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Cos’è la procura alle liti

10 Maggio 2022
Cos’è la procura alle liti

Il mandato all’avvocato e la differenza con la procura processuale: quali effetti comporta e cos’è l’autentica della firma?

Quando si ha a che fare con avvocati, giudici e processi si sente spesso parlare di «procura alle liti». Ma di cosa si tratta? Per comprendere cos’è la procura alle liti bisogna spiegare come si instaura il rapporto tra avvocato e cliente, partendo da quel momento in cui tra i due, all’interno dello studio legale, nasce il primo contatto. 

Cos’è il mandato all’avvocato?

Salvo in quei pochi casi in cui è possibile difendersi da soli in tribunale, tutte le volte in cui il privato intende avviare una causa o difendersi da una causa a lui intentata deve conferire un incarico ad un avvocato. L’incarico è costituito da un contratto, il cosiddetto contratto di mandato, che può essere concluso anche verbalmente o con un comportamento concludente, come la consegna dei documenti necessari alla difesa. 

Resta tuttavia fermo l’obbligo, per l’avvocato, di fornire al cliente un preventivo scritto prima del conferimento del mandato. Il preventivo deve indicare il costo complessivo della causa, comprensivo delle spese vive. La violazione di tale obbligo implica una responsabilità deontologica ma non fa venir meno il credito dell’avvocato. Dinanzi alla contestazione del cliente circa l’importo da questi preteso, il legale si dovrà rivolgere al giudice. Il magistrato quantificherà la parcella dovuta all’avvocato sulla base di un decreto ministeriale del 2014.

Cos’è la procura alle liti?

Una volta ricevuto il mandato, l’avvocato è tenuto ad assistere il cliente. Quando però tale attività si sostanzia in una difesa in giudizio, l’avvocato deve raccogliere dal cliente una firma a margine o a tergo dell’atto processuale di difesa. Questa firma è chiamata procura alle liti. La procura serve per trasferire gli effetti della sentenza in capo al cliente. Ragion per cui, se l’avvocato agisce in assenza di procura o con procura falsa, il cliente non subirà gli effetti della sentenza (sia essa di condanna o meno). 

La procura alle liti si pone quindi in un momento successivo ed eventuale rispetto alla stipula del mandato. Tant’è che ben potrebbe esserci un mandato senza procura: si pensi all’avvocato che debba scrivere, per conto del cliente, una diffida, un contratto o seguirlo in una pratica di infortunistica stradale.

L’avvocato che ha ricevuto l’incarico (con il conferimento del mandato, anche se verbale) ma che, nonostante ciò, fa scadere i termini processuali per la difesa non può richiamare a propria difesa il fatto che il cliente non gli abbia firmato la procura. 

Come si mette la procura alle liti?

Nulla di più facile di apporre la procura alle liti a un atto processuale: tutto ciò che deve fare il cliente è apporre il proprio nome e cognome, ossia la sua consueta firma. 

Nel caso di società, a firmare sarà l’amministratore, di norma apponendo anche un timbro. Stesso discorso per l’amministratore di condominio. 

La procura si trova di solito o a margine dell’atto processuale o alla fine.

Cosa si intende per procura alle liti?

Da quanto appena detto è facile capire quindi cos’è la procura alle liti. Con essa, la parte conferisce all’avvocato (o al praticante abilitato nei limitati casi in cui è ammesso) l’incarico di essere rappresentata in giudizio.

Si tratta quindi di una dichiarazione scritta con cui la parte delega uno o più avvocati a rappresentarla e difenderla nel processo, compiendo gli atti processuali in suo nome e per suo conto. L’attività processuale dell’avvocato è così direttamente riferibile alla parte (cosiddetta «rappresentanza tecnica»).

Cos’è l’autentica sulla procura?

La firma del cliente sull’atto processuale – ossia la procura – non basta. È necessario che l’avvocato autentichi tale firma, ossia apponga una firma al di sotto di essa con cui attesta l’identità del cliente. A tal fine, quindi, l’avvocato deve accertarsi che la firma è effettivamente della parte da lui rappresentata e difesa.

Come funziona la procura?

Con la procura il cliente conferisce all’avvocato il potere di rappresentarlo e difenderlo in tribunale, e pertanto a comparire al posto suo dinanzi al giudice. Ma non solo. Con essa il cliente elegge domicilio nel Comune in cui ha sede l’ufficio del tribunale adito e in particolare presso lo studio dell’avvocato che lo rappresenta in giudizio, o del domiciliatario (in caso di processo al di fuori del Comune), per ricevere le comunicazioni e le notificazioni della cancelleria e delle controparti. 

In buona sostanza, firmando la procura, tutte le notifiche relative al giudizio, gli atti processuali e della cancelleria, compresa la sentenza, saranno notificati all’avvocato e non al cliente. 

Il cliente riceverà una sola notifica, quella della sentenza, nel momento in cui dovesse perdere la causa e l’avversario intende agire contro di lui attraverso un pignoramento.

Cosa significa procura speciale e procura generale?

La procura è: 

  • speciale quando si riferisce a una singola lite; 
  • generale, se si riferisce a una serie indeterminata di liti.

Il più delle volte, la procura si riferisce solo al singolo processo, a tutti i suoi successivi gradi di giudizio. 

Cosa comporta la procura alle liti?

Con la procura il cliente conferisce all’avvocato anche il potere di transigere la causa (ossia di trovare un accordo) e di riscuotere somme per conto suo. Tuttavia, tali poteri devono essere espressamente indicati nella procura, diversamente non si considerano accordati.

Come revocare una procura?

Il cliente può sempre revocare la procura all’avvocato. A tal fine, occorrerà una lettera scritta in cui dichiari espressamente di esonerarlo dall’incarico. L’avvocato però sarà tenuto a difendere in udienza il cliente fintanto che questi non nomini un altro avvocato sostituto. 



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