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Cosa sono le referenze per un affitto?

9 Maggio 2022
Cosa sono le referenze per un affitto?

Affitto solo referenziati: cosa significa e come avere le lettere di referenze.

A nessun proprietario di casa piace rischiare di trovarsi con un inquilino che non paga l’affitto. Questo perché la procedura di sfratto è costosa e, seppur non tanto lunga quanto gli ordinari processi, richiede comunque pazienza: l’attesa non è quasi mai inferiore a un anno. Il che significa che, nel frattempo, il locatore perde tutti gli introiti che avrebbe potuto ottenere locando l’immobile a un altro inquilino. Ecco perché, negli annunci di locazione, si legge sempre più spesso «affitto solo referenziati». Ma cosa sono le referenze per un affitto? Cerchiamo di comprendere più da vicino cosa si intende con questo termine.

Cosa significa affitto solo referenziati?

Daresti mai, in affitto, la tua casa a una persona che non ha un lavoro o che risulta nullatenente? O a una coppia di ragazzi che sono noti per il fatto di organizzare festini privati a base di musica, alcol e droga? 

Quando si parla di una “persona referenziata” si intende colui che è in grado di dare garanzie non solo sulla propria serietà personale e professionale, sulle qualità morali e sui rapporti con gli altri, ma anche su una stabilità economica. Ed è proprio ciò che cerca il locatore. Ma poiché l’inquilino perfetto non esiste, ciascuno cerca di cautelarsi quanto più possibile. Ecco allora cosa sono le referenze per un affitto, garanzie documentali circa la capacità del locatore di:

  • rispettare i patti stretti con il locatore;
  • pagare puntualmente il canone di affitto convenuto;
  • restituire l’immobile in buono stato di manutenzione;
  • non dare l’appartamento in subaffitto ad altre persone.

Come dare le referenze per un affitto?

Chiaramente, il locatore non si accontenterà della parola del conduttore, neanche se questi dovesse giurare, né di quella dei suoi familiari. Saranno quindi necessari dei documenti. Di che tipo di documenti deve trattarsi?

Abbiamo appena visto che le garanzie possono essere di due tipi: 

  • garanzie patrimoniali;
  • garanzie morali. 

Analizziamo singolarmente tali ipotesi.

Garanzie patrimoniali

Quanto alle garanzie patrimoniali, queste possono essere costituite, ad esempio, dalla busta paga, dalla Certificazione Unica o dal contratto di lavoro per un lavoratore dipendente; dal contratto di collaborazione esterna firmato da un prestatore d’opera con un’azienda (è il caso del co.co.co.); dalla dichiarazione dei redditi per un professionista o di un imprenditore; da un’attestazione della banca che possa certificare la presenza, sul conto corrente, di somme sufficienti a coprire il pagamento del canone d’affitto per un determinato periodo di tempo (senza per forza dover mettere in chiaro il saldaconto). 

Un ulteriore tipo di garanzia patrimoniale per il locatore può essere costituito dalla fideiussione prestata da un parente del locatore che potrebbe intervenire nel contratto obbligandosi, in prima persona, a pagare il canone qualora questi dovesse risultare moroso. Un risultato simile si può ottenere anche offrendo un co-firmatario del contratto stesso, il quale risulterà così formalmente coinquilino e quindi responsabile in solido con il conduttore effettivo nel versamento delle varie mensilità; sicché, in tal caso, il locatore potrà rivolgersi indistintamente tanto all’uno quanto all’altro per il versamento delle somme che gli sono dovute. 

Garanzie personali 

Le garanzie personali sono quelle dichiarazioni documentali che attestano invece l’integrità personale, professionale o morale di una persona. E possono essere rilasciate, ad esempio, dal datore di lavoro (che potrà certificare che il dipendente è persona integerrima, che mai ha subito procedimenti disciplinari) o dal superiore gerarchico di un ente per il dipendente della Pubblica Amministrazione. 

Un altro tipo di referenza può essere rilasciata dall’ex padrone di casa dell’inquilino, colui cioè con cui questi ha firmato in passato un altro contratto di affitto.

Non mancano all’appello le tradizionali “raccomandazioni” firmate dal parroco, dal presidente di un’associazione senza scopo di lucro e da qualsiasi altra persona che abbia credibilità nell’ambito dei rapporti sociali. 

Infine, ci sono i certificati del casellario giudiziale, le attestazioni rilasciate dalla Procura della Repubblica, su richiesta del diretto interessato, che confermano che questi non ha mai avuto problemi con la giustizia, ossia non è mai stato giudicato responsabile di un reato. 



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