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Superbonus 110%: quale impresa si può chiamare?

10 Maggio 2022 | Autore:
Superbonus 110%: quale impresa si può chiamare?

La normativa impone che ad eseguire i lavori per ottenere la maxi-detrazione sia chi è in possesso di una particolare certificazione.

I lavori che danno diritto alla maxi-detrazione fiscale del 110% non possono essere affidati ad un’impresa edile qualunque. Un recente decreto ha allargato al settore dell’edilizia privata un filtro che già esisteva nell’edilizia pubblica e che, almeno sulla carta, dovrebbe andare a beneficio del cittadino che commissiona le opere. Quindi, per poter fruire del superbonus 110%, quale impresa si può chiamare?

Il provvedimento comporta una vera e propria rivoluzione in un beneficio sul quale le cose non sono mai state del tutto chiare e si sono succeduti continui dietrofront. L’ultimo riguarda la tipologia di impresa che può eseguire i lavori: si tratta di quelle certificate. Chi non rientra in questa categoria può fare tutte le opere che vuole ma non daranno diritto al superbonus 110%. Vediamo.

In che cosa consiste il superbonus 110%?

Vale la pena ricordare che il superbonus 110% è un’agevolazione introdotta dal decreto Rilancio del 2020 e consiste nella detrazione fiscale del 110% delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 per la realizzazione di determinati interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

La legge di Bilancio 2022 ha prorogato l’agevolazione, prevedendo scadenze diverse in funzione dei soggetti che sostengono le spese ammesse. In particolare, il superbonus spetta nelle seguenti percentuali:

  • 110% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2023;
  • 70% per le spese sostenute nel 2024;
  • 65% per le spese sostenute nel 2025.

Il beneficio viene riconosciuto ai condomini e alle persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arte e professione, per gli interventi su edifici composti da due a 4 unità immobiliari distintamente accatastate, anche se posseduti da un unico proprietario o in comproprietà da più persone fisiche.

Sono comprese le opere effettuate dalle persone fisiche sulle singole unità immobiliari all’interno dello stesso condominio o dello stesso edificio, nonché quelle effettuate su edifici oggetto di demolizione e ricostruzione.

Inoltre, si ha diritto al superbonus con detrazione al 110%:

  • fino al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo;
  • fino al 31 dicembre 2023 per gli interventi effettuati dagli Iacp (ed enti con le stesse finalità sociali) su immobili, di proprietà o gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica, a condizione che al 30 giugno 2023 siano stati eseguiti lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo. Stessa scadenza anche per le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi su immobili assegnati in godimento ai propri soci.

In alternativa alla detrazione, si può beneficiare del superbonus mediante la cessione del credito d’imposta o lo sconto in fattura.

Quali lavori danno diritto al superbonus?

Per poter chiedere e ottenere il superbonus 110%, bisogna fare almeno uno di questi interventi principali o trainanti:

  • isolamento termico sugli involucri (il cosiddetto cappotto);
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti;
  • interventi antisismici nelle zone a maggiore rischio.

In presenza di uno di questi interventi, possono beneficiare della maxi-detrazione anche alcuni lavori aggiuntivi o trainati, come ad esempio:

  • interventi di efficientamento energetico;
  • installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo;
  • infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche.

Quali imprese possono fare i lavori del superbonus 110%?

Tra le ultime novità introdotte dalla legge, c’è quella che «filtra» le imprese ammesse a fare i lavori che danno diritto al superbonus 110%. In pratica, si tratta delle imprese edili certificate con l’attestazione Soa, una certificazione fino a poco fa richiesta solo per la partecipazione a gare d’appalto per l’esecuzione di lavori pubblici al fine di comprovare, in sede di gara, la capacità di eseguire, direttamente o in subappalto, opere pubbliche con importo a base d’asta superiore a 150.000 euro.

Nel caso del superbonus per i privati, la normativa introduce due vincoli. Il primo: la novità scatta dal 1° gennaio 2013, anche se entrerà a pieno regime nel luglio successivo. Il secondo: l’obbligo di appoggiarsi ad un’impresa certificata sarà valido solo per i lavori di importo superiore a 516.000 euro. Alzi la mano chi prevede di ristrutturare la propria abitazione per un simile importo (a meno che si tratti di interventi massicci su interi condomini).

Va visto anche il lato positivo di questo provvedimento, cioè quello di puntare al contrasto di un mercato che, sulle spalle del superbonus e di altre agevolazioni (vedi il bonus facciate), è letteralmente impazzito e ha dato spazio a speculazioni o a lavori eseguiti in qualche modo pur di avere la mega-detrazione. Già a inizio 2022, l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) denunciava in uno studio la costituzione di oltre 11mila nuove imprese nell’arco di sei mesi, la maggior parte delle quali senza alcuna precedente esperienza nel settore.

Da ricordare che lo stesso decreto prevede l’obbligo di sottoscrivere il contratto dell’edilizia per le imprese che svolgono lavori edili di importo complessivo superiore a 70.000 euro.



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