Cronaca | News

È costituzionale che l’Italia rifornisca di armi l’Ucraina?

29 Aprile 2022
È costituzionale che l’Italia rifornisca di armi l’Ucraina?

Flick: ‘la Costituzione non esclude il principio della legittima difesa’.

«La Costituzione non esclude il principio della legittima difesa che la Carta delle Nazioni Unite, all’articolo 51, estende all’autotutela nel rapporto fra Paesi. E, a meno di voler credere che l’Ucraina paghi comparse, è chiaro che la Russia è l’aggressore». Lo afferma, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’, il giurista Giovanni Maria Flick secondo il quale è legittimo costituzionalmente inviare armi in Ucraina.

La Costituzione ripudia la guerra, «ma va contemperata la prima e la seconda parte dell’articolo 11. Vieta l’uso della guerra come motivo di risoluzione di controversie o strumento di aggressione alla libertà di altri popoli. Ma poi consente una limitazione della sovranità nazionale attraverso associazioni, ai fini di pace e giustizia. La Nato fa parte di queste. E l’aiuto a chi è aggredito e agisce in autotutela è una consuetudine internazionale consolidata che rispecchia un principio fondamentale di solidarietà».

«Difendere l’aggredito è il modo più semplice per costringere l’aggressore a sedersi al tavolo. Papa Giovanni XXIII scriveva: non c’è pace senza giustizia. Si tratta di invitare anche Biden a sedersi con Putin per trattare i loro problemi, ricordando Esopo: superior stabat lupus», conclude.

Intanto in un’intervista a ‘Repubblica’, Andrej Klimov, vicecapo della commissione Esteri del Consiglio legislativo, la Camera alta del Parlamento russo, senatore del Partito Russia Unita, ha dichiarato «L’«operazione militare speciale» sarebbe già conclusa se l’Occidente non impedisse agli ucraini di svolgere normali negoziati con noi e non fornisse a Kiev armi, mercenari, dati di intelligence ed altra assistenza tecnico-militare 24 ore su 24. È difficile spegnere l’incendio con la benzina. Quanto prima risolviamo questi problemi, tanto meglio sarà per i popoli che abitano tutti insieme in questo grande territorio da più di mille anni. La domanda “Quando finirà?” andrebbe indirizzata a Londra e a Washington».

«Sono uno degli autori della legge in base alla quale la Crimea è entrata a far parte della Federazione russa nel 2014», aggiunge. «La legge risale al 2001. L’obiettivo non era l’espansione del territorio russo come tale, ma avere la possibilità giuridica di soddisfare le esigenze di certi popoli: sia quelli che vivono all’interno del nostro Paese qualora vogliano creare nuovi territori federali, sia di quelli che teoricamente potrebbero chiedere di aderire al nostro spazio comune. Però il primo passo è che siano loro stessi a svolgere un referendum».



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