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Come riscuotere l’assicurazione sulla vita?

2 Maggio 2022 | Autore:
Come riscuotere l’assicurazione sulla vita?

Le modalità per incassare l’importo della polizza. Chi lo può fare e quali documenti servono. Si può riscattare in anticipo?

Il beneficiario di una polizza vita è la persona che, allo scadere del contratto o al manifestarsi dell’evento indicato, riceve quanto è stato pattuito tra il contraente (colui che attiva la polizza e che paga i premi) e la compagnia. Ma, in termini pratici, che cosa deve fare? Come riscuotere l’assicurazione sulla vita?

È fondamentale partire con questa premessa: non è detto che ad incassare sia la stessa persona che ha firmato il contratto di assicurazione e che ha pagato ad ogni scadenza la quota stabilita. Non bisogna dimenticare, infatti, che una polizza coinvolge quattro soggetti diversi sui quali non bisogna fare confusione, vale a dire:

  • il contraente, che, come detto, è la persona che accende la polizza e che paga i relativi premi;
  • l’assicurato, cioè il soggetto su cui si determina l’evento che dà diritto a riscuotere la polizza;
  • il beneficiario, che è chi riscuote l’assicurazione;
  • la compagnia assicurativa.

Lasciando per un momento da parte la compagnia, il cui ruolo appare piuttosto evidente, gli altri tre soggetti possono essere la stessa persona, possono essere due individui diversi o, addirittura, tre. Lo capiamo meglio con questi esempi.

Giuseppe stipula una polizza vita con la compagnia X e si impegna a versare i premi. Viene stabilito che, al suo settantesimo compleanno, la compagnia gli versi un capitale. Pertanto, Giuseppe sarà:

  • contraente, perché stipula la polizza e versa i premi;
  • assicurato, perché l’evento che determina il pagamento è il suo settantesimo compleanno;
  • beneficiario, perché sarà lui stesso a ricevere il capitale.

Altro esempio. Mario stipula una polizza vita con la compagnia X e si impegna a versare i premi. Viene stabilito che, alla sua morte, la compagnia versi il capitale alla moglie Tiziana. Pertanto:

  • Mario sarà il contraente, perché stipula la polizza e versa i premi;
  • Mario sarà l’assicurato perché l’evento che determina il pagamento è il suo decesso;
  • la moglie Tiziana sarà la beneficiaria perché sarà lei a ricevere il capitale.

Terza possibilità. Fabrizio stipula una polizza vita con la compagnia X e si impegna a versare i premi. Poiché il figlio Matteo fa il pilota di aereo, decide che, in caso di morte del figlio, la compagnia paghi il capitale alla vedova di Matteo, Giulia. Pertanto:

  • Fabrizio sarà il contraente, perché stipula la polizza e versa i premi;
  • Matteo sarà l’assicurato, perché l’evento che determina il pagamento è il suo decesso;
  • la vedova di Matteo, Giulia, sarà la beneficiaria perché sarà lei a ricevere il capitale.

Che cos’è la polizza vita?

Si rende necessario, al fine di capire il ruolo del beneficiario e come può riscuotere l’assicurazione sulla vita, spiegare brevemente di che cosa stiamo parlando, cioè che cos’è questo tipo di polizza.

Un’assicurazione vita è un contratto che consente di ottenere un beneficio economico in cambio del pagamento di un premio (cioè della quota che deve versare il contraente ad ogni scadenza prestabilita) al verificarsi di un evento relativo alla vita dell’assicurato (e del contraente, se fossero la stessa persona come negli esempi precedenti).

Esistono tre tipi di polizza vita:

  • il caso vita: la compagnia paga al beneficiario il capitale stabilito o una rendita in caso di sopravvivenza dell’assicurato al momento indicato nel contratto;
  • il caso morte, o polizza Tmc (Temporanea caso morte): la compagnia paga al beneficiario il capitale stabilito in caso di decesso dell’assicurato;
  • la polizza mista: la compagnia versa al beneficiario una rendita o un capitale sia in caso di sopravvivenza dell’assicurato alla scadenza del contratto sia in caso di morte prima che la polizza giunga al termine. In quest’ultimo caso, i beneficiari hanno diritto a riscuotere il capitale o la rendita subito dopo l’evento.

La nomina del beneficiario nell’assicurazione vita

Dei tre tipi di assicurazione vita che abbiamo appena elencato, il più delicato è il caso morte, poiché si tratta dell’evento meno prevedibile: un infarto, un incidente stradale, una malattia con un decorso molto veloce possono causare un decesso inatteso.

In questi casi, occorre che a monte, cioè al momento di stipulare il contratto, sia stato identificato il beneficiario della polizza in modo molto specifico, con tanto di nome, cognome, codice fiscale e quant’altro. In questo modo, il beneficiario non soltanto sarà il solo ad avere il diritto di incassare il capitale o la rendita ma potrà essere anche rintracciato ed avvertito per tempo dell’evento. In caso contrario, se il beneficiario o i beneficiari vengono indicati in maniera troppo generica, partirebbe una procedura di accertamenti sugli aventi diritto destinata a finire nei meandri della burocrazia.

Da sottolineare la particolarità della polizza Temporanea caso morte: riguarda la possibilità che il decesso dell’assicurato possa avvenire entro un determinato periodo. L’esempio più classico è quello di chi accende un mutuo per l’acquisto di una casa e, per non lasciare la famiglia in difficoltà con il pagamento delle rate nel caso in cui morisse nel frattempo, decide di sottoscrivere un’assicurazione vita Temporanea caso morte che scade insieme all’ultima rata del mutuo.

Come riscuotere l’assicurazione vita?

L’assicurazione vita può essere riscossa sia alla scadenza della polizza sia, in certi casi e a determinate condizioni, in forma anticipata.

In ogni caso, il beneficiario dovrà rivolgersi alla compagnia con cui è stato sottoscritto il contratto e presentare la seguente documentazione:

  • copia di un documento d’identità;
  • se l’assicurato è ancora in vita, certificato anagrafico che attesta tale circostanza;
  • domanda di liquidazione.

Occorrerà indicare alla compagnia anche la modalità di pagamento (bonifico bancario, assegno circolare, ecc.).

In caso di decesso del titolare della polizza, gli eredi dovranno consegnare alla compagnia la documentazione che riguarda le circostanze della morte, attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto notorio rilasciata dal Comune di residenza ed il certificato di morte firmato dal medico. La polizza andrà a beneficio degli eredi o di chi è espressamente indicato nel contratto.

Per quanto riguarda la possibilità di riscuotere anticipatamente l’assicurazione vita, la compagnia è tenuta – se il beneficiario lo richiede ed il contratto lo consente – a liquidare al beneficiario l’importo assicurato anche prima della scadenza. Bisogna, però, tenere conto delle clausole stipulate al momento della firma. Ad esempio, la polizza vita non può essere interrotta nei primi tre anni. Accorre, quindi, attendere almeno 36 mesi (e pagare i relativi premi) prima di riscuotere anticipatamente. Nel caso del «premio unico», invece, la somma potrà essere richiesta anche dopo un anno dalla stipula.

La richiesta di liquidazione può essere presentata sia compilando un apposito modulo firmato dalla compagnia sia attraverso una domanda scritta dall’interessato in cui si riportano le proprie generalità e si specifica il motivo della richiesta. Vanno indicati anche gli estremi della polizza (data in cui è stata stipulata, numero di contratto, ecc.).

È, infine, possibile riscuotere solo una parte del capitale accumulato negli anni, a meno che questa ipotesi sia stata esclusa in partenza nel contratto.

Quanto tempo ci vuole per riscuotere l’assicurazione vita?

Mediamente, il tempo necessario per riscuotere l’assicurazione sulla vita è di 30 giorni dalla data in cui è stata presentata la richiesta alla compagnia. Tuttavia, tale dettaglio deve essere indicato nella nota informativa che accompagna il contratto.

Se la scadenza per il pagamento riportata nella nota informativa non viene rispettata, cioè se il versamento avviene in data successiva, il beneficiario ha diritto agli interessi maturati nei giorni o nelle settimane trascorsi fino all’effettivo incasso della polizza.



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