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Ispezioni della finanza: diritti del contribuente

5 ottobre 2015


Ispezioni della finanza: diritti del contribuente

> Business Pubblicato il 5 ottobre 2015



Indagini dei verificatori della Guardia di Finanza: gli accessi, le ispezioni e le verifiche.

Le indagini che i funzionari dell’Amministrazione finanziaria o i nuclei della Guardia di finanza (cosiddetti verificatori) possono svolgere presso qualsiasi contribuente si articolano nell’accesso, ispezione e verifica. Verifichiamo qui di seguito tutti i diritti che spettano al contribuente in caso di attività svolte dal fisco per il contrasto all’evasione fiscale.

ACCESSO: potere di entrare in un luogo e soffermarvisi, anche senza il consenso di chi ne ha la disponibilità, per eseguirvi le operazioni richieste dal servizio.

ISPEZIONEcontrollo diretto della contabilità allo scopo di accertare che il contribuente abbia correttamente applicato le disposizioni previste nell’ambito delle singole leggi d’imposta.

VERIFICAriscontro della gestione ispezionata, attuato sulla base dei documenti e delle scritture contabili, in rapporto alla realtà dell’impresache in tali documenti e scritture trova rappresentazione formale.

Garanzie e diritti del contribuente

Lo Statuto del contribuente prevede una serie di garanzie per il contribuente e dunque detta delle regole di comportamento che gli Uffici devono seguire quando svolgono le indagini.

In particolare, gli accessi, le ispezioni e le verifiche fiscali nei locali destinati all’esercizio di attività produttive devono essere giustificati da esigenze effettive di indagine e controllo sul luogo, nel rispetto dell’orario ordinario di lavoro (salvo casi eccezionali e urgenti adeguatamente documentati) e, in generale, arrecando il minor disturbo possibile al regolare svolgimento delle attività.

La permanenza degli operatori del fisco non può superare i 30 giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori 30 giorni nei casi di particolare complessità dell’indagine individuati e motivati dal dirigente dell’ufficio. In caso di verifica effettuata nei confronti di gruppi societari, il limite va riferito a ciascuna società.

Se la verifica è effettuata nei confronti di un’impresa in contabilità semplificata o di un lavoratore autonomo i tempi di permanenza sono ridotti a 15 giorni (con eventuale proroga di ulteriori 15 giorni nei casi di particolari complessità) in un trimestre.

Al fine del computo dei giorni di permanenza devono essere considerati i giorni di effettiva presenza dei verificatori presso la sede del contribuente.

Gli operatori possono ritornare nella sede del contribuente, decorso tale periodo, per esaminare le osservazioni e le richieste eventualmente presentate dal contribuente ovvero, previo assenso motivato del dirigente dell’ufficio, per specifiche ragioni.

L’eventuale violazione del termine di permanenza dei verificatori presso la sede del contribuente per l’effettuazione delle verifiche non comporta conseguenze né in termini di inutilizzabilità delle prove raccolte, né della nullità dei conseguenti avvisi di accertamento. Su tale interpretazione la dottrina non è concorde.

Quando viene iniziata la verifica, il contribuente ha inoltre diritto di:

– essere informato delle ragioni che l’abbiano giustificata;

– conoscere l’oggetto che la riguarda;

– farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa dinanzi agli organi di giustizia tributaria;

– conoscere i diritti e gli obblighi che gli sono riconosciuti in occasione delle verifiche.

Il contribuente può richiedere che l’esame dei documenti amministrativi e contabili sia effettuato nell’ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta.

Le osservazioni ed i rilievi del contribuente e del professionista devono essere riportati dai verificatori nel processo verbale delle operazioni di verifica.

Il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del contribuente (organo istituito presso ogni Direzione regionale dell’AE che rivolge raccomandazioni ai relativi dirigenti e li richiama al rispetto dello Statuto del contribuente).

Le verifiche nei confronti delle imprese eseguite da diverse autorità amministrative dovranno essere coordinate, in modo da evitare che il contribuente sia sottoposto a diversi e successivi accessi. Infatti, con decreto adottato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, saranno disciplinati i termini e le modalità di programmazione delle verifiche fiscali, nonché un coordinamento degli accessi presso le imprese da parte delle Agenzie fiscali, della Guardia di Finanza, dell’Amministrazione autonoma Monopoli di Stato e dell’INPS.

Così, ciascuna delle amministrazioni informerà preventivamente le altre dell’inizio della verifica. Inoltre, cosa di non poco conto, gli appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza eseguiranno gli accessi in borghese.

La violazione delle predette norme costituirà illecito disciplinare a carico dei dipendenti pubblici.

Tuttavia, la predetta unificazione dei controlli non è prevista in caso di accessi per la repressione dei reati e di ispezioni relative alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, nonché sulla tutela dell’igiene pubblica, della pubblica incolumità, dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Doveri del contribuente

Nel caso di verifica il contribuente deve:

– mettere a disposizione dei verificatori la contabilità e la documentazione, anche quando la richiesta concerne documenti di cui non è obbligatoria la tenuta e la conservazione;

– rispondere in maniera esaustiva alle richieste dei verificatori;

– non intralciare le operazioni di controllo;

– se i documenti sono presso un professionista, esibire la relativa attestazione;

– custodire la documentazione esaminata dai verificatori;

– collaborare fattivamente.

Accesso

L’accesso consente ai verificatori di entrare nei luoghi ove i contribuenti svolgono la loro attività commerciale, agricola, artistica o professionale, per procedere ad ispezioni documentali, a verifiche, a ricerca di atti e documenti ed a ogni altra rilevazione utile ai fini dell’accertamento volto alla repressione della evasione o di altre violazioni. A tali fini inoltre, l’amministrazione finanziaria ha la possibilità di accedere anche presso enti ed amministrazioni con cui il contribuente intrattiene rapporti.

Nel porre in essere l’accesso i verificatori rispettano le seguenti fasi operative:

– esibiscono le tessere personali di riconoscimento;

– individuano il titolare o il rappresentante legale o un suo delegato;

– esibiscono e consegnano al contribuente sottoposto all’accesso la copia della lettera di incarico;

– redigono il verbale di accesso e di richiesta dei documenti;

– acquisiscono libri, documenti e registri.

ACCESSI, ISPEZIONI, VERIFICHE PRESSO I CONTRIBUENTI

Per l’accesso in azienda è necessaria l’autorizzazione dell’organo amministrativo sovraordinato a quello procedente. L’autorizzazione non è tuttavia prevista a pena di nullità, con la conseguenza che i dati e le informazioni raccolti sono comunque utilizzabili.

Per i locali adibiti anche ad abitazione è invece richiesta l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica (sull’inutilizzabilità delle prove acquisite in sede di accesso in locali destinati all’attività distinti, ma adiacenti e comunicanti all’abitazione del contribuente, senza l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica). L’accesso nei locali destinati all’esercizio di arti e professioni deve avvenire alla presenza del titolare o suo delegato. Per eseguire l’accesso in locali diversi è indispensabile il riscontro di gravi indizi di violazioni tributarie e la specifica autorizzazione del Procuratore della Repubblica.

L’autorizzazione del Procuratore o dell’autorità giudiziaria più vicina è poi necessaria per perquisizioni personali, apertura coattiva di plichi sigillati, borse, casseforti, mobili, ecc., e per l’esame di documenti e la richiesta di notizie coperte da segreto professionale.

note

Autore immagine: 123rf com

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