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Testamento: con cosa può essere scritto?

4 Maggio 2022
Testamento: con cosa può essere scritto?

È valido un testamento scritto a matita? Di che colore deve essere la penna con cui si scrive il testamento olografo?

Un caso scolastico rappresentato spesso sui libri di diritto privato descrive l’ipotesi di un testamento, scritto da una persona in fin di vita, a cui sia stato sparato un colpo di pistola, con il proprio sangue sul muro accanto al quale la vittima si è accasciata. E, secondo gli studiosi, un testamento di tale tipo deve ritenersi valido perché integra tutti gli elementi richiesti dalla legge: la scrittura a mani, la firma e la data. Di qui una ricorrente domanda: il testamento con cosa può essere scritto? È necessaria la penna e, in tal caso, di che colore? Si può fare un testamento a matita? E con un gessetto su una lavagna?

In un precedente articolo abbiamo visto dove il testamento può essere scritto. E abbiamo scoperto che la legge non parla necessariamente della carta (carta necessaria solo al notaio in sede di pubblicazione). Di qui la conferma che il testamento potrebbe ben essere scritto su una parete, sul pavimento, su un fazzoletto di carta, su una pietra, una tavoletta di legno e così via. Chiaramente, parliamo del testamento olografo, quello cioè fatto in assenza del notaio; il testamento pubblico, invece (quello cioè redatto dal notaio) viene sempre dattiloscritto su carta e poi firmato tanto dal notaio quanto dal testatore.

Ritorniamo al nostro testamento olografo: con cosa può essere scritto? 

Non si dubita a riguardo che possa essere utilizzato qualunque materiale che consenta al testatore di scrivere in modo comprensibile e con effetto duraturo: non soltanto quindi con penna classica ad inchiostro o di altra sostanza colorante, ma anche con una matita, gesso, carbone, pennello, sangue, vernice, purché attraverso un accertamento di fatto circa l’uso di mezzi insoliti non venga dimostrato che non si è inteso fare un testamento ma un semplice progetto di testamento o addirittura uno scherzo.

Testamento con penna blu, nera o rossa?

Non ci sono indicazioni sul colore della penna che possa essere usata per fare un testamento. Sebbene i colori scuri (come il nero e il blu), garantiscano la migliore conservazione della scrittura rispetto a quelli chiari (come il rosso o il verde), la scelta cromatica non incide sulla validità del testamento. Che pertanto potrebbe essere scritto anche con un pennarello colorato o addirittura con più penne o strumenti di colori diversi. Così ad esempio, chi cambia penna nel bel mezzo del testamento non renderà per ciò solo invalido il documento.

Il testamento a matita è valido?

Qualcuno ha posto in dubbio la validità di un testamento fatto a matita. E ciò perché si tratterebbe di uno strumento che non garantisce la durevolezza della scrittura e ben potrebbe prestarsi a falsificazioni o modifiche. Si pensi a un erede che, venuto prima degli altri in possesso del testamento, cancelli alcune parti per lui scomode, facendo così in modo che, in merito a tali beni, la successione avvenga non secondo le volontà del testatore ma secondo i criteri stabiliti dalla legge. Proprio per questo, secondo alcuni autori, un testamento a matita non sarebbe un vero e proprio testamento ma un semplice progetto.

Tuttavia, questa tesi non trova conferma né in dottrina, né in giurisprudenza: sia perché la scelta della matita potrebbe dipendere dalle particolari contingenze in cui si trovi il testatore (si pensi a una persona che, sapendo di stare per morire e non avendo il tempo di cercare una penna, si accontenti del primo strumento trovato sulla scrivania), sia perché la legge non dice nulla a riguardo. Tutto ciò che il Codice civile prescrive affinché un testamento olografo sia valido è appunto l’«autografia» (ossia il fatto che il documento sia scritto, dall’inizio alla fine, a mano del testatore), la data e la firma. Sarebbe quindi illegittimo un testamento scritto al computer e poi stampato. 

Quindi, se il testamento olografo contiene tutti i requisiti prescritti dalla legge non vi è motivo per cui non lo si debba considerare valido solo perché scritto a matita.



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