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Scoppia lo scandalo per l’intervista di Lavrov su Rete4: spot pro Putin

3 Maggio 2022
Scoppia lo scandalo per l’intervista di Lavrov su Rete4: spot pro Putin

Reazioni scandalizzate dopo l’intervista al ministro degli esteri russo nel corso della trasmissione su Mediaset. Le dichiarazioni di Lavrov sugli ebrei.

Si è subito alzata come una tempesta la polemica per le dichiarazioni del ministro degli affari esteri russo Lavrov, intervistato l’altro ieri su Rete 4.

I commenti di Draghi sono arrivati ​​dopo l’intervista di Lavrov alla rete privata italiana Rete 4 di domenica, in cui ha negato che le forze russe avessero ucciso centinaia di civili nella città di Bucha fuori Kiev prima che si ritirassero dall’area a fine marzo, definendo l’affermazione “falsa” .

Nell’intervista a Rete 4, Lavrov ha anche affermato che l’ebraicità del presidente ucraino Volodymyr Zelensky non nega il suo nazismo poiché anche il leader nazista tedesco in tempo di guerra Adolf Hitler “aveva sangue ebreo”.

Il ministero degli Esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore russo in Israele in segno di protesta dopo che il capo della diplomazia di Mosca aveva detto che «anche Hitler aveva origini ebree, i maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei». Il ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid ha detto che Israele si aspetta di ricevere della scuse per le parole di Lavrov. “Le sue parole sono imperdonabili, l’ambasciatore sarà convocato per una consultazione”, ha detto Lapid citato dall’emittente N12.

Si è anche parlato di uno spot di Mediaset pro Putin: l’emittente italiana avrebbe diffuso un messaggio di avversione all’Ucraina, in questo momento supportata dalla Comunità internazionale.

Lavvrov ha fatto false affermazioni nell’intervista televisiva italiana, ha detto Mario Draghi: «affermazioni grossolanamente false e ripugnanti» «Ma in Italia – a differenza della Russia – c’è libertà di parola», secondo il premier. «Questo Paese permette alle persone di esprimere liberamente le proprie opinioni, anche quando sono grossolanamente false e ripugnanti. Ciò che ha detto il ministro Lavrov è ripugnante», ha sottolineato Draghi.

Si è subito sentita la voce di Letta (Pd): «Penso che sia un’onta quello che è accaduto su Rete4 l’altro ieri, penso che sia un danno a tutta Rete4, tutta Mediaset e all’Italia intera. Tutta Europa non parla d’altro che di un Paese, che non è un piccolo paese ma un grande Paese europeo, che non può permettersi di avere una grande tv nazionale che trasmette uno spot di propaganda intollerabile, insopportabile contro un Paese bombardato con con frasi ignobili su Hitler e gli ebrei». 

«Io chiedo veramente e con grande forza che la vicenda di ieri sera non termini qui, a me scandalizza. Trovo sia un’onta insopportabile e quella roba non ci rappresenta, non c’entra niente con l’Italia che sta chiaramente dalla parte degli aggrediti e non dalla parte di un popolo aggressore che sta commettendo crimini di guerra».

«Buon lavoro, Ministro Lavrov‘. L’abisso. Ma quel che è più grave è che la vicenda dello spot da propaganda di guerra anti Ucraina stia passando, con solo pochi scossoni. Siamo così pochi a pensare che non sia possibile, né accettabile? E che sia un’onta per Italia intera? #Retequattro», scrive poi Letta, su twitter.

«Abbiamo già previsto una specifica istruttoria anche con le audizioni dei vertici di Agcom e Rai. L’intervento di Lavrov, per le modalità in cui è avvenuto e per la montagna di fake news che ha propinato, conferma le nostre preoccupazioni». Così il presidente del Copasir, Adolfo Urso, interpellato dall’Adnkronos sulle parole del ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, nell’intervista a ‘Zona Bianca’, su Retequattro. «Peraltro lo avevamo evidenziato nelle nostre relazioni al Parlamento sulla modalità con cui la Russia agisce per condizionare le democrazie occidentali, di cui la disinformazione è uno dei principali strumenti, come la guerra cibernetica e lo spionaggio», ha concluso. 

Ucraina: Comitato Esteri M5S, ‘inaccettabile spot tv Lavrov’

«La scelta della direzione di Rete 4 di dare spazio al comizio senza contraddittorio e infarcito di fake news tenuto dal Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, non può che essere aspramente criticata. Fermo restando il nostro totale impegno nel sostenere ogni sforzo negoziale, da ambo le parti, utile a pervenire a una soluzione diplomatica della brutale e criminale invasione dell’Ucraina, non è accettabile che si dia un così ampio spazio alla propaganda di Putin e della sua ristretta cerchia di fedelissimi». Così, in una nota, il Comitato per le relazioni europee e internazionali del Movimento 5 Stelle.

«Le parole espresse da Lavrov – si legge nella nota – sono inaccettabili tanto per la violenza verbale dei contenuti, quanto per i vergognosi e revisionisti significati sottesi, ed è pertanto impossibile essere indifferenti di fronte alla decisione di una televisione nazionale, con un grande seguito di pubblico, di veicolare tali messaggi nelle case degli italiani. Auspichiamo che il Copasir, il quale il 17 maggio audirà i vertici Rai e il presidente dell’Agcom, non lasci impunito questo comportamento ma al contrario adotti tutti i provvedimenti dovuti per sanzionarlo. Nel conflitto ucraino vi è un aggressore, la Russia, e un aggredito, l’Ucraina. L’Italia è stata e continua ad essere in prima linea nel sostenere la parte lesa. Non possiamo permettere che questo comportamento inqualificabile tenuto da un’emittente televisiva nazionale passi sotto silenzio».

