Diritto e Fisco | Articoli

Commercialisti e consulenti lavoro vs avvocati: “Anche noi arbitri”

26 Settembre 2014
Commercialisti e consulenti lavoro vs avvocati: “Anche noi arbitri”

Gli ordini dei professionisti in lizza per accaparrarsi i nuovi incarichi previsti dalla riforma della giustizia.

Commercialisti e consulenti del lavoro sono in agitazione: anche loro rivendicano, al pari degli avvocati, un ruolo nei nuovi procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie introdotti lo scorso 29 settembre e che dovrebbero, tra l’altro, consentire la chiusura di migliaia di cause tramite un arbitrato (per la procedura leggi: “Il nuovo procedimento arbitrale”).

Le due categorie professionali si sono rivolte al Ministro della Giustizia chiedendo di essere inserite, attraverso un emendamento al decreto legge (per la cui presentazione il termine scade martedì 30 settembre alle 18), nei nuovi collegi arbitrali che dovranno decidere i fascicoli pendenti.

Il presidente dell’Ancl (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro) Francesco Longobardi scrive al ministro Orlando sollecitando “l’inclusione dei consulenti del lavoro nelle procedure stragiudiziali” previste dalla riforma, vista “la indiscussa e istituzionale competenza nella materia del lavoro e tributaria riferita alla composizione dei contenziosi”.

Il nuovo presidente dell’Ordine dei Commercialisti,Gerardo Longobardi, con un documento inviato al Ministero chiedeva anch’egli maggior spazio per la categoria: “I commercialisti – afferma Longobardi – hanno nella propria formazione una spiccata tendenza alla ricerca di soluzioni stragiudiziali delle controversie e si sono mobilitati negli scorsi anni per il successo dell’istituto della mediazione, formando più di ottomila mediatori e dando vita ad un network di oltre 80 organismi di mediazione, anche con camere arbitrali, di espressione ordinistica, dislocati su tutto il territorio nazionale e coordinati dalla fondazione Adrcommercialisti”.

Intanto si vocifera che, sull’interruzione dei termini processuali e le “ferie” dei magistrati, potrebbero arrivare alcune modifiche ma continua la polemica a distanza Governo-Anm.

Nello stesso tempo la Cassa Forense presenta il nuovo modello di welfare per gli avvocati annunciato, che anticipa le misure previdenziali come il sostegno in fase start-up per i giovani e l’uso fondi Ue.


note

Autore immagine: R. Allen – J. Lande “The Battle”


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Mi sembra ovvio che commercialisti e consulenti del lavoro possano essere ben acculturati sul diritto sostanziale ma non altrettanto sul diritto processuale che in quanto forma è anche sostanza.
    Diversamente, che motivo avrebbe lo scoglio dell’esame del diritto processuale civile sia per la laurea in giurisprudenza che per l’abilitazione al patrocinio legale quando tutti, anche senza specifiche ed accertate competenze giuridiche processuali, sarebbero legittimati a patrocinare ?
    Ci sono già i notai che distolgono buona parte del nostro lavoro di consulenza in tema di compravendite immobiliari !
    Di questo passo tra un po’ anche farmacisti e salumieri verranno deputati a derimere le controversie che li contrappongono ai loro omologhi.
    Che garanzia potranno mai dare alla collettività (e così rispondere ai canoni della Costituzione) commercialisti e c. del lavoro sul giusto e rapido processo ?
    Costoro dimenticano che quella della negoziazione assistita è uno strumento alternativo alla giurisdizione e che per ottenere un provvedimento giurisdizionale occorre il cd. jus postulandi che è una prerogativa di cui soltanto gli avvocati ne sono latori.
    Rammento che anni fa, speculando sull’ignoranza del difensore mio antagonista (un funzionario dell’Ag. delle Entrate) vinsi una causa avanti ad una CTP, avvalendomi del disconoscimento ai sensi dell’art. 214 cpc della firma del mio assistito in calce alla notifica di una cartella di pagamento e che vinsi la causa proprio perchè il mio oppositore era ignaro che l’istanza di verifica andava richiesta nei suoi primissimi scritti difensivi, richiesta che non era stata avanzata.
    In altra circostanza, sempre avanti ad una CTP, ad una mia eccezione sull’intervenuta prescrizione del tributo richiesto (INVIM relativa all’accertamento di una compravendita di trenta anni prima) il mio solito antagonista mi eccepì che non avevo fornito la prova dell’intervenuto decorso degli anni ed io gli obbiettai che sarebbe occorso un semplice diploma di scuola elementare, oppure di un naso e di una mano per contare con le cinque dita per contare gli anni trascorsi.
    Piccoli esempi ed aneddoti per comprendere che per quanto si sentano tutti avvocati (forse perchè inconsciamente convinti dagli ammiccamenti dei parcheggiatori abusivi) la nostra professione non è alla portata di tutti.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube