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Buoni sconto: hanno una data di scadenza?

11 Maggio 2022
Buoni sconto: hanno una data di scadenza?

Coupon e codici sconto: esiste un termine oltre il quale non hanno più validità?

Un nostro lettore riceve periodicamente dei buoni da un rivenditore online che gli consentono di ottenere sconti sull’acquisto della merce. Di recente, però, a seguito di un ordine, gli è stato detto che tali coupon non hanno più validità. Il nostro lettore ci chiede pertanto se un comportamento del genere possa considerarsi lecito. I buoni sconto hanno una data di scadenza? Cerchiamo di inquadrare la questione correttamente.

Legge sui buoni sconto

Non esiste alcuna legge che disciplini espressamente l’emissione di buoni, codici sconto o coupon d’acquisto, salvo gli obblighi generali in materia di trasparenza nelle offerte commerciali al pubblico le cui violazioni sono soggette alle sanzioni da parte dell’Antitrust (il Garante per le Comunicazioni e Commercio, cosiddetto Agcm).

Applicando in via analogia l’articolo 1336 del codice civile possiamo dire che tali documenti – siano essi materiali o immateriali – rientrano tra le cosiddette offerte al pubblico. Le offerte al pubblico sono proposte contrattuali, da parte dell’offerente, che diventano irrevocabili nel momento in cui venute a conoscenza del destinatario. 

In buona sostanza, tutte le volte in cui viene emesso un coupon, un codice sconto o un buono, il venditore si impegna a rispettare, nei confronti del beneficiario, la promozione. Il beneficiario può essere un soggetto predeterminato (come nel caso di codici sconto nominativi, spesso emessi in ragione della maggiore fedeltà di un cliente) oppure indeterminato (si pensi ai ticket sconto che spesso vengono immessi nella cassetta delle lettere per fini promozionali e commerciali).

Buoni, codici sconto e coupon: hanno una data di scadenza?

Il negoziante che emette buoni, codici sconto e coupon è tenuto a indicare, sul documento stesso o comunque in altro modo facilmente conoscibile al beneficiario, l’eventuale data di scadenza della promozione. È altresì valida, ad esempio, la modalità con cui il regolamento relativo alla promozione viene riportato per intero su un sito internet, il cui indirizzo è stato precedentemente comunicato al consumatore. In tal modo questi viene messo nella condizione di conoscere i termini delle condizioni contrattuali. 

La scadenza del buono può essere determinata con una data prestabilita certa o in modo indiretto, ad esempio «fino a esaurimento scorte». 

Detto ciò, se il negoziante non fissa una data di validità o se questa non risulta comunicata al beneficiario o non è da lui facilmente conoscibile, la promozione si deve ritenere a tempo indeterminato, ossia priva di scadenza. 

Si può revocare un buono, un codice sconto o un coupon?

Se inquadriamo i buoni nell’ambito dell’articolo 1336 del codice civile come offerta al pubblico, questa non può più essere revocata una volta che sia venuta a conoscenza del beneficiario (e salvo che sia indicata una data di scadenza). 

Viceversa, se i coupon o i codici sconto non sono ancora pervenuti a conoscenza dei consumatori, il commerciante può revocarli usando le stesse modalità con cui li ha prima resi noti (ad esempio tramite il sito internet). Difatti, la stessa forma di pubblicità (o una forma equivalente) prevista per l’offerta è richiesta per la revoca di essa, la quale, ove è assolto quest’onere di pubblicità, è efficace anche nei confronti di chi non ne abbia avuto notizia

Che fare se il negoziante non vuole riconoscere il buono?

Se il negoziante si rifiuta di riconoscere validità al buono, il beneficiario può innanzitutto segnalare l’episodio all’Agcom anche attraverso la modalità online. Inoltre può citarlo in tribunale per responsabilità precontrattuale imponendogli così lo sconto. Quest’ultima ipotesi non si può ritenere conveniente per acquisti di scarso valore. 

Codice sconto: data di scadenza

Diverso è il discorso se il codice sconto è nominativo, indirizzato cioè a una specifica persona in ragione magari della sua fedeltà o dei suoi precedenti acquisti. In tal caso, il codice sconto deve considerarsi come un diritto di credito nei confronti del venditore. E, come tutti i crediti di natura contrattuale, anche questo ha una prescrizione di 10 anni. Il che significa che l’acquirente non potrà usufruire dello sconto personalizzato una volta che sia decorso il decennio. 



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