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Fornire armi all’Ucraina è costituzionale?

4 Maggio 2022 | Autore:
Fornire armi all’Ucraina è costituzionale?

Il presidente del Copasir, Adolfo Urso: «L’Italia agisce nell’ambito della Costituzione, in soccorso di un paese aggredito».

Prosegue il dibattito sulla costituzionalità dell’intervento del nostro Paese a sostegno dell’Ucraina nel conflitto con la Russia. Come si evince dalla lettura dell’articolo 11 della Costituzione «L’Italia ripudia la guerra», ciò significa che all’Italia è vietato dichiarare guerra o partecipare a guerre di aggressione oppure ricorrere alla guerra per risolvere le controversie internazionali. Ma fornire armi all’Ucraina è costituzionale? La decisione dell’Italia di inviare armi all’Ucraina non viola né la Costituzione né i trattati sovranazionali sottoscritti dal nostro Paese. Ecco perché.

Occorre focalizzare l’attenzione sul diritto naturale di ogni popolo a difendersi, come stabilisce lo Statuto delle Nazioni unite. Il presidente emerito della Consulta Cesare Mirabelli, come riporta il Sole 24 Ore, precisa che: «In questo caso sia l’assemblea della Nazioni unite sia la Corte dell’Aja hanno condannato la guerra di aggressione contro l’Ucraina, dunque prestare aiuto, senza entrare nel conflitto, è costituzionalmente legittimo».

Il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), Adolfo Urso, intervenuto a Rai Isoradio, ha sottolineato che «Tutti i costituzionalisti convengono sul fatto che siamo nel pieno rispetto della Costituzione, come ha anche riconosciuto più volte lo stesso presidente della Repubblica, quindi l’Italia agisce nell’ambito della Costituzione in soccorso di un paese aggredito in modo inusuale con tattiche di distruzione delle città».

«Quello che stiamo vedendo è sotto gli occhi di tutti, é chiaro che chiunque vede quello che accade è preoccupato delle conseguenze che ci possono essere. Tutti noi dobbiamo agire con estrema responsabilità affinché non ci sia un’escalation del conflitto» ha aggiunto Urso.

Con le diverse azioni messe in campo, la Russia «sta cercando in qualche misura di aumentare la tensione. Sono stati anche individuati aerei russi che hanno sorvolato i territori dei paesi dell’Alleanza Atlantica, quindi la Russia sicuramente continua la sua escalation aggressiva ma giustamente i paesi europei e la Nato hanno già deliberato che non interverranno in alcun modo fuori dall’Alleanza Atlantica, che non hanno alcuna intenzione di raccogliere la richiesta del governo ucraino di attuare una no fly zone. – ha concluso Urso – Ormai ci comportiamo con estrema responsabilità anche perché siamo democrazie sottoposte al controllo dell’opinione pubblica, siamo paesi democratici e questo ci rafforza».



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