Ucraina: Cicchitto, ‘incredibili dichiarazioni Lavrov’

Sono “incredibili” le dichiarazioni «rese ieri da Lavrov in una intervista al Tg4 secondo il quale anche Hitler era ebreo come Zelensky e che i maggiori antisemiti sono proprio ebrei. Siamo francamente al di là del bene e del male e quando i Russi di Putin dichiarano che vogliono realizzare la denazificazione dell’Ucraina dovrebbero pensare innanzitutto a denazificare se stessi. Evidentemente il patto Ribbentrop-Molotov e’ una categoria dello spirito rimasta ancora in un angolo del cervello di qualche russo anche perché la rottura di quel Patto fu fatta da Hitler». Lo sottolinea Fabrizio Cicchitto in una nota.

«Comunque l’intervista di Lavrov è rivelatrice di un altro dato: Putin -osserva Cicchitto- non ha costruito solo una autocrazia ma anche una cleptocrazia, nella quale i suoi oligarchi hanno comprato in Europa leader e partiti, squadre di calcio, residenze di lusso, gruppi economici. Questa operazione in Italia e’ andata molto avanti e adesso Lavrov protesta perché i beneficiari di quella rete non si fanno sentire contro il governo italiano».

Crippa (Mediaset), ‘da Lavrov parole deliranti ma intervista fotografa storia’

«Le deliranti affermazioni del ministro degli esteri russo Lavrov a ‘Zona Bianca’ rivestono particolare importanza perché confermano chiaramente la mancanza di volontà da parte di Putin di arrivare ad una soluzione diplomatica della guerra dei russi contro l’Ucraina. E comunque la si pensi, oggi sappiamo qualcosa in più della Russia e di chi la governa». Lo afferma Mauro Crippa, direttore generale dell’Informazione di Mediaset, dopo le polemiche che sono nate a seguito dell’intervista al ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov. «Quanto alle accuse e agli assurdi parallelismi di Lavrov su Hitler e gli ebrei, solo antisemiti viscerali possono ancora dare credito a quelle che appaiono come follie allo stato puro, oltre che a falsi storici già smentiti dai fatti», continua Crippa.

Ma Lavrov «non è un passante. E’ il numero due della Federazione Russa. L’intervista al ministro degli Esteri russo è un documento che fotografa la storia contemporanea», sottolinea Crippa. «Ai critici un tanto al chilo consigliamo la visione delle programmazioni di reti, tg e speciali Mediaset sulla guerra in Ucraina. Ne trarranno facilmente la conclusione che l’azienda ha ben chiaro chi ha voluto e cominciato questo conflitto».

L’Europa «potrebbe essere sempre più coinvolta in una guerra ancora più sanguinosa e noi non dovremmo sentire chi, a livello istituzionale, questo conflitto l’ha innescato? Il pluralismo dell’informazione e le buone regole del giornalismo suggeriscono sempre di ascoltare tutte le voci, anche quelle più controverse e divisive. Ma questo, come nel nostro caso, non significa condividerle». Il direttore generale dell’Informazione di Mediaset sottolinea che «i nostri inviati nelle zone di guerra rischiano ogni giorno la vita per raccontare questo orribile conflitto, senza fare sconti alla propaganda di guerra e mostrando le immagini dei crimini compiuti. Nelle prossime settimane continueremo a dare voce a tutti i protagonisti di questa grave crisi mondiale».

Tajani, ‘condanniamo Lavrov, non il giornalista’

«Bisogna condannare tutto quello che ha detto Sergej Lavrov», ma «credo che l’intervista» alla trasmissione di Rete4 Zona Bianca «sia stata fatta come qualunque giornalista l’avrebbe fatta, anche perché si tratta di una trasmissione che ha sempre avuto posizioni antirusse». Lo dice il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, a margine della plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo.

Zona Bianca, ricorda Tajani, ha «un inviato di guerra molto importante che ha sempre documentato i crimini di guerra commessi dai russi: non si può pensare che quella trasmissione sia filorussa. E’ uno scoop giornalistico, d’altronde non siamo in guerra con la Russia”. Per Tajani siamo di fronte ad una «strumentalizzazione politica: c’è gente che viene dal Pci, che sosteneva l’invasione dell’Ungheria, che andava a fare i viaggi premio a Mosca….mi sembra singolare che eredi di quel partito vengano a fare i moralizzatori».

«Spesso – prosegue Tajani – mi capita di vedere quella trasmissione e mi pare che emerga sempre la violenza dei russi. Non criminalizziamo il giornalista per criminalizzare Lavrov, che dice cose inaccettabili». Il ministro degli Esteri russo però, sottolinea, ha fatto un discorso connotato da una forte «violenza verbale, quando dice che Hitler era ebreo: è una frase di una gravità…è come una coltellata al cuore di milioni di ebrei. Non è solo una sciocchezza, nasconde una cultura preoccupante. Se è così, allora siamo tutti ebrei», conclude. 



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