Regimi dei minimi: l’imposta passa dal 5 al 15%

29 Settembre 2014
Regimi dei minimi: l’imposta passa dal 5 al 15%

Allo studio del Governo il regime agevolato con l’aumento dell’aliquota e soglie di ricavi variabili.

Non sarà forse più così conveniente il regime dei minimi per i professionisti di reddito basso. Le nuove direttrici del governo prevedono un’aliquota unica al 15% (+10 punti percentuali rispetto all’attuale 5%); soglie di ricavi massimi differenziate per le diverse categorie di attività, in un range che va da 25mila a 55mila euro; coefficienti di redditività graduati in modo diverso per ogni categoria.

Una vera e propria rivoluzione con cui il Governo si appresta ad attuare la delega sulla riforma dei regimi fiscali.

I regimi saranno tre. Oltre a quello forfettario in cui si ritroveranno i piccoli imprenditori fino a un tetto massimo di 55mila euro di ricavi, ci sarà il regime ordinario e un regime semplificato che si muoverà secondo un principio inedito per il nostro sistema fiscale, cioè quello di pagare le imposte soltanto sui corrispettivi realmente incassati.

La novità maggiore del nuovo regime, comunque, sarà l’aumento dell’aliquota. Una impennata che, di fatto, avvicinerà il prelievo al 20% dei “vecchi minimi”, cioè il sistema rimasto in vigore fino al 2011, prima che l’allora ministro Giulio Tremonti introducesse la formula al 5% e una serie di regole d’accesso molto più severe. Aderendo al nuovo regime si potrà comunque dire addio all’Irap e all’Iva, mandando in archivio scritture contabili, fatture, acquisti e corrispettivi.

Al momento non si sa ancora quando la nuova aliquota entrerà in vigore. In teoria si potrebbe partire già dal 1° gennaio 2015.



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