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Donazione: è un contratto?

6 Maggio 2022
Donazione: è un contratto?

Natura e forma della donazione: che tipo di contratto è, come si fa e quali sono i tipi di donazione che esistono. 

C’è chi si chiede spesso se la donazione è un contratto e perché mai, in tal caso, dovrebbe essere considerata tale. La questione è abbastanza scontata per chi ha studiato legge, un po’ meno per chi non ha cognizioni di carattere giuridico. Ecco allora una breve guida che spiegherà qual è la natura dell’atto di donazione, se questa è un contratto e soprattutto che tipo di contratto è. Ma procediamo con ordine.

Cos’è un contratto?

Non si può comprendere la questione che stiamo trattando e la relativa soluzione se prima non si sa cosa si intende per contratto. Spesso, quando si parla di un contratto, si pensa al tradizionale foglio di carta firmato dalle parti. Ma non è così. Il contratto è l’incontro della volontà tra due o più persone con cui queste regolano i propri rapporti giuridici patrimoniali. Ragion per cui un contratto può anche essere verbale (ad esempio il fatto di comprare il giornale) o può concludersi con un comportamento concludente (il prelevare la merce dagli scaffali del supermercato per portarli alla cassa o il salire su un autobus per usufruire della relativa corsa). 

La forma scritta è eccezionalmente chiesta a pena di nullità del contratto (come nel caso di contratti bancari, locazione e compravendite immobiliari. In tutti gli altri casi, può essere necessaria per dimostrare l’esistenza dell’accordo e togliere ogni equivoco che altrimenti potrebbe sorgere tra le parti.

La donazione è un contratto?

La donazione è un contratto. Non deve trarre in inganno il fatto che essa comporti una prestazione a carico di una sola parte, senza che l’altra debba dare o fare nulla in cambio. Ciò che conta, ai fini della qualificazione del contratto – come abbiamo appena detto – è lo scambio delle volontà tra le parti. E nella donazione tale scambio sussiste. Infatti da un lato c’è il donante che dichiara di voler regalare un determinato diritto al donatario, senza ottenere controprestazioni; dall’altro lato, c’è il donatario che deve accettare la donazione. L’accettazione della donazione è infatti condizione di validità dell’atto: e questo perché nessuno può essere costretto a diventare proprietario di un bene che non vuole (il quale potrebbe implicare costi, spese vive e riconoscenza nei confronti del donante). 

Dunque, poiché l’atto di accettazione è una manifestazione di volontà, ecco che la donazione deve configurarsi come un regolare contratto. 

Le carte in tavola non cambiano solo per il fatto che, molto spesso, le donazioni avvengono informalmente e in modo orale, sicché l’accettazione non è esplicita ma viene evidenziata con il semplice gesto della presa in consegna del bene (si pensi a un amico che regala 100 euro a un altro e questi le incassi senza comunicare di accettare espressamente la donazione). 

Che tipo di contratto è la donazione?

Abbiamo detto che la donazione implica una prestazione solo a carico di una persona, il donante. Il donatario non deve nulla in cambio. Sicché la donazione, proprio per questo, si definisce un contratto a titolo gratuito ossia che non richiede una controprestazione come invece nella vendita, nella locazione, ecc. Anche il comodato, ad esempio, è un contratto a titolo gratuito. E lo è anche il mutuo senza interessi: il denaro viene prestato senza chiedere una controprestazione in cambio.

Di qui la definizione data dal Codice civile (art 769 cod. civ.): la donazione è un contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte (donante) arricchisce l’altra (donatario), disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione.

Quali sono gli elementi essenziali della donazione?

Sono elementi essenziali della donazione:

  • l’arricchimento del donatario, cui corrisponde il depauperamento del donante (elemento oggettivo);
  • lo spirito di liberalità (elemento soggettivo).

Cosa può avere ad oggetto una donazione?

L’oggetto della donazione può essere il più vario. Attraverso una donazione è possibile, infatti:

  • trasferire la proprietà o altro diritto reale sopra un bene;
  • cedere un credito;
  • costituire un diritto reale su di un bene che resta nella proprietà del donante (donazione del solo usufrutto su di un bene);
  • assumere un’obbligazione avente ad oggetto un’unica prestazione oppure prestazioni periodiche (ad esempio, la costituzione di una rendita vitalizia).

Come si fa una donazione?

La donazione necessita del notaio e di due testimoni solo se non è di modico valore o riguarda beni immobili. L’accettazione da parte del donatario può essere fatta nell’atto stesso o in un atto posteriore (in quest’ultimo caso, il contratto si perfeziona solo dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante). 

In tutti gli altri casi, può avvenire anche informalmente, con la consegna dell’oggetto, il bonifico della somma di denaro, la cancellazione del debito, ecc.

Quante forme di donazione esistono?

Il Codice civile indica alcune tipologie di donazione:

  • la donazione obnuziale (art. 785 c.c.), ossia la donazione “fatta in riguardo di un futuro matrimonio” (può essere realizzata dagli sposi tra loro o da altri sia a favore di uno o di entrambi gli sposi, sia a favore dei figli nascituri degli sposi), che esplica i propri effetti automaticamente al momento del matrimonio e senza il bisogno dell’accettazione del donatario;
  • la donazione modale (art. 793 c.c.), a cui è apposto un onere (per esempio, donando ad un determinato soggetto un immobile, con l’obbligo di devolvere al donante i proventi dell’affitto dell’immobile, fino alla sua morte) e il donatario è tenuto ad adempiere l’onere entro i limiti del valore della cosa donata. In caso di inadempimento dell’onere, il donatario è tenuto a risarcire il danno, mentre la risoluzione può essere domandata solo se preveduta nell’atto di donazione;
  • la donazione rimuneratoria, che è una liberalità fatta per riconoscenza (ad esempio, quando il donante dona al donatario dopo aver ricevuto a sua volta da quest’ultimo una donazione) o in considerazione dei meriti del donatario (che, ad esempio, si è contraddistinto nel sociale) o per speciale rimunerazione (come quella per compensare l’opera gratuita di un professionista) (art. 770 c.c.).


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