Cronaca | News

Cosa sono i missili Satan da fine del mondo

8 Maggio 2022
Cosa sono i missili Satan da fine del mondo

Alla parata in Piazza Rossa i missili Satan, benedetti dai diaconi della chiesa ortodossa. Sono in grado di montare ben 8 testate nucleari. 

Tra poche ore, Putin parlerà alla nazione. E in piazza Rossa sfileranno, oltre ai militari dell’armata rossa (quella che un tempo tutto il mondo considerava imbattibile), due belle testate nucleari. Si tratta dei missilida fine del mondo SS-18”, anche detti super missili o, meglio ancora, missili Satan. Un nome eloquente perché sono in grado di cancellare dalla faccia del pianeta un intero Paese. Ma ciò che risulterà ancora più incredibile è che questi missili sono stati anche benedetti dai diaconi della Chiesa ortodossa. Alla parata del 9 maggio fecero la loro prima apparizione nel 2008, e tre mesi dopo la Russia invase la Georgia. Come spiega il Corriere della Sera, da quel giorno i missili Satan sparirono per alcuni anni, per fare ritorno in pianta stabile nel 2013, quando spiravano già venti di guerra nel Donbass e in Crimea. 

La loro presenza alla manifestazione di oggi costituisce già un primo segnale, un avviso al mondo occidentale.

A chiamarli “missili SS-18 Satan” è però solo la Nato. La testata nucleare ha un nome di battesimo: R-36, in cirillico P-36M. Si tratta di missili balistici in grado di attraversare un continente e percorrere tra gli 11.000 e i 16.000 km, a seconda della configurazione di carico. Sono di fabbricazione sovietica, sviluppati dall’OKB 586 Yuzhnoye in Ucraina a partire dal 1969.

Ogni missile Satan è in grado di montare ben 8 testate nucleari (MIRV). Sono la spina dorsale del sistema di deterrenza nucleare sovietico. 

Mercoledì pomeriggio, l’esercito russo aveva simulato il lancio dei famigerati missili nucleari. «Quest’arma non avrà pari al mondo per lungo tempo», è stata la minaccia di Vladimir Putin. E per una volta, contrariamente al silenzio che avvolge tutto quel che riguarda le forze armate, era stato lo stesso ministero della Difesa a sottolineare come le unità di combattimento impiegate abbiano anche effettuato «operazioni in condizioni di radiazioni e contaminazione chimica». Le forze armate hanno effettuato attacchi singoli e multipli contro obiettivi diversi, imitando situazioni di guerra con aeroporti, infrastrutture difensive, difesa dell’equipaggiamento militare e dei posti di comando. A poca distanza dal confine con la Polonia e con la Lituania. 

Per Putin il nuovo missile darà garanzie di sicurezza alla Russia e «farà riflettere coloro che, nel fervore di una retorica frenetica e aggressiva, cercano di minacciare il nostro Paese». Un messaggio chiaro, rivolto alla comunità internazionale ma anche all’opinione pubblica russa. «Naturalmente – ha detto Putin sottolineando che il vettore è interamente prodotto in Russia – ciò semplificherà la produzione in serie del complesso da parte delle imprese dell’industria della difesa e ne accelererà il trasferimento all’arsenale delle forze missilistiche strategiche». 

Alla parata del 9 maggio, Vladimir Putin sa che tutto il mondo ascolterà il suo discorso, previsto intorno alle 10.30 del mattino ora italiana. Ragion per cui le sue parole saranno intrise di retorica da regime, che dovremo prendere “con le pinze”. Secondo l’intelligence, il leader del Cremlino avrebbe dovuto dichiarare la guerra totale proprio il 9 maggio, ma da Mosca hanno fatto sapere che l’intenzione non è affatto diretta in questa direzione. Forse, Putin continuerà a parlare di operazione militare speciale con riferimento alla guerra in Ucraina. 

Dopo una prima fase che ormai anche fonti molto vicine al Cremlino non esitano a definire «disastrosa», qualcosa deve pur cambiare, altrimenti si rischia il pantano, mentre la sola cosa che avanza è l’effetto sempre più percepibile delle sanzioni economiche.



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