Diritto e Fisco | Editoriale

Condominio: il pignoramento del conto corrente è possibile

30 Settembre 2014
Condominio: il pignoramento del conto corrente è possibile

Le interpretazioni dei tribunali divergono dallo spirito della legge: in caso di morosità si può bloccare il conto del condominio.

Alcune recenti decisioni dei Tribunali [1] hanno reso possibile quello che viceversa la legge di riforma del condominio [2] aveva negato: e cioè l’aggressione da parte dei creditori del condominio indistintamente dei beni di tutti i condomini, a prescindere che si tratti di quelli “virtuosi”, cioè puntuali nel pagamento degli oneri condominiali, o di quelli morosi.

La questione, in poche parole, è la seguente: la nuova legge [3] ha imposto l’obbligo per i creditori condominiali di agire nei confronti degli obbligati (condomini) in regola con i pagamenti degli oneri condominiali solo dopo aver escusso, senza risultati, quelli morosi, che cioè non hanno pagato l’amministratore. A tal fine quest’ultimo consegna ai creditori l’elenco dei proprietari che non hanno pagato le rate del condominio affinché possano essere soggetti ad esecuzione forzata.

La stessa riforma ha anche previsto (pena la revoca dell’amministratore che non vi provveda) che ogni condominio debba necessariamente essere dotato di un conto corrente bancario o postale ove dovranno transitare tutti i movimenti relativi alle somme incassate e spese dallo stabile in questione.

Il creditore del condominio, pertanto, è ora ragionevolmente certo (cosa che non sempre avveniva prima della entrata in vigore della recente riforma) che esista un conto corrente condominiale da sottoporre a pignoramento: su tale conto corrente, come è ovvio, saranno presenti soprattutto i beni (versamenti) dei condomini maggiormente solleciti a rispettare le scadenze di pagamento, mentre ovviamente non vi saranno quelli dei condomini morosi.

Con il risultato che qualora il pignoramento sia dichiarato (come è avvenuto recentemente da parte di alcuni Tribunali) ammissibile, saranno proprio i condomini “virtuosi”, in aperto contrasto con la legge, a vedere i loro beni aggrediti dal creditore condominiale.

Ritenendo lecito il pignoramento del conto corrente condominiale, in altre parole, si è fornito un formidabile mezzo di escussione a favore dei terzi creditori, i quali date le gravissime conseguenze che il pignoramento causa normalmente alla gestione condominiale, avranno una ragionevole certezza di incassare il proprio credito senza dover dapprima aggredire, andando incontro a spese considerevoli e poche possibilità di successo, i beni dei condomini morosi, magari già da tempo sottoposti a iscrizioni ipotecarie da parte di altri creditori (se non dello stesso condominio).

Si sottolinea, oltretutto, come il pignoramento del conto corrente condominiale (come di qualunque altro conto corrente) faccia sì che l’amministratore non possa in alcun modo provvedere al pagamento (visti i tempi della procedura, almeno per diversi mesi) dei debiti condominiali sino all’avvenuto sblocco del conto stesso, che potrà avvenire solo previo pagamento o comunque autorizzazione del creditore condominiale esecutante.

Nella pratica, pertanto, accadrà che per evitare la sospensione delle varie forniture delle quali necessita il condominio, saranno proprio (e nuovamente) i condomini che hanno disponibilità economica a dover provvedere a saldare il creditore procedente, pagando anche le quote dei condomini morosi.

Inoltre le decisioni del Tribunali hanno ritenuto ammissibile il pignoramento del conto in quanto, una volta effettuati i singoli versamenti delle rate: “le somme escono dalla disponibilità dei singoli condomini per rientrare in qualche modo in quella del solo condominio”: il che consiste ancora una volta nel consegnare al condominio, in qualche modo, quella patente di personalità giuridica che pure sino ad ora sia il legislatore che i Tribunali hanno sempre espressamente negato.

Qualora, pertanto, dovesse trovare ulteriori conferme l’orientamento favorevole alla pignorabilità del conto corrente condominiale, si avrebbe una chiara lesione dei diritti dei condomini puntuali nei pagamenti.


note

[1] Cfr. Trib. Brescia sent. del 30.05.2014; Trib. Reggio Emilia sent. del 16.05.2014, Trib. Milano e Pescara sentt. del 27.05.2014.

[2] L. 220/2012.

[3] Art. 63 disp. att. cod. civ., introdotta dalla legge 220/2012.

Autore immagine: 123rf com


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