il mese prossimo. “La decisione finale non è stata presa, ma se ciò accadrà, sarà ovviamente un vantaggio coordinarsi con la Finlandia”, sottolinea Bjorklund.

L’ambasciatore ricorda quindi come i due Paesi scandinavi siano “molto vicini” e abbiano sviluppato da anni “una stretta cooperazione in materia di sicurezza e difesa”, evidenziando come la maggioranza degli svedesi sia “favorevole” all’ingresso nella Nato “se la Finlandia fa lo stesso”.

“La Svezia e la Finlandia sono state un unico Paese per 800 anni – evidenzia il diplomatico – La Finlandia si è separata dalla Svezia solo 200 anni fa, ma abbiamo una storia comune molto lunga” ed entrambi “abbiamo sempre dovuto tenere in considerazione la forza militare della Russia“.

“Siamo nella stessa situazione e penso che questo sia il motivo per cui molte persone vogliono fare lo stesso percorso con la Finlandia e lo stesso vale per i finlandesi, molti dei quali vogliono questo coordinamento con la Svezia”.

Secondo Bjorklund, l’opinione della popolazione svedese sul tema è cambiata “molto rapidamente” e se ancora “a gennaio c’era una maggioranza contraria molto netta”, le cose sono mutate dopo “l’aggressione della Russia contro l’Ucraina”. “La Svezia – conclude – ha già sostenuto l’Ucraina con molte armi, la maggior parte anticarro. Non è escluso che possa succedere di nuovo, ma ad oggi una decisione non è in vista”.

Gran Bretagna accelera sulle armi e Putin minaccia: «Armi che nessuno ha»

Il Regno Unito sta già fornendo a Kiev missili a lungo raggio Brimstone, usati al momento come armi terra-terra, ma pianifica pure l’invio di specifiche batterie «anti- nave». Lo ha precisato Ben Wallace, ministro della Difesa del governo Johnson, dicendosi d’accordo con la collega degli Esteri, Liz Truss, sull’obiettivo di costringere la Russia a lasciare «tutta l’Ucraina», inclusi Donbass e Crimea, oltre che a impedirle di «controllare il Mar Nero». Wallace ha peraltro negato l’accusa russa di un coinvolgimento della Nato nel conflitto, sostenendo che il Regno fornisce armi «come 40 altri Paesi in base ad accordi bilaterali».

Il monito di Putin sulla possibile «risposta fulminea» con «armi che nessuno ha» da parte della Russia in caso di minaccia strategica al suo territorio va presa «sul serio», ma «non ci deve allarmare troppo», sostiene ancora Wallace secondo il quale Putin alza i toni per «coprire i suoi fallimenti» in Ucraina. «La Nato lo prende incredibilmente sul serio e noi dobbiamo prenderlo seriamente – aggiunge -, ma senza farci intimidire nell’impegno a difendere l’Ucraina dalla sua brutalità».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube