Diritto e Fisco | Articoli

Pensione di reversibilità: cosa accade se si vende un immobile

14 Maggio 2022
Pensione di reversibilità: cosa accade se si vende un immobile

Mia sorella deve vendere un immobile intestato a nostra madre, deceduta nel 2015. L’appartamento non è affittato e non produce nessun reddito. L’atto di successione intacca o può variare la sua pensione di reversibilità? Quali sono eventuali possibilità per non intaccare la sua pensione?

L’eventuale vendita dell’immobile genera un reddito tassabile ai fini Irpef e, pertanto, può incidere sulla pensione di reversibilità, comportandone la riduzione.

Difatti, per legge, gli importi dei trattamenti pensionistici ai superstiti sono cumulabili con i redditi del beneficiario, nei seguenti limiti:

  • sopra i 20.489,82 (3 volte il trattamento minimo Inps per il 2022), la pensione è ridotta del 25%;
  • sopra i 27.319,76 (4 volte il trattamento minimo Inps per il 2022), la pensione è ridotta del 40%;
  • sopra i 34.149,70 (5 volte il trattamento minimo Inps per il 2022), la pensione è ridotta del 50%.

Dovendo considerare il reddito complessivo, occorre tenere conto dei redditi effettivi di “qualsiasi natura” e, dunque, di tutte le entrate che permettono di verificare l’effettivo stato di bisogno nell’anno a cui il reddito si riferisce.

L’eredità dell’immobile, di per sé, non incide sulla misura della pensione, visto che l’immobile non è affittato e non produce reddito.

L’incidenza può, invece, essere causata dalla compravendita del bene. Difatti, il ricavato della vendita di un immobile costituisce, per l’anno a cui si riferisce, un reddito assoggettabile a Irpef e idoneo ad incidere sulla misura della pensione di reversibilità e deve pertanto essere comunicato all’Inps, presentando la cosiddetta dichiarazione RED.

Visti i limiti sopra indicati, per evitare una riduzione sensibile della pensione, si potrebbe pensare di distribuire l’incasso del prezzo di vendita del bene in più annualità, così cercando di restare nella soglia di euro 20.489,82 ogni anno. Per esempio, si può prevedere la stipula del contratto preliminare con incasso di una somma a titolo di caparra e poi il pagamento di importi dilazionati nel tempo, a partire dall’anno successivo, da dichiararsi di anno in anno, dopo la stipula del rogito. Certamente, un’operazione di questo tipo comporta rischi ulteriori: magari l’acquirente potrebbe risultare inadempiente e la signora manterrebbe la pensione, ma non avrebbe la certezza dell’entrata della vendita del bene. Sarebbe opportuno, quindi, valutare quale tra le due opzioni può risultare più conveniente dal punto di vista economico.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube