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Prima casa: no al pignoramento di Equitalia con effetto retroattivo

28 Settembre 2014 | Autore:
Prima casa: no al pignoramento di Equitalia con effetto retroattivo

Si torna a casa: le aste e le esecuzioni forzate del passato vanno tutte estinte per cessazione della materia del contendere, nonostante il decreto del fare sia entrato in vigore solo nel 2013.

È vero: la nuova legge che vieta ad Equitalia di ipotecare la prima casa è del 2013 [1], ma si applica anche al passato e, quindi, a tutte le procedure esecutive iniziate prima dell’entrata in vigore dell’ormai famoso decreto del Fare. È questa la vittoria dei contribuenti segnata dalla recente sentenza della Cassazione [1]. Risultato pratico: stop a tutte le espropriazioni in corso avviate da Equitalia sulla casa di residenza.

La riforma

Come noto, il decreto del fare è stato una vera e propria rivoluzione per le esecuzioni forzate esattoriali. Complice la situazione di crisi che sta vivendo il Paese e dalla quale non riesce ad alzarsi, le nuove norme hanno imposto una serie di paletti a Equitalia per il recupero dei crediti erariali: divieti che vanno dal fermo per le auto utilizzate a scopo lavorativo, al pignoramento della prima casa d’abitazione, per finire al divieto di avviare espropriazioni su immobili (diversi dalla prima casa) per debiti inferiori a 120 mila euro.

Proprio con riguardo alla prima casa, la legge stabilisce che l’agente della riscossione:

a) non può iniziare o proseguire l’espropriazione sull’unico immobile di proprietà del debitore (con esclusione delle abitazioni di lusso o di categorie catastali A/8 e A19) a condizione che l’immobile sia adibito ad uso abitativo e lo stesso vi risiede anagraficamente;

b) negli altri casi, Equitalia può procedere all’espropriazione immobiliare se l’importo complessivo del credito per cui procede supera centoventimila euro. In tal caso, l’espropriazione può essere avviata se è stata iscritta l’ipoteca almeno sei mesi prima dell’avvio del pignoramento in tribunale .

Espropriare non vuol dire “non intervenire”

Prima di entrare nella parte più interessante della decisione, la Corte fa un’importante precisazione. Il “decreto del Fare” impedisce ad Equitalia solo di avviare l’espropriazione sulla prima casa, ma non le vieta:

– né di iscrivere ipoteca sulla prima casa (ricordiamo che l’ipoteca non è un atto di esecuzione forzata, ma solo una misura cautelare);

– né di intervenire in espropriazioni forzate sulla prima casa già avviate da terzi. Così, per esempio, se il contribuente ha un debito scaduto con Equitalia e, nello stesso tempo, non ha pagato il mutuo alla banca, qualora quest’ultima avvii l’esecuzione sulla prima casa (per la quale ha concesso il finanziamento), l’agente per la riscossione può inserirsi in tale procedura e pretendere la sua parte dal ricavato della vendita. Se però il contribuente, facendo ricorso contro l’esecuzione della banca, dovesse vincere la causa, l’espropriazione già avviata dall’istituto di credito non potrebbe essere proseguita da Equitalia, ormai rimasta unico creditore nella procedura.

Stop ai pignoramenti in corso

La parte più importante della sentenza è quella in cui la Cassazione, arrivando a una conclusione diametralmente opposta a quella fornita dal Ministero dell’Economia (leggi “Pignoramenti e ipoteche di Equitalia: nuovi limiti senza effetto retroattivo”), ha detto che il decreto del Fare si applica anche alle procedure già avviate da Equitalia prima ancora dell’entrata in vigore della nuova legge. Il che vuol dire che tutte le aste pubbliche in cui il creditore procedente è l’agente per la riscossione devono essere estinte (in gergo tecnico si dice: “cessazione della materia del contendere”).

In buona sostanza, la motivazione della sentenza è la seguente: poiché il decreto del Fare non ha stabilito – come di norma avviene – una disciplina transitoria per i procedimenti in corso, esso si deve intendere riferito ad ogni singolo atto esecutivo posto dopo l’entrata in vigore della riforma. E questo significa che se il tribunale non ha già assegnato – e trasferito – l’immobile al miglior offerente, ogni attività esecutiva deve essere interrotta definitivamente.

Esultano i proprietari di casa che avevano dovuto fare le valigie o che le stavano per preparare. Si torna a casa…

note

[1] Art. 52, comma 1, lett. g) DL n. 69/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 98 del 9.08.2013.

[2] Cass. sent. n. 19270 del 12.09.2014.

Autore immagine: 123rf com


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