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Che significa denunciare

2 Maggio 2022
Che significa denunciare

Significato della parola «denunciare». Chi può sporgere la denuncia e qual è la differenza con la querela. Si può denunciare per risarcimento danni? Le alternative e l’azione civile. 

Quando si chiede un parere all’avvocato, dopo aver descritto il proprio problema e dipinto a fosche tinte il proprio avversario, gli si domanda puntualmente: «Lo posso denunciare?». Non tutti però sanno davvero che significa denunciare. Sicché, spesso, questo verbo viene usato in modo improprio. 

Il fatto di aver subito un torto, una lesione ad un proprio diritto, un danno ingiusto non significa che si possa denunciare la controparte. La denuncia può essere effettuata solo in presenza di alcuni presupposti che vedremo qui di seguito. In questo modo, il verbo «denunciare» potrà essere usato nel modo più opportuno. Ed è questo ciò che conta: il fatto di non poter denunciare l’avversario non significa non avere altri strumenti di tutela: bisognerà, tutt’al più, utilizzare strade alternative e, di conseguenza, verbi differenti. Che significa denunciare? Quando si può denunciare qualcuno? Come si denuncia una persona? Di tanto parleremo nel presente articolo.

Che significa denunciare?

Molte persone usano il termine «denunciare» in modo molto generico. In verità, «denunciare» significa segnalare un fatto di reato alle autorità pubbliche (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza) o direttamente alla Procura della Repubblica. 

Si può quindi presentare una denuncia solo se il comportamento lamentato costituisce un reato. Non si può denunciare una persona per un illecito civile o amministrativo: queste condotte non rientrano nell’ambito del diritto penale.

Per chiedere, ad esempio, un risarcimento del danno non si deve procedere con una denuncia. Segnalare all’Ispettorato del lavoro il proprio datore che non ha pagato gli stipendi non vuol dire sporgere una denuncia.

Il concetto di «denuncia» va poi distinto da quello di «querela» che, seppur appartiene anch’esso all’ambito del diritto penale, e presuppone quindi un reato, ha comunque un significato diverso (come abbiamo spiegato già nell’articolo Differenze tra denuncia e querela). La denuncia si presenta per i reati più gravi (ad esempio l’omicidio) per i quali lo Stato ha l’obbligo di agire indipendentemente dalla richiesta della vittima, la quale funge quindi da semplice segnalazione. La querela invece vale per quei reati che non possono essere puniti se non lo chiede la vittima. In buona sostanza, la parola «denuncia» si usa per i reati procedibili d’ufficio mentre la querela per quelli punibili solo a querela di parte.

Quando si può denunciare qualcuno?

La denuncia si può fare quindi solo in presenza di un reato, anche se non portato a termine (in alcuni casi infatti è punibile anche il semplice tentativo). 

Se parliamo di denuncia in senso stretto, la stessa può essere presentata da chiunque, anche da una persona diversa dalla vittima. Se invece si tratta di querela, la stessa può essere sporta solo dalla vittima. 

Entro quanto tempo si può denunciare una persona?

Ad eccezione della violenza sessuale per la quale c’è un anno di tempo, la denuncia o la querela possono essere sporte entro massimo tre mesi da quando si è avuta conoscenza del reato (non quindi da quando questo è stato consumato).

Si può denunciare una persona per risarcimento danni?

La richiesta di risarcimento del danno va fatta con una causa civile e non penale. È vero che, nell’ambito del processo penale, ci si può costituire «parte civile» per ottenere un risarcimento, ma in realtà si tratta di una semplice “provvisionale”, una sorta di forfait. Per integrare completamente il danno subito è sempre necessario ricorrere al giudice civile. E, in tal caso, il processo non inizia con una denuncia ma con un atto di citazione o un ricorso. Quindi, l’affermazione «denunciare una persona per risarcimento danni» è completamente errata e corre il rischio di creare un grosso equivoco: non è infatti presentandosi ai carabinieri o alla polizia che si può ottenere un risarcimento nei confronti del responsabile, neanche se il danno dovesse derivare da un reato (ad esempio, una lesione fisica).

Come si denuncia qualcuno?

Per denunciare qualcuno non c’è bisogno di un avvocato. Basta presentarsi presso la stazione più vicina di polizia, presso i Carabinieri, la Guardia di Finanza e raccontare la vicenda. L’agente di turno raccoglierà le dichiarazioni della vittima in un verbale che costituirà l’atto di denuncia o di querela, a seconda del tipo di reato. In alternativa, ci si può presentare – anche a mezzo di un avvocato – presso la Procura della Repubblica e lì depositare la denuncia o la querela. 

Una volta effettuato tale passaggio, verrà nominato un pubblico ministero con il compito di indagare e di raccogliere eventuali prove contro il colpevole, per poi chiederne il rinvio a giudizio. Inizierà il processo penale vero e proprio che verrà condotto dallo Stato contro il reo. La vittima, come anticipato, può costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno; altrimenti può anche restare del tutto estranea al processo che andrà avanti da solo. 

Denuncia senza prove

Al momento della denuncia non è necessario avere le prove del reato, per quanto sarà opportuno comunque renderle evidenti sin dall’inizio in modo da convincere il pubblico ministero della bontà dei fatti raccontati. Per alcuni reati, tuttavia, non c’è bisogno di prove: bastano le dichiarazioni della vittima. Si pensi al reato di stalking, di violenza sessuale, di estorsione, concussione, ecc. 

Denuncia: si rischia la calunnia?

Chi denuncia senza prove o si vede archiviare la denuncia non rischia automaticamente la controquerela per calunnia. Lo stesso dicasi nel caso in cui l’imputato venga assolto. Per la calunnia non basta infatti “perdere” il processo penale. La calunnia scatta quando si denuncia una persona nella piena consapevolezza della sua innocenza: quindi bisogna agire in malafede. Chi invece agisce nell’ignoranza della legge penale o presupponendo di disporre delle prove non può essere controquerelato per calunnia.



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