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Quali sono i debiti tributari?

29 Aprile 2022
Quali sono i debiti tributari?

Debiti col fisco: quali sono, come liberarsene e non pagare, qual è la differenza tra tasse, imposte e tributi.

Si parla spesso di debiti tributari ma non tutti sanno di cosa si tratta. Definire quali sono i debiti tributari è molto semplice: si tratta dei debiti che il contribuente ha maturato con il fisco. Ma per comprendere appieno questo concetto è necessario innanzitutto spiegare cosa sono i tributi, qual è la differenza tra tasse e imposte, cosa si considera debito tributario e, finalmente, alla fine di tutto ciò, quali sono i debiti tributari. Ma procediamo con ordine.

Cosa sono i tributi?

I tributi sono prelievi coattivi che lo Stato o gli enti locali (Regioni, Province e Comuni) possono imporre ai cittadini, in forza di un potere che riconosce loro l’articolo 23 della Costituzione. Anche se la stessa Costituzione stabilisce che ciascuno contribuisce alle necessità dello Stato in ragione della propria capacità contributiva, ossia della ricchezza, ci sono tributi uguali per tutti i contribuenti come, ad esempio, il canone Rai o il contributo unificato (dovuto per l’accesso alla giustizia).

I tributi si distinguono in due categorie:

  • imposte;
  • tasse.

Qual è la differenza tra imposte e tasse?

Spesso si parla di tasse per riferirsi, in modo generico, a tutti i prelievi operati dallo Stato o dagli enti locali. In realtà, come abbiamo appena visto, il nome più corretto è «tributi». Le tasse sono una sottospecie dei tributi. In particolare:

  • le tasse sono quei pagamenti che bisogna eseguire a fronte di un servizio offerto dallo Stato, ossia di una specifica e ben individuata controprestazione: si pensi alla Tari, l’imposta sui rifiuti, che quindi è dovuta in forza del servizio pubblico di raccolta dell’immondizia. Ma ci sono anche altri esempi come la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, la tassa di registro sul contratto di affitto, le tasse aeroportuali, alle tasse per l’istruzione, ecc.;
  • le imposte invece sono pagamenti che prescindono da uno specifico servizio e servono per contribuire a tutte le spese pubbliche che fa lo Stato (pagamento pensioni, pubblici dipendenti, magistratura, forze di polizia e così via). Tipici esempi di imposte sono l’Irpef (l’imposta sui redditi delle persone fisiche), l’Ires (che invece è l’imposta sui redditi delle persone giuridiche), l’Imu (l’imposta sugli immobili), l’Iva, ecc.

Cosa si considera debito tributario?

Il debito tributario è una prestazione dovuta al fisco già scaduta. Quindi, deve essere già trascorso il termine ultimo di pagamento. Non sono debiti tributari gli importi dovuti a titolo di Imu per gli anni a venire o per l’Irpef di redditi non ancora percepiti.

Ogni tributo ha la sua data di scadenza. Non esiste, in Italia, un tax-day unico, ossia un solo giorno in cui si debbano versare tutte le imposte. Specie quando si tratta di imposte locali, queste hanno date di scadenza completamente diverse da quelle dovute allo Stato e spesso possono essere rateizzate, complicando il programma dei pagamenti. Ecco perché, il più delle volte, è sempre bene avvalersi dell’opera di un commercialista che curi tali adempimenti.

Cosa succede ai debiti tributari se non si pagano?

Quando un ente pubblico non riceve il pagamento da parte del contribuente, forma il cosiddetto “ruolo”, ossia un documento in cui formalizza il proprio credito, gli dà carattere di ufficialità, lo rende “esecutivo” e lo trasmette all’Agente per la Riscossione affinché proceda al recupero coattivo degli importi nei confronti del contribuente.

Qui entra in gioco Agenzia Entrate Riscossione (per i crediti statali) e le società private di riscossione locale (per Regioni, Province e Comuni). Tali soggetti provvedono a notificare al contribuente la cartella esattoriale e, dopo 60 giorni senza che sia intervenuta opposizione o pagamento, procedono a disporre:

  • misure cautelari: ipoteca e fermo auto;
  • misure esecutive: pignoramento dei beni (immobili, crediti, conti correnti, pensioni, stipendi, ecc.).

Quali sono i debiti tributari?

I debiti tributari sono dunque tutte le obbligazioni dovute a titolo di tasse o imposte sia allo Stato che agli enti locali (Regioni, Province, Comuni) per le quali sia già scaduto il termine ultimo di pagamento. Ecco qualche esempio di debito tributario (si tenga conto che l’elenco è solo esemplificativo essendo molto ampio l’elenco delle imposte esistenti in Italia);

  • Irpef;
  • addizionali Irpef regionali e comunali;
  • Ires;
  • Iva;
  • imposta di registro;
  • Imu;
  • Tari;
  • bollo auto;
  • contributi consortili;
  • ritenute sui redditi da lavoro dipendente;
  • contributi previdenziali;
  • debiti relativi ad accertamenti;
  • sanzioni per tributi non versati o per irregolarità o inadempimenti fiscali;
  • debiti relativi a cartelle esattoriali già notificate.

Come sapere quanti debiti tributari si hanno?

Ciascun contribuente può rivolgersi agli enti pubblici per sapere qual è la sua condizione debitoria e se sussistono degli insoluti. Così è possibile ottenere dal Comune, dalla Regione, dall’Inps, dall’Agenzia delle Entrate ma soprattutto dall’Agente per la Riscossione degli estratti che indicano eventuali somme non corrisposte.

All’Agente della riscossione è possibile richiedere – anche online – il cosiddetto estratto di ruolo ove sono indicate alcune importanti informazioni come:

  • il tributo non pagato;
  • l’ente titolare del credito;
  • la data in cui è scaduto il pagamento e quindi l’anno di riferimento dello stesso;
  • la data in cui è stato reso esecutivo il ruolo;
  • la data di eventuale notifica della cartella esattoriale.

Cosa fare se si hanno debiti tributari?

Non è possibile concordare un saldo e stralcio con la Pubblica Amministrazione, atteso il principio di parità di trattamento nei confronti di tutti i cittadini. Si può tutt’al più chiedere una rateazione delle cartelle esattoriali.

Inoltre, è possibile far ricorso alla legge sul sovraindebitamento che consente, in situazioni di assoluta incapacità ad adempiere, di ottenere dal giudice una riduzione dell’ammontare delle imposte dovute o, in casi di estrema povertà, la totale cancellazione.

A tal fine bisogna rivolgersi a un Organismo di Composizione della Crisi che rediga una relazione e un eventuale piano di pagamento a percentuale (se possibile). Un avvocato poi si preoccuperà di seguire la pratica in tribunale.

I debiti tributari si trasferiscono agli eredi?

I debiti tributari si trasferiscono a coloro che accettano l’eredità. Non si trasferiscono però le sanzioni sui debiti tributari, sanzioni che vengono applicate proprio per via del mancato rispetto delle norme fiscali.



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