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Se la bolletta è sproporzionata: cosa fare per contestarla

30 Settembre 2014
Se la bolletta è sproporzionata: cosa fare per contestarla

Ho ricevuto una bolletta dell’acqua assolutamente sproporzionata rispetto ai miei consumi: se prima pagavo circa 50 euro al mese, l’ultima fattura è di oltre mille euro; ho presentato un ricorso alla società erogatrice e sono venuti a leggere il contatore sostenendo l’effettivo ammontare dei consumi. Ho presentato ulteriore ricorso al quale non hanno mai risposto ed ho ricevuto una raccomandata di distacco immediato e avvio procedura di riscossione. Cosa posso fare?

Il ricevimento di bollette cosiddette “anomale”, ossia contenenti importi che divergono notevolmente da quelli di norma registrati, costituisce un fatto piuttosto frequente per le utenze di luce, gas e, soprattutto, acqua.

La prima cosa da fare in questi casi è cercare di individuare, possibilmente con l’aiuto e la collaborazione della compagnia che effettua la somministrazione, la causa dell’anomalia.

Le ragioni che più comunemente comportano l’emissione di bollette dell’acqua per importi manifestamente eccessivi sono: il malfunzionamento del contatore; la presenza di perdite occulte. Un’altra possibilità è che sulla bolletta in questione siano stati conteggiati dei conguagli riferiti a periodi precedenti. Ciò dovrebbe però risultare dal documento ed, in ogni caso, un aumento da € 50,00 circa ad € 1.000,00, come quello da Lei descritto, potrebbe ritenersi eccessivo e pertanto dare origine ad una legittima richiesta di rateizzazione.

Nel caso sussista un malfunzionamento del contatore dell’acqua, il problema non può essere addebitato all’utente. Recentemente la giurisprudenza di merito ha avuto modo di pronunciarsi su casi simili a quello da Lei descritto, affermando che, in ipotesi di contestazione della bolletta da parte dell’utente per consumi anomali di acqua, la compagnia che fornisce il servizio è tenuta a dimostrare l’esistenza del proprio credito. A tal fine non è sufficiente per la stessa allegare la semplice lettura del contatore. È invece necessario che la compagnia erogatrice dimostri il corretto funzionamento di quest’ultimo, consentendo un suo esame in contraddittorio con un tecnico di fiducia incaricato dall’utente [1].

Ove l’utente contesti l’esistenza di anomalie dell’impianto idrico, come ad esempio la frequenza di perdite nelle tubazioni che non siano di sua pertinenza, e che avrebbero potuto dare causa all’aumento dei consumi rilevati dal contatore, sarà la compagnia erogatrice a dover escludere tale possibilità, dimostrando dunque la correttezza degli importi che pretende riscuotere dall’utente [2].

Più comunemente, l’emissione di bollette anomale dell’acqua dipende dall’esistenza di perdite occulte nelle tubazioni.

Se la perdita riguarda l’impianto idrico pubblico in gestione della compagnia erogatrice, il consumo eccessivo di acqua non potrà essere addebitato all’utente, il quale avrà diritto allo storno della bolletta, riportando l’importo richiesto quantomeno ai valori medi di consumo registrati nell’ultimo periodo.

Se la perdita riguarda tubazioni all’interno di una proprietà privata (anche tubazioni che passano sotto il giardino di un’abitazione), il consumo eccessivo sarà invece addebitabile all’utente, in quanto quest’ultimo è tenuto ad effettuare con la dovuta diligenza la manutenzione del proprio impianto idraulico ed a prevenire guasti e perdite. Tuttavia, quando ciò si verifica alcune compagnie erogatrici prevedono degli sgravi per l’utente ed altre forniscono addirittura un servizio di assicurazione (naturalmente a pagamento).

Una recente e discussa sentenza del Tribunale di Rimini [3] ha condannato la compagnia erogatrice del servizio idrico in un caso in cui l’utente aveva ricevuto una bolletta per un importo di circa € 22.000,00, dovuta alla presenza di macroscopiche perdite occulte nel terreno di sua proprietà. In quel caso, il Giudice ha rimproverato alla compagnia di non aver chiarito esplicitamente nel proprio regolamento del servizio idrico integrato “l’obbligo dell’utente di provvedere al pagamento dei consumi in caso di perdita accidentale della rete interna” nonché di non aver rispettato l’impegno, assunto nel medesimo regolamento, di installare “sistemi di lettura automatizzata che consentissero un contestuale confronto con i consumi passati, al fine di poter repentinamente individuare eventuali perdite e perseguire quindi una politica di risparmio idrico”. Secondo il Tribunale di Rimini, ove la compagnia si fosse diligentemente attivata, la macroscopica perdita avrebbe potuto essere tempestivamente individuata ed eliminata, evitando così lo spreco di acqua e lo spropositato aumento dei consumi registrati a carico dell’utente.

