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Quando è possibile denunciare per risarcimento danni

8 Maggio 2022
Quando è possibile denunciare per risarcimento danni

Differenza tra denuncia e richiesta di risarcimento del danno: come farsi risarcire a seguito di un illecito penale, civile o amministrativo. 

In un precedente articolo abbiamo visto che significa denuncia: si tratta di una dichiarazione con cui il cittadino informa le autorità o il giudice di un reato subìto e, nel contempo, chiede la punizione del colpevole. La denuncia quindi si accompagna sempre a un illecito penale ed è rivolta ad innescare il relativo processo per la condanna dell’imputato. Questo però non esclude che, con essa, non si possa pretendere anche un risarcimento del danno. Ed allora quando è possibile denunciare per risarcimento danni? Anche se apparentemente le parole «denuncia» e «risarcimento danni» sembrano tra loro incompatibili, in quanto la prima attiene al processo penale e la seconda al processo civile, possono invece andare spesso a braccetto. Cerchiamo di vederci più chiaro.

Quando spetta il risarcimento?

Per prima cosa bisogna specificare che un risarcimento può derivare da tre diverse ipotesi: ossia da: 

  • un illecito civile, 
  • un illecito penale;
  • un illecito amministrativo.

Il risarcimento che dipende da un illecito civile presuppone un giudizio in cui si accerti tale fatto illecito. Si pensi al caso di una persona che concordi con un’altra l’acquisto di un appartamento. Il venditore poi non rispetta il compromesso e non si presenta dal notaio. L’acquirente, a questo punto, non solo vorrà ottenere la restituzione del doppio della caparra versata (così come di solito previsto nella pratica contrattuale) ma anche l’ulteriore risarcimento per aver perso altre occasioni e aver disdetto il precedente contratto di affitto.

Si pensi anche al caso di un imprenditore che non riceva il pagamento di una serie di fatture e che, per tale ragione, subisca un grave danno economico alla propria azienda. Questi potrà promuovere una causa contro il cliente all’esito della quale il giudice, dopo aver accertato l’inadempimento contrattuale, condanni quest’ultimo non solo al versamento delle somme concordate, ma anche al risarcimento. 

Per ottenere il risarcimento da illecito civile è quindi necessario avviare solo una causa civile. Non è possibile denunciare perché non siamo in presenza di un reato. Eventuali denunce verrebbero archiviate o comunque porterebbero a una assoluzione «perché il fatto [l’inadempimento a un obbligo civile] non è previsto dalla legge come reato».

Il risarcimento che dipende da un illecito amministrativo presuppone invece l’accertamento, da parte della Pubblica Amministrazione, di tale illecito. Si pensi al caso di una persona che subisca un danno al motore perché il gestore della pompa di benzina ha diluito con acqua il carburante. O al ristoratore che ha servito pesce avariato. O a chi riceva un assegno scoperto a pagamento di un proprio credito. O a chi subisca un danno a causa di un’auto che non rispetta lo stop o che procede a velocità eccessiva. 

Anche in questi casi, la vittima che voglia ottenere il risarcimento non deve proporre una denuncia: e ciò perché, come visto sopra, non siamo in presenza di un reato. Per ottenere il risarcimento bisognerà quindi avviare un processo civile rivolto ad accertare l’illecito. Illecito però che potrebbe già essere stato oggetto di una verifica da parte della Pubblica Amministrazione. Il verbale delle autorità costituirà quindi già una valida prova del fatto a cui bisognerà aggiungere, nel processo civile, la dimostrazione del danno subito da tale comportamento. 

Ad esempio, chi subisca un’indigestione per del pesce mal conservato dovrà dimostrare, tramite un certificato di pronto soccorso, che i dolori gastrici sono dipesi proprio da tale cibo. 

L’automobilista che veda danneggiato il motore dell’auto a causa del carburante alterato dovrà dimostrare, con una perizia tecnica, che tale circostanza è dipesa dalla condotta dolosa del gestore del rifornimento e così via.

Per ottenere il risarcimento da illecito penale invece è possibile – ma non necessario – sporgere la querela o la denuncia (rispettivamente a seconda che si tratti di reati più o meno gravi, ossia procedibili solo a querela di parte o anche d’ufficio). Ma di tanto parleremo meglio nei successivi paragrafi.

A cosa serve una denuncia?

A scanso di equivoci, diciamo subito che una denuncia non serve per ottenere un risarcimento del danno ma solo per fare in modo che lo Stato avvii il processo penale contro il reo e gli infligga la relativa sanzione. Sanzione che, se di natura economica (ad esempio la multa o l’ammenda), finirà nelle casse dello Stato stesso e non quindi alla vittima. 

La vittima che voglia essere risarcita dovrà attivarsi in modo differente. Per ottenere un risarcimento del danno a seguito di reato è necessario optare per una di queste due soluzioni (tra loro alternative):

  • sporgere la denuncia, attendere l’avvio del processo penale, costituirsi in esso “parte civile” tramite il proprio avvocato; quindi, all’esito della sentenza ottenere dal giudice un provvedimento che condanni il colpevole al pagamento di una “provvisionale”, ossia di una sorta di anticipo sull’ammontare complessivo del danno. Infine, proporre un autonomo e ulteriore processo civile per la quantificazione definitiva del risarcimento, che tenga conto di tutte le conseguenze patite dalla vittima;
  • avviare direttamente una causa civile per ottenere il risarcimento del danno. In questo caso, è anche possibile sporgere comunque la denuncia, ma non ci si potrà costituire parte civile nel processo penale: difatti, l’azione civile e l’azione penale, in contemporanea, non sono ammissibili e la prima si sospenderà in attesa dell’esito del processo penale.

Quando è possibile denunciare per risarcimento danni?

Ritorniamo alla domanda di partenza: quando è possibile denunciare per risarcimento del danno? Solo quando si è in presenza di un comportamento che costituisca un reato, ossia che integri la violazione di una norma penale.

Tuttavia, non è corretta, da un punto di vista giuridico, l’espressione: «denunciare per risarcimento danni» proprio perché, come visto, la denuncia è rivolta ad innescare il processo penale, mentre il risarcimento del danno è un provvedimento di natura civile. Il risarcimento, in caso di reato, si ottiene: 

  • o tramite la costituzione di parte civile nel processo penale; 
  • o tramite un autonomo processo civile.

Nel secondo caso – attivazione del processo civile – non è necessario sporgere querela o denuncia. Se la si sporge, però, il processo penale andrà da sé mentre il giudice civile accerterà se vi è stata o meno la condotta illecita per poi quantificare il danno. 

In sintesi, non è necessario denunciare per ottenere il risarcimento del danno se si decide di avviare solo il processo civile e non si è interessati a che lo Stato punisca il colpevole (per quanto il relativo processo non comporterebbe costi a carico della vittima, essendo a carico della Procura della Repubblica).

Se invece si vuole denunciare, il risarcimento del danno può essere ottenuto in separata sede dal giudice civile – con autonomo e contemporaneo processo – oppure, in via provvisionale dal giudice penale (attraverso la costituzione di parte civile), salvo poi l’ulteriore e definitiva quantificazione da parte del giudice civile con successivo processo. 



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