Cronaca | News

Russia: il 9 maggio potrebbe scoppiare la guerra totale

1 Maggio 2022
Russia: il 9 maggio potrebbe scoppiare la guerra totale

Due gravi fatti avvenuti ieri farebbero pensare a una possibile escalation della guerra tra meno di 10 giorni.

Dacché doveva essere una parata per dichiarare la vittoria, e quindi anche la pace, quella del 9 maggio sarà la giornata più preoccupante da quando è iniziata la guerra. Già, perché Putin potrebbe dichiarare la «guerra totale» a Kiev. Lo ha riportato ieri The Independent citando indiscrezioni di funzionari russi e occidentali. Proprio così, «guerra totale». Cosa significa? Che non avendo Putin raggiunto i risultati sperati, non si parlerà più «operazione speciale», ma di una vera e propria guerra. Con tutte le armi, possibili e immaginabili. Questo porterà a un cambio nell’evoluzione della guerra, degli scenari e soprattutto dei soggetti coinvolti. Ma facciamo un passo indietro. 

Gli alti ufficiali dell’esercito russo, alla ricerca di una rivincita per i fallimenti militari, starebbero spingendo il presidente russo ad annunciare il cambiamento di strategia durante la parata annuale del Giorno della Vittoria il 9 maggio. L’annuncio verrebbe effettuato a Mosca, nella Piazza Rossa, nell’anniversario della vittoria contro i nazifascisti, il 9 maggio 1945. 

Usando la parola «guerra totale» il Cremlino potrebbe attivare la legge marziale, coinvolgere i suoi alleati in un aiuto militare e proclamare la mobilitazione di massa. Non si tratterebbe, secondo vari analisti, di una comunicazione dettata dalla propaganda ma di una vera e propria riconversione dell’economia del Paese che diverrebbe un’economia di guerra. Un cambio di passo che potrebbe essere davvero inquietante. 

A rendere più inquietante questo aspetto sono due fatti estremamente gravi accaduti ieri. Eccoli.

Aereo russo sorvola la Svezia

Nella serata di ieri, un aereo da ricognizione russo ha violato lo spazio aereo svedese. A riferirlo è stato il ministero della Difesa di Stoccolma. 

Lo sconfinamento avviene mentre la Svezia valuta – ormai con enorme concretezza – la possibilità di candidarsi a entrare nella Nato alla luce dell’invasione russa dell’Ucraina. 

«Prendiamo la cosa seriamente, lo facciamo sempre. Ma non la facciamo diventare più grande di quello che è», ha detto un portavoce delle forze armate svedesi. 

«È totalmente inaccettabile violare lo spazio aereo svedese», ha commentato il ministro della Difesa, Peter Hultqvist. «Questa azione è non professionale e molto inappropriata data la situazione generale della sicurezza. La sovranità svedese deve sempre essere rispettata, sempre». 

All’inizio di marzo in un episodio simile quattro aerei da guerra russi hanno violato lo spazio aereo svedese sul mar Baltico.

La tv russa mostra una simulazione di tre bombe atomiche

Sulla tv russa ieri è stato mostrata una raggelante simulazione di come potrebbe svilupparsi un attacco nucleare russo nei confronti di alcune capitali europee — Londra, Berlino, Parigi. Secondo alcuni ospiti di uno dei principali talk show russi, «60 minuti», ospitato dal Primo canale, queste città verrebbero polverizzate entro 200 secondi dal lancio dei missili dalla base di Kaliningrad.

Aleksey Zhuravlyov, presidente del partito nazionalista Rodina, ha detto che «basterebbe un missile Sarmat e le isole britanniche non esisterebbero più». «Sto parlando seriamente», ha precisato, mentre un altro ospite spiegava che «anche la Gran Bretagna» dispone di armi nucleari, e che «nessuno sopravvivrebbe a questa guerra».

Che la sortita di Zhuravlyov non fosse inattesa lo ha dimostrato il fatto che la tv ha a quel punto mostrato una grafica con l’ipotetica traiettoria dei missili — che apparentemente potrebbero essere lanciati da Kaliningrad, enclave russa incastonata tra Polonia, Lituania e Mar Baltico — verso Berlino («106 secondi» per l’impatto), Parigi («200 secondi») e Londra («202 secondi»).

Cosa succederà il 9 maggio

Potremmo definire quindi il 9 Maggio come il d-day, il giorno del giudizio: sapremo cosa dirà Putin in quella che per la Russia è una storica ricorrenza. E il messaggio non sarà solo alla Russia, ma a tutto il mondo. 

Il ministero della Difesa ucraino non esclude uno scenario in cui Putin potrebbe annunciare una mobilitazione generale. Lo ha detto il portavoce del ministero, Oleksandr Motuzianyk, in un briefing con Ukrinform. «Se la Russia annuncerà una piena mobilitazione dipenderà, ovviamente, dai risultati dei combattimenti in corso nella zona operativa orientale. Cioè, se il nemico non riuscirà a realizzare i suoi piani nel prossimo futuro, un tale scenario è del tutto possibile, non lo escludiamo».

Il ministro degli esteri Lavrov, in una intervista rilasciata all’agenzia di stampa cinese Xinhua, ha detto che non si parlerà di pace se non ci sarà almeno una parziale revoca delle sanzioni economiche contro la Russia. Il che rende ancora più difficili e improbabili le trattative visto che Zelensky aveva detto che le sanzioni non potevano far parte dei negoziati. 

«L’errore degli Usa è pensare che la Nato possa sconfiggere la Russia»

Jeffrey Sachs è uno degli economisti più famosi al mondo. Direttore dello Earth Institute della Columbia University, risponde con una intervista a Federico Fubini a un articolo del Corriere sugli errori compiuti da alcuni economisti — tra cui lo stesso Sachs — nel consigliare a Mosca la linea di privatizzazioni e liberalizzazioni che portò Mosca, negli anni Novanta, ad affrontare una drammatica crisi economica, spalancando le porte a Putin. 

Le sue parole sono destinate a fare discutere — a partire da queste: «Il grande errore degli americani è credere che la Nato sconfiggerà la Russia: tipica arroganza e miopia americana. È difficile capire cosa significhi “sconfiggere la Russia”, dato che Vladimir Putin controlla migliaia di testate nucleari. I politici americani hanno un desiderio di morte? Sarebbe molto meglio fare la pace che distruggere l’Ucraina in nome della “sconfitta” di Putin».



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube