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Recesso incarico professionista

14 Maggio 2022
Recesso incarico professionista

Circa un anno fa, ho firmato la lettera di conferimento di incarico ad un ingegnere che ad oggi non ha trovato le ditte per eseguire i lavori. Ho contattato una ditta di mia iniziativa che mi ha detto di voler usare il proprio ingegnere: se esonerassi il mio ingegnere e mi rivolgessi al nuovo, mi ritroverei vincolato da questa lettera di incarico? 

Dalla lettura del disciplinare di incarico conferito al professionista, emerge che non sono stati previsti né un termine di durata del mandato, né particolari modalità o condizioni del recesso, né penalità in caso di recesso anticipato.

Deve quindi ritenersi applicabile la norma di carattere generale contenuta nell’art. 2237 c.c., secondo cui il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d’opera le spese sostenute e pagando il compenso per l’opera svolta. Si tratta del cosiddetto recesso “ad nutum, cioè del potere unilaterale di revocare il mandato in qualsiasi momento e di sciogliere il rapporto di prestazione d’opera professionale, senza necessità di apposita giustificazione.

Secondo la Cassazione, in tema di contratto d’opera, la previsione della possibilità di recesso “ad nutum” del cliente contemplata dall’art. 2237, primo comma, c.c., non ha carattere inderogabile ed è quindi possibile che, per particolari esigenze delle parti, sia esclusa tale facoltà fino al termine del rapporto, dovendosi ritenere sufficiente – al fine di integrare la deroga pattizia alla regolamentazione legale della facoltà di recesso – la mera apposizione di un termine al rapporto di collaborazione professionale, senza necessità di un patto espresso e specifico. In tale evenienza, l’interruzione unilaterale del contratto da parte del committente comporta, per il prestatore, il diritto al compenso contrattualmente previsto per l’intera durata del rapporto.

Nel caso di specie, tuttavia, come anticipato in premessa, non esiste un termine di durata del rapporto né sono previste particolari penalità in caso di recesso anticipato.

Deve quindi ritenersi, alla luce dell’art. 2237 c.c., comma 1, che il lettore possa comunicare al professionista il recesso, con revoca del mandato, chiedendo la restituzione di tutta la documentazione eventualmente in suo possesso. Con riferimento al compenso, qualora non lo abbia già versato, dovrebbe procedere al pagamento per le sole attività effettivamente svolte fino alla data del recesso. Se del caso, in occasione del recesso, il lettore potrà chiedere al professionista l’ammontare dovuto con le specifiche dell’attività svolta.

La comunicazione di recesso deve essere inviata a mezzo raccomandata a/r o a mezzo posta elettronica certificata.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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