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Se l’ex ha già un appartamento le spetta la casa coniugale?

8 Maggio 2022
Se l’ex ha già un appartamento le spetta la casa coniugale?

La madre ha un’abitazione di proprietà: l’uomo può esigere che vada a vivere nella sua casa?

Qui di seguito proveremo a dare risposta a un quesito forse insolito ma che apre le porte a una discussione sempre attuale sulla legge in materia di assegnazione del tetto coniugale: se l’ex ha già un appartamento di proprietà, le spetta la casa coniugale? Un esempio servirà a comprendere meglio la questione.

Ipotizziamo che un uomo conviva con una donna nella casa di proprietà di quest’ultima. Dopo un po’, i due hanno un bambino. L’appartamento è troppo piccolo per vivere in tre. Cosicché lui decide di comprarne uno nuovo, assumendosi le rate del mutuo a proprio carico.

Dopo un po’, l’unione naufraga per ragioni di incompatibilità caratteriale e la coppia decide di separarsi. Lei però, che non rinuncia al figlio, vorrebbe rimanere nella casa del compagno. Quest’ultimo invece sostiene che, avendo la donna una casa già intestata, dovrebbe lasciargli l’appartamento e andare a vivere in quello precedente, di sua proprietà.

Qui probabilmente entra in gioco l’astuzia della donna che, avendo già previsto una mossa del genere, qualche mese prima della rottura aveva dato in affitto la propria abitazione ad un terzo, firmando con questi un contratto di locazione della durata di 4 anni più altri 4 di rinnovo automatico. Ed ora lei lamenta di non sapere dove andare a dormire se lui la manderà via.

Dal canto suo, l’uomo ritiene la situazione oltremodo ingiusta. Semmai dovesse infatti lasciare alla compagna la propria casa, questa ne trarrebbe un doppio vantaggio: da un lato percepirebbe il canone di affitto derivante dal proprio appartamento e, dall’altro, avrebbe un tetto sotto cui vivere in forma gratuita. Al contrario dell’uomo che, invece, non solo dovrebbe andare a pagare per un affitto, ma resterebbe anche tenuto a versare le rate del mutuo alla banca.

In un’ipotesi del genere chi ha ragione? Se l’ex ha già un appartamento, le spetta la casa coniugale?

Ecco come stanno le cose.

Separazione: a chi va la casa?

In caso di separazione ed in assenza di un accordo tra le parti, il giudice assegna la casa al genitore con cui il figlio va a vivere. E ciò perché scopo dell’attribuzione del diritto di abitazione nella casa coniugale non è un sostegno economico al genitore, ma una garanzia di stabilità nei confronti del minore. Si vuole cioè evitare che il figlio abbia a subire un ulteriore trauma, oltre a quello della disgregazione familiare, derivante dal trasloco e dalla modifica delle abitudini di vita.

Insomma, la casa segue il figlio: chi ottiene la collocazione del figlio ottiene anche la casa.

Il fatto di non essere sposati non esclude l’applicazione di tale regola poiché la stessa vale sia per le coppie unite in matrimonio che per le coppie di fatto.

Separazione: se lei ha una abitazione ha diritto alla casa coniugale?

Il giudice affida al coniuge collocatario del figlio non una casa qualsiasi, ma quella dove la coppia viveva stabilmente prima della separazione. Quindi non è possibile, ad esempio, rivendicare il diritto di abitazione nella seconda casa o in un altro immobile qualsiasi di proprietà dell’ex. E la ragione, come si è detto, è proprio per tutelare il minore.

Detto ciò, è chiaro che se anche l’ex moglie o compagna dovesse avere un proprio immobile di proprietà, se la coppia viveva, prima della separazione, in un’altra abitazione sarà quest’ultima oggetto del provvedimento di assegnazione in favore del genitore collocatario dei figli. Dunque, la donna che ha già una casa intestata può ugualmente esigere che l’uomo faccia le valige dal proprio appartamento in cui la famiglia aveva fissato la propria dimora abituale.

A questo punto, non rileva il fatto che l’appartamento di proprietà della donna sia stato dolosamente dato in affitto: anche se sfitto, infatti, non avrebbe spostato i termini della situazione: la madre, a cui il giudice affida il bambino, non è obbligata a trasferirsi altrove ma può rimanere sotto quello che prima era il tetto coniugale o della coppia di fatto.

C’è comunque da dire che il locatore – in questo caso la madre – è comunque tenuto a rispettare il termine minimo del contratto di locazione e quindi, nel nostro caso, non potrà mandare via l’inquilino solo perché (eventualmente) è rimasto senza un tetto.

Ex prende un canone di affitto: quanto incide sul mantenimento?

C’è tuttavia da fare un’osservazione. Il fatto che la madre percepisca un canone di locazione e non sopporti spese per l’abitazione in cui vivere, mentre il padre debba pagare il mutuo e un affitto inciderà sull’ammontare dell’assegno di mantenimento che lui dovrà versare in favore del bambino. E questo perché entrambi i genitori sono tenuti a contribuire alle esigenze del figlio fino a quando questi non diventa indipendente economicamente.

Il giudice, chiamato a stabilire – in assenza di accordo tra le parti – l’ammontare degli alimenti da versare in favore del figlio dovrà calcolare i redditi e le spese dei due genitori: entrambi infatti devono contribuire alle esigenze della prole non già in modo paritario ma in proporzione alle rispettive capacità economiche.



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