Cronaca | News

Russia alla Cina: un nuovo ordine mondiale

30 Aprile 2022
Russia alla Cina: un nuovo ordine mondiale

Lavrov, ‘Occidente faccia i conti con nuove realtà geopolitiche. Prima lo farà e meglio sarà per tutti, grazie a Pechino per posizione equilibrata’.

«Prima l’Occidente farà i conti con le nuove realtà geopolitiche, meglio sarà per l’Occidente stesso e per l’intera comunità internazionale». Parola del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, secondo la trascrizione dell’intervista all’agenzia cinese Xinhua pubblicata sul sito web del suo dicastero. «Oggi non si tratta di una nuova ‘guerra fredda‘, ma – afferma – del desiderio costante di Washington e dei suoi satelliti, che si vedono come ‘arbitri del destino dell’umanità’, di imporre un modello americanocentrico di ordine mondiale”.

Secondo Lavrov, “la nostra operazione militare speciale in Ucraina contribuisce anche al processo di liberazione del mondo dall’oppressione neocoloniale dell’Occidente”. Il ministro esprime poi “gratitudine” a Pechino – che non ha mai condannato l’invasione russa dell’Ucraina – “così come ad altri partner Brics (Brasile, India e Sudafrica, oltre a Cina e Russia), per la loro posizione equilibrata sulla questione ucraina”.

La Nato fa di tutto per impedire la pace

Sergei Lavrov accusa Stati Uniti e Paesi della Nato di aver “sempre considerato” l’Ucraina come “uno degli strumenti per contenere la Russia”, sostenendo che prima dell’invasione russa dell’Ucraina stessero “costringendo Kiev a una scelta fittizia e falsa: o con l’Occidente o con Mosca”. In un’intervista all’agenzia ufficiale cinese Xinhua, secondo la trascrizione pubblicata sul sito web del ministero degli Esteri di Mosca, Lavrov punta il dito contro “i Paesi Nato” affermando che stanno facendo di tutto per impedire il completamento dell’operazione speciale russa in Ucraina mediante accordi politici. Stiamo assistendo alla manifestazione del classico doppio standard e dell’ipocrisia dell’establishment occidentale in questo momento. Esprimendo pubblicamente sostegno al regime di Kiev, i paesi della Nato stanno facendo di tutto per impedire il completamento dell’operazione attraverso il raggiungimento di accordi politici», ha affermato il ministro russo, mentre la Russia è “favorevole al proseguimento dei colloqui, anche se non stanno andando bene”, negoziati che prevedono – afferma – la “revoca delle sanzioni” con la “bozza di un eventuale trattato” che sarebbe oggetto delle discussioni quotidiane” tra le delegazioni.

“Negli ultimi anni – sostiene il ministro degli Esteri russo – Stati Uniti e alleati non hanno fatto nulla per fermare il conflitto intra-ucraino”. “Hanno ‘pompato’ il regime di Kiev con armi” e “in generale portato avanti lo sviluppo politico-militare del territorio dell’Ucraina, hanno incoraggiato il corso aggressivo anti-russo perseguito dalle autorità di Kiev”. Per Lavorv, la Russia non aveva “altra scelta che riconoscere le repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk”, lanciare l’ “operazione militare speciale” e – afferma – “ora stiamo assistendo alla manifestazione del classico ‘doppio standard’ e dell’ipocrisia dell’establishment occidentale”.

“La Russia auspica di correggere i problemi” che inizialmente “hanno limitato la sua invasione” dell’Ucraina “concentrando geograficamente le forze da combattimento, accorciando le linee di rifornimento e semplificando la catena di comando e controllo”. È quanto rileva l’ultimo aggiornamento di intelligence del ministero della Difesa britannico, secondo cui “restano” problemi per i russi a livello di “coordinamento tattico” e per “molte unità” ci sarebbe il problema del “morale indebolito”.

Nuove accuse pesanti 

In una nuova escalation di toni, nella giornata di ieri, il Dipartimento della Difesa statunitense ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di aver agito con «brutalità e depravazione», nell’invasione dell’Ucraina. 

«È difficile», ha detto, «dare peso alle giustificazioni addotte da Putin quando si vede quello che il suo esercito sta facendo in Ucraina — gli innocenti uccisi, persone giustiziate con un colpo alla nuca e le mani legate dietro la schiena, donne incinta massacrate, ospedali bombardati. Mi chiedo come qualcuno che ha una qualsiasi forma di moralità possa fare una cosa simile», ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby.

Nella giornata di oggi, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, ha definito le parole del Pentagono «offensive e inaccettabili». 

«È sorprendente che tesi così provocatorie provengano da un ex militare che è ben consapevole del significato delle parole», ha detto Antonov. «Qui è diventata la norma che i funzionari dell’amministrazione basino i loro giudizi sulle oscene menzogne delle autorità ucraine. Allo stesso tempo, non vogliono notare gli innumerevoli crimini del regime di Kiev», ha detto Antonov, osservando che gli Stati Uniti «continuano a inviare armi in Ucraina». 

Secondo Antonov, l’obiettivo prioritario del portavoce del Pentagono e dei suoi colleghi è generare entrate aggiuntive per il complesso militare-industriale statunitense e ripulire i loro magazzini dalle armi obsolete. Quindi, conclude il diplomatico, si ha la sensazione che «le autorità statunitensi non siano interessate a un cessate il fuoco».



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