In sintesi, l’utente che riceva una bolletta di importo manifestamente superiore rispetto ai suoi reali consumi è tenuto a segnalare tempestivamente l’anomalia alla compagnia erogatrice, la quale, prima di pretendere la riscossione delle somme corrispondenti ai consumi rilevati dal contatore e, soprattutto, prima di ritenere un utente moroso e sospendere la fornitura dell’acqua, dovrebbe attivarsi diligentemente per verificare il corretto funzionamento del contatore e l’assenza di altre anomalie attribuibili all’impianto idrico pubblico. La compagnia che diversamente si limiti a dare seguito alla propria pretesa di pagamento sulla base della mera lettura del contatore ed arrivi persino a sospendere la fornitura del servizio senza aver effettuato i dovuti accertamenti e senza aver concesso un congruo preavviso all’utente, viola il principio di buona fede nell’esecuzione del contratto [4].

In casi come quello astrattamente descritto nella richiesta che mi si sottopone, ritengo che sia innanzi tutto necessario stabilire la causa dell’anomala rilevazione dei consumi ed in particolare verificare la presenza di perdite occulte nelle tubazioni interne, curandosi di fotografare l’eventuale guasto e di conservare tutta la documentazione riguardante le spese per l’intervento di un tecnico. Ove si riscontri la presenza di una perdita interna e non sia possibile lamentare un diverso inadempimento da parte della compagnia erogatrice, con ogni probabilità sarà possibile concordare con la stessa la riattivazione del servizio di somministrazione dell’acqua, chiedendo uno sgravio per gli importi dovuti ai canoni fognari e di depurazione ed una rateizzazione. Ove diversamente non si registri un guasto dell’impianto interno sarà possibile agire o resistere in giudizio contro la compagnia erogatrice per contestare il malfunzionamento del contatore o la presenza di guasti nell’impianto idrico pubblico, mettendola in condizione di dover provare il loro corretto funzionamento.

Per quanto riguarda invece il ripristino della fornitura del servizio, ove la compagnia non adempia spontaneamente in seguito a richiesta dell’utente oppure ad una diffida inviata da un legale, la strada più facilmente percorribile, nel caso in cui sussistano i presupposti di legge, è data dalla proposizione di un procedimento di urgenza (ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile).

di MASSIMO BACCI


note

[1] Trib. Caltanissetta sent. del 11.11.2013.

[2] Trib. Ravenna sent. del 21.02.2014.

[3] Trib. Rimini, sent. n. 119 del 05.02.2014.

[4] Art. 1375 cod. civ.


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4 Commenti

  1. Penso che qui da noi a Capoterra, elaborano le bollette sulla base di un consummo annuo complessivo, anziche massimo quadrimestrale come previsto appliccando le tariffe ATO su questi consumi cche aggravano il costo della bolletta, perchè un conto è tassare su un consumo quadrimestrale un’altro è il consumo annuale, la differenza è ben notevole. Fatemi sapere se tutto ciò è giusto. Creazie.

  2. Salve ho sempre pagato regolarmente e quote non più di 60 euro oggi mi è arrivato una bolletta di quasi 2000 euro e non so il perché la società e l Alto calore prov (av)

  3. Ho avviato delle verifiche in seguito ad anomalie sulla fornitura gas luce che coinvolge la stessa spa, ho preso visione di 2 tabulati interni che hanno valori consumi diversi, dichiarano di aver rilevato un danno nel 2003 sul contatore e di averlo sostituito dopo 5 anni senza farmi prendere visione di niente quindi sospetto un altra truffa perché c’è malafede. Arrivarono cd bollette pazze in seguito ai fattidicui sopra con cifre assolutamente impossibili per i mieiconsumi che sono sempre statibassi. Ho chiesto spiegazioni ma rispondono altro ed ho interessato ato di competenza.

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