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Quando e come la polizia può usare il taser

5 Maggio 2022
Quando e come la polizia può usare il taser

Pistola elettrica: quali garanzie per i cittadini e quali limiti incontrano le forze dell’ordine nel caso in cui debbano sedare rivolte o difendersi.

Il taser è una pistola elettrica che rilascia delle scariche in grado di immobilizzare la vittima. Il suo uso è consentito ai privati solo se titolari di porto d’armi e comunque unicamente per scopo di legittima difesa. 

Oggi però anche le forze dell’ordine se ne possono avvalere, entro però determinati limiti di proporzione rispetto al pericolo in corso. In questo articolo scopriremo quando e come la polizia può usare il taser. Sono regole fissate sia dalla legge che da un protocollo di utilizzo del ministero degli Interni, in modo da evitare che tale arma possa trasformarsi in uno strumento di tortura.

Secondo uno studio dell’università di Cambridge, di quattro anni fa, la pistola elettrica ha raddoppiato il rischio che la polizia usi la violenza contro i cittadini. La polizia degli Stati Uniti viene spesso accusata di usare tale strumento in modo non legale, con conseguenti azioni giudiziarie intentate dalle vittime e richieste di risarcimento accolte dalla magistratura americana.

Proprio per questo è bene sapere quando e come la polizia può usare il taser. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il taser?

Il taser (acronimo di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle) è un dispositivo in grado di emettere impulsi elettrici proiettando, a corto raggio, una coppia di dardi che rimane collegata all’arma per mezzo di fili conduttori. Il taser è in grado di inibire temporaneamente le funzioni motorie della vittima, mediante contrazione involontaria dei muscoli. 

È quindi un’arma vera e propria, anche se definita non letale. Può essere usata unicamente come strumento di difesa e non di offesa. Questo perché, nel nostro ordinamento, l’impiego di armi può essere giustificato solo ai fini della legittima difesa. Difesa che non deve essere necessariamente relativa alla propria persona ma anche a quella di terzi (si pensi alla polizia che interviene per bloccare un criminale che sta usando violenza contro un terzo).

Come funziona il taser?

Esistono due modalità di funzionamento del taser: 

  • il dart mode;
  • il drive-stun mode. 

Il dart mode è la modalità più innocua. Vengono lanciate due freccette che sprigionano un impulso elettrico di cinquantamila volt per 5 secondi che blocca immediatamente chi lo riceve. I muscoli della persona colpita si bloccano. Questa resta lucida, capisce cosa gli viene detto, ma non riesce più a muoversi.

Invece, nella modalità drive-stun mode, il taser diventa più pericoloso, un vero e proprio strumento di tortura. Viene premuto contro la zona del corpo del soggetto che si vuole colpire. L’effetto non è una paralisi muscolare temporanea, bensì un dolore molto intenso che può lasciare, nei casi più gravi, anche delle bruciature. In questo caso, al di là dell’illegittimità dell’uso – perché sproporzionato rispetto allo scopo perseguito – l’arma potrebbe sortire l’effetto inverso rispetto a quello sperato: difatti il soggetto colpito potrebbe reagire con maggiore aggressività e violenza. 

Proprio per questa ragione Amnesty International si è battuta per denunciare l’utilizzo del taser nella modalità drive-stun mode, soprattutto nelle operazioni di dispersione della folla e in quelle di contrasto al terrorismo, dove l’offensiva è diretta a più di un soggetto e la Polizia non è messa nelle condizioni di conoscere preventivamente le condizioni fisiche dei vari soggetti.

Un privato può usare il taser?

Al contrario dello spray al peperoncino, il taser è un’arma (ossia un’arma propria) come una pistola, un pugnale, un tirapugni. Quindi, è necessario il comune porto d’armi, sia per custodirlo in casa che per portarlo in giro. Anche l’acquisto è soggetto ad autorizzazione.

Anche chi ha il porto d’armi però non può usare il taser a proprio piacimento, ma può farlo solo in condizioni di legittima difesa. 

Quanto costa un taser?

Il costo di un taser è di circa 500 euro per il modello più sofisticato anche se su Internet si trovano modelli più economici a partire da 60 euro. 

In Italia la polizia può usare il taser?

