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Dichiarazione di fallimento anche se l’attivo supera il passivo

28 Settembre 2015 | Autore:
Dichiarazione di fallimento anche se l’attivo supera il passivo

Lo stato di insolvenza sussiste quando l’impresa, pur avendo i conti in attivo, non produce redditività tale da soddisfare nel lungo termine le normali obbligazioni tipiche della propria attività imprenditoriale.

 

L’imprenditore può essere dichiarato fallito anche quando l’attivo aziendale supera il passivo se sussiste di fatto lo stato di insolvenza non temporaneo. È quanto affermato dalla Cassazione in una recente sentenza [1].

I giudici ritengono che, ai fini della valutazione dello stato di insolvenza quale presupposto essenziale della dichiarazione di fallimento, occorre considerare l’effettiva situazione economica dell’impresa.

In particolare, hanno rilevanza le condizioni economiche necessarie all’esercizio della normale attività imprenditoriale; se queste ultime sono tali da non consentire a lungo termine l’adempimento delle obbligazioni di impresa, è evidente lo stato di insolvenza legittimante la dichiarazione di fallimento.

Le condizioni economiche “negative” in tal senso possono desumersi dai dati dell’esperienza economica, dall’incapacità di produrre beni con un margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa, tra cui l’estinzione dei debiti, e dall’impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali.

In altri termini non è detto che l’attivo aziendale sia sufficiente nel tempo a coprire i normali costi di impresa. Occorre effettuare una valutazione di fatto delle condizioni economiche, anche confrontando i debiti scaduti con quelli ancora non scaduti.

Se la produzione di beni e di reddito non consente di soddisfare le obbligazioni aziendali senza dover ricorrere a misure particolarmente gravose per il patrimonio, l’impresa è di fatto insolvente e può essere dichiarata fallita.

Lo stato di insolvenza è un apprezzamento di fatto, da effettuarsi con criteri di normalità rapportati all’attività economica dell’impresa, e pertanto, secondo i giudici, è incensurabile in Cassazione se sorretto da una motivazione esauriente e giuridicamente corretta.

La Cassazione richiama un’altra sua recente pronuncia [2] secondo cui lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronuncia dichiarativa del fallimento dell’imprenditore non è escluso dalla circostanza che l’attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili.


note

[1] Cass. sent. n. 18192 del 16.9.15.

[2] Cass. sent. n. 7252/2014.

Autore immagine: 123rf com


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