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Caduta sui sampietrini e risarcimento

8 Maggio 2022
Caduta sui sampietrini e risarcimento

Il Comune è tenuto a pagare i danni a chi cade per colpa dei sampietrini malfermi?

Le ipotesi di responsabilità del Comune per la caduta dei cittadini sui marciapiedi o sulle strade sono limitate a quei soli casi in cui il suolo presenta insidie o trabocchetti. Si deve cioè trattare di situazioni di pericolo non facilmente visibili con l’ordinaria diligenza. Per cui tanto più è grande la buca tanto più improbabile sarà ottenere il ristoro dei danni per l’infortunio.

La caduta sui sampietrini e la conseguente richiesta di risarcimento rientrano in tale tipo di problematica. Qui, com’è facile comprendere, ci troviamo in una situazione al limite. Perché se da un lato è vero che tale tipo di pavimentazione riguarda quasi sempre i centri storici, ed è noto che, in tali vie, la manutenzione è spesso carente, dall’altro è anche vero che non sempre è facile, per chi cammina frettolosamente, capire quando un sampietrino è sconnesso dal suolo e costituisce quindi una fonte di pericolo. Insomma, ci sono elementi che farebbero ritenere che, in presenza dei sampietrini, l’utente della strada debba prestare maggiore attenzione e altri invece che inchiodano il Comune il quale dovrebbe sottoporre a maggiore manutenzione tale suolo. 

L’unico modo per risolvere la problematica della caduta sui sampietrini e del risarcimento a carico del Comune è verificare cosa dice la giurisprudenza.

Caduta su un sampietrino disconnesso: c’è risarcimento?

Ogni caso giudiziario ha una storia a sé stante e che questa può dipendere dal tipo di strada, dalle prove portate in processo, anche dalle capacità dello stesso avvocato difensore di dimostrare al giudice la natura dell’insidia presente sul suolo. Il che richiede di visionare con attenzione il posto esatto dove il malcapitato è caduto per verificare quanta incuria questi ha prestato nel non accorgersi dell’insidia stradale.

Ad ogni modo, con un’ordinanza del 2021 [1], la Cassazione ha ritenuto sussistente l’obbligo, da parte del Comune, di risarcire il pedone caduto sui sampietrini malfermi.

Strada disconnessa: c’è risarcimento? 

Il fatto che la strada sia «molto sconnessa» e che ciò sia evidente anche ad occhio nudo non costituisce un’esimente per l’ente locale. Buche e rattoppi su asfalto e marciapiedi sono indice di una cattiva manutenzione; ma non si può, per ciò solo, scaricare la colpa sul povero passante. Che magari è in ritardo e ha fretta, ma non per questo deve essere ritenuto colpevole di disattenzione e negligenza. 

È vero, l’articolo 2051 del Codice civile esonera il Comune dalla responsabilità per i danni procurati dalle cose in sua custodia tutte le volte in cui la caduta avviene per «caso fortuito», ossia per un fatto imprevedibile e quindi inevitabile. Ed il caso fortuito può essere anche la condotta incauta del pedone. Tuttavia, il fatto di avere un “passo svelto” non è un fatto così abnorme da non poter essere previsto. 

Insomma, il Comune deve fare i conti con la possibilità che qualcuno possa avere i tacchi alti o che, magari, spinto dalla premura, vada più veloce degli altri e non si accorga che qualche sampietrino non è connesso al suolo. 

Come abbiamo però anticipato in partenza: ogni causa ha le sue peculiarità. E siccome ci sono strade e strade, in alcune la disconnessione è più evidente e, quindi, il risarcimento improbabile. In altre invece, dove l’insidia è nascosta, è possibile ottenere i danni dal Comune. Conta anche l’ora in cui è avvenuta la caduta: in una via scarsamente illuminata, se l’incidente avviene di notte, ci sono poche chance per l’amministrazione per evitare la condanna.

La vicenda

Nel caso di specie, è stato accolto il ricorso di una donna infortunatasi perché aveva messo il piede in una pozzanghera che nascondeva una buca. In secondo grado, la donna perde il risarcimento che le aveva riconosciuto invece il tribunale. In base al principio di autoresponsabilità degli utenti nelle strade demaniali – ha detto la Corte d’appello – non si può chiedere un risarcimento: la signora avrebbe dovuto evitare di poggiare il piede nella buca colma d’acqua. Il punto è che a causare l’infortunio erano stati i cubetti di porfido instabili che stavano dentro la buca e quindi erano invisibili al pedone.

L’onere della prova

La Cassazione ricorda che il danneggiato deve limitarsi a provare il fatto di essere caduto e che tale caduta è derivata dal suolo disconnesso. Dal canto suo, il Comune ha una responsabilità oggettiva e quindi è tenuto a dimostrare che l’infortunio è avvenuto per un caso fortuito, cioè imprevedibile ed eccezionale. Anche la condotta del danneggiato può costituire il caso fortuito in grado di escludere la responsabilità del Comune, ma soltanto quando risulta colposa e imprevedibile. 

Sampietrini e risarcimento: sentenze

Il tribunale di Lodi [2], in passato, ha ritenuto sussistente la responsabilità del proprietario della strada aperta al pubblico transito (nella fattispecie una piazza) per i danni occorsi a pedone in seguito a caduta per la presenza di alcuni “sampietrini” sconnessi. Trattandosi di un’ipotesi di trabocchetto, per la scarsa visibilità ed imprevedibilità del pericolo, sarà onere dello stesso proprietario o gestore, tenuto alla manutenzione della strada, dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno.


note

[1] Cass. ord. n. 456/21.

[2] Trib. Lodi, sent. n. 253/2015.

Autore immagine: depositphotos.com


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