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Come diventare avvocato specialista: regolamento quasi pronto

28 Settembre 2014
Come diventare avvocato specialista: regolamento quasi pronto

Titolo in una sola materia e 50 incarichi all’anno per mantenerlo.

È quasi pronto lo schema di regolamento del Ministero della Giustizia che stabilisce le modalità con cui gli avvocati potranno acquisire il titolo di “specialista in…” per spenderlo su targa, bigliettini da visita, carta intestata, ecc.

In attuazione di quanto previsto dalla legge di riforma dell’ordinamento forense [1], due saranno le modalità per poter ottenere la qualifica in commento:

1. a conclusione di un percorso formativo non inferiore a due anni svolto presso le facoltà di giurisprudenza delle università

2. oppure sulla base di comprovata esperienza professionale nel settore di specializzazione prescelto.

È proprio su quest’ultimo punto – su cosa, cioè, intendere con “comprovata esperienza professionale” – che si stanno scontrando le parti in gioco.

Da un lato, infatti, vi sono il Consiglio di Stato e il Guardasigilli che vorrebbero fissare dei parametri ben precisi: parametri individuati in almeno 50 incarichi all’anno (attenzione: si parla di incarichi e non di cause). Tale risultato dovrà essere mantenuto per tutti gli anni in cui si vuol conservare il titolo.

Il CNF invece si sta battendo per eliminare tale limite quantitativo e lasciare dei paletti più generici (all’interpretazione di chi?). Opzione non praticabile secondo i giudici di Palazzo Spada perché la riforma forense prevede espressamente che “il regolamento (…) stabilisce i parametri e i criteri sulla base dei quali valutare l’esercizio assiduo, prevalente e continuativo di attività professionale in uno dei settori di specializzazione”.

Il Consiglio di Stato è preoccupato: lasciando la determinazione della comprovata esperienza professionale in modo generico e alla libera interpretazione dell’interprete, si rischierebbe per applicare sistemi non equilibrati e imparziali. Certo, bisognerà fissare un criterio per evitare che, nel novero dei 50 incarichi all’anno, vengano anche conteggiate le cause seriali, cercando invece di valorizzare la professionalità in senso specialistico.

Il secondo campo di battaglia è quello relativo al numero massimo di specializzazioni conseguibili per ciascun avvocato. La bozza di regolamento fissa massimo una specializzazione a cranio. Il Consiglio di Stato, invece, ha suggerito di elevare il limite ad almeno due aree.

C’è poi l’elenco delle aree di specializzazioni che non tiene conto del diritto all’informatica. Chi non ha mai avuto a che fare con i moderni mezzi di comunicazione ignora l’enorme mole di contenzioso che, invece, questo campo produce: dal diritto all’oblio, alla protezione dei nomi a dominio, dalle questioni in materia di diritto d’autore alla responsabilità degli Internet Service Provider, per finire ai crimini informatici. Tutti argomenti su cui si stanno moltiplicando, proprio di recente, le pronunce dei giudici (per via delle numerose lacune legislative), sino a costruire un’area estremamente vasta del diritto. Ignorare questo significa essere completamente scollati dalla realtà moderna. Oppure volerla deliberatamente ignorare.

note

[1] L. 247/2012 art. 9.

Autore immagine: 123rf com


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