I primi a usare le pistole elettriche furono gli inglesi nel 2004. Poi, si diffusero presto negli Stati Uniti. In Italia, dopo numerose discussioni e polemiche, si è deciso di introdurre il taser X2 nella versione meno offensiva. Dunque, oggi, a differenza di quanto succedeva in passato, in Italia la polizia può usare il taser. 

A prevedere l’introduzione di tale strumento è stato il decreto legge del 22 agosto 2014, n. 119 , conv. in legge 17 ottobre 2014, n. 146.

Successivamente, è stato approvato un decreto del ministro dell’Interno per l’avvio dell’utilizzo della pistola elettrica taser. Il decreto del 16 marzo 2015 ha istituito un “Tavolo tecnico interforze” che, nel 2018, ha approvato le “Linee guida operative” per l’avvio della sperimentazione del taser, poi effettivamente iniziata il 4 luglio 2018.

Per scongiurare abusi nell’utilizzo del taser da parte delle forze dell’ordine, il ministero degli Interni ha elaborato un protocollo di utilizzo che prevede cinque passaggi obbligatori da parte dell’operatore di polizia: 

  • individuazione del pericolo;
  • dichiarazione al cittadino di essere armato di pistola elettrica;
  • esposizione dell’arma; 
  • warning arc (scossa di avvertimento con puntamento della pistola);
  • uso vero e proprio del taser.

L’art. 53 del Codice penale stabilisce che «non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all’Autorità […]». 

Pertanto, il pubblico ufficiale può usare il taser solo: 

  • per respingere una violenza; 
  • per vincere una resistenza.

In ogni caso, l’uso del taser può avvenire nel rispetto di tre concetti:

  • proporzione rispetto al pericolo in corso;
  • necessità dell’uso dell’arma;
  • adeguatezza.

L’agente di polizia che abusa del taser, ossia lo impiega in situazioni in cui non sussiste uno stato di pericolo imminente alla propria o altrui incolumità fisica (ossia al di fuori delle ipotesi di legittima difesa), può essere incriminato. 

Cosa significa «respingere una violenza»?

Per violenza si intende una condotta attiva del soggetto che si frappone all’adempimento del dovere del pubblico ufficiale. Vi rientra anche la minaccia. 

Cosa si intende per «vincere una resistenza»? 

Per resistenza si intende una condotta violenta attiva destinata ad ostacolare il pubblico ufficiale nell’adempimento del dovere. 

Non si può usare il taser per impedire la fuga del criminale a meno che questa non avvenga con pericolo nei confronti di terzi o degli agenti, come ad esempio nel caso di aggressioni o di minacce.

Cosa si intende con «proporzione»?

Intanto si può usare il taser in quanto il bene in pericolo è la sicurezza propria o altrui o comunque beni di particolare rilievo. Non si può usare il taser dinanzi a una persona non pericolosa solo perché questa non vuol collaborare con le forze dell’ordine e magari si ostina a non seguire gli agenti in questura. 

La polizia può ricorrere al taser valutando prima il livello di ingiustizia perpetrato, l’effettiva attualità ed inevitabilità del pericolo, i rapporti di forza tra aggredito e aggressore, il tempo e luogo dell’azione, le caratteristiche dell’aggredito, il valore dei bene minacciato dall’aggressore. 

La polizia deve poi tener conto della condizione di vulnerabilità di alcuni soggetti come: donna incinta, minori e anziani, malati di cuore o di mente, persone che soffrono di dipendenze. 

Non si può usare il taser verso parti vitali della persona quali testa, collo, occhi e genitali.

Bisogna poi evitare l’utilizzo in luoghi a rischio incendi ed esplosioni. 

Cosa si intende per «necessità»?

Il requisito della necessità impone che l’uso del taser possa avvenire solo se non vi sono altre alternative all’uso della forza, che deve rimanere sempre l’estrema ratio. Il taser infatti limita la libertà personale e di movimento garantite dalla Costituzione atteso che l’effetto è proprio quello di immobilizzare il bersaglio.

Oltre che sulla libertà personale l’utilizzo di tale arma incide evidentemente anche sul diritto alla salute, dal momento che è dimostrato che le scosse elettriche possono provocare danni temporanei e permanenti e anche la morte della vittima.



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