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Come prendere una casa in affitto senza busta paga?

8 Maggio 2022
Come prendere una casa in affitto senza busta paga?

Chi non ha uno stipendio o altro reddito fisso può ugualmente offrire al padrone di casa altre garanzie. Eccole. 

La morosità nella locazione è un fenomeno talmente diffuso e difficilmente contrastabile che ormai, negli annunci, si legge sempre più spesso “affitto solo referenziati”. Il che significa che l’inquilino deve dimostrare di avere un reddito fisso a cui attingere per pagare le mensilità. Ma se tutti agissero in questo modo, tanto i disoccupati, quanto i precari, i part-time e i lavoratori a termine dovrebbero dormire a casa dei genitori o sotto i ponti. Ed allora è normale chiedersi, in questi casi, come prendere una casa in affitto senza busta paga. 

Premesso che non tutti i padroni di casa chiedono rassicurazioni in ordine alle capacità economiche del conduttore – sicché, spulciando tra i vari annunci sui siti, è ben possibile trovare un contratto a migliori condizioni – a volte, lo stipendio può essere sostituito da altre garanzie. E del resto, esistono persone facoltose che non hanno bisogno di lavorare, altre che invece hanno ricchezze mobiliari da cui traggono sostentamento, altre ancora che hanno le “spalle coperte” dai genitori ed altre infine che gestiscono imprese con prestanomi e che, pur avendo una dichiarazione dei redditi “pari a zero”, sono comunque benestanti. 

Del resto, l’Italia è il Paese con i «poveri assoluti» (quelli cioè che, per mangiare, devono ricorrere alla Caritas), i «poveri relativi» (quelli che hanno uno stipendio o una pensione ma che stentano ad arrivare a fine mese) e con i «finti poveri», ossia i nullatenenti sulla carta che però circolano in Mercedes. 

Detto ciò, ed escludendo gli eccessi (chi ha la Mercedes non ha bisogno di prendere una casa in affitto), vediamo allora come prendere casa in affitto senza busta paga.

La garanzia di un parente

Il metodo più frequente per prendere in affitto un appartamento anche senza un lavoro o un altro reddito fisso è di offrire al locatore un garante o un co-firmatario del contratto di locazione il quale si dichiara disposto a pagare il debito per conto del conduttore se questi non dovesse adempiere. Si tratterebbe di un accollo automatico del debito, al modo della fideiussione bancaria. 

Nel caso della garanzia, si crea una seconda obbligazione tra locatore e garante che può avvenire con un autonomo contratto o con una clausola apposita inserita nel contratto di locazione. 

Esistono due tipi di garanzia. Quella che scatta solo dopo che il locatore ha tentato di agire contro il conduttore e non v’è riuscito e quella che invece gli consente di chiedere il pagamento al garante anche senza dover prima avviare le azioni legali contro il moroso. 

Nel caso invece di co-firmatario, nel contratto di locazione appariranno due conduttori, l’uno effettivo e l’altro virtuale il quale interviene solo come obbligato in solido. Pertanto, in tale ipotesi, il locatore potrà agire indifferentemente tanto nei confronti del primo quanto del secondo conduttore. 

Nella maggior parte dei casi, il garante o il co-firmatario sono familiari dell’inquilino.

L’attestazione della banca

Per chi ha un conto corrente solido, ove affluiscono periodicamente disponibilità liquide (ad esempio, frutto di investimenti), la banca può rilasciare un’attestazione in cui, pur senza menzionare il saldaconto (per questioni di privacy), assicura il locatore che, al momento del rilascio della dichiarazione stessa, il proprio cliente è economicamente in grado di sostenere il canone mensile d’affitto. 

La dichiarazione dei redditi

C’è chi non ha un lavoro dipendente ma ha comunque delle entrate periodiche, ad esempio derivategli da attività praticate sul web. In tali casi, è possibile presentare al padrone di casa la dichiarazione dei redditi degli ultimi due o tre anni. Questa soluzione tuttavia presenta il problema di mettere in chiaro le proprie capacità economiche e non tutti sono disposti a farlo.

La polizza assicurativa

Esistono delle assicurazioni (in realtà non molte) che emettono polizze che coprono il rischio di morosità da locazione. Il locatore quindi verrebbe soddisfatto dalla compagnia qualora il conduttore non dovesse corrispondere il canone. 

Questa soluzione è di certo quella meno conveniente costituendo un costo ulteriore, per il conduttore, rispetto al canone.

L’anticipo e la cauzione

Di solito, il locatore può chiedere, al momento della sottoscrizione della locazione, una cauzione pari a non più di tre mensilità e un anticipo di non più di tre mensilità. L’anticipo potrebbe essere portato a compensazione degli ultimi canoni da versare alla scadenza, mentre la cauzione serve a garantire il padrone di casa da eventuali danni arrecati all’immobile.

L’emissione di cambiali

Il conduttore, come detto, non può versare in anticipo più di tre mensilità, ma potrebbe sempre rilasciare al locatore delle cambiali, con scadenza a uno o due anni, e con importo variabile, in modo che il locatore le porti all’incasso se questi non sarà adempiente. È chiaro che, dinanzi a un inquilino moroso, è verosimile che le cambiali andranno protestate, ma per questi sarà un problema, non potendo più emettere assegni o cambiali. 



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