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Corteggiamento insistente: è reato?

12 Maggio 2022
Corteggiamento insistente: è reato?

Quando chiedere appuntamenti, fare complimenti e proposte, fare la corte e pedinare può integrare la molestia. 

C’è chi ama ricevere attenzioni dagli ammiratori e chi invece preferisce essere lasciato in pace. In determinati casi, l’eccessiva insistenza però può diventare molesta anche per i più narcisisti. In questi casi, che potremmo definire “patologici”, è possibile parlare di un illecito? In altri termini, il corteggiamento insistente è reato? Sul punto la Cassazione ha fornito alcune interessanti indicazioni.

Le ipotesi che sono state affrontate dalla suprema Corte sono quelle relative alle proposte di appuntamenti galanti, al pedinamento e al continuo corteggiamento che risulti non gradito al destinatario.

Corteggiamento insistente: è reato?

Non c’è bisogno che il corteggiamento assuma i caratteri dello stalking per diventare reato. Esso può rientrare nel più lieve reato di molestie se il fatto viene commesso «con petulanza»:

  • in luogo pubblico;
  • o tramite il telefono.

Proprio per questo, qualora la condotta venga consumata dal collega di lavoro all’interno dell’ufficio privato o di uno studio professionale non può più parlarsi di illecito penale. Se invece si tratta di un negozio o di un altro luogo aperto al pubblico si ricade nuovamente nel reato.

Secondo la Cassazione, integra il reato di molestie, la condotta di continuo ed insistente corteggiamento, che risulti non gradito alla persona destinataria, in quanto tale comportamento è oggettivamente caratterizzato da petulanza [1]. 

Nel caso di specie l’imputato, ex fidanzato della vittima, le aveva rivolto frasi ed atteggiamenti di corteggiamento per ore, intrattenendosi alla presenza di altri avventori all’interno del locale pubblico dove la stessa lavorava come cameriera, nonostante le espresse e ripetute rimostranze della vittima.

In un’altra occasione, la Corte di Cassazione [2] ha condannato un uomo per molestie a causa delle continue proposte di appuntamenti galanti non graditi: nel caso di specie, la condotta era stata consumata attraverso ripetute telefonate palesemente rivolte a molestare la vittima.

Cosa significa corteggiare insistentemente?

Abbiamo detto che, oltre all’elemento geografico (luogo pubblico) o, in alternativa, all’uso dello strumento telefonico (squilli, sms, ecc.), il reato di molestie richiede che la condotta sia petulante. Con tale termine si intende un modo di agire pressante, indiscreto e impertinente che sgradevolmente interferisca nella sfera di libertà e della quiete di altre persone. 

Di certo, quindi, il semplice fatto di corteggiare una persona per sondare se questa è interessata all’approccio non costituisce reato, ma lo diventa quando la condotta venga ripetuta anche dopo che l’agente si sia reso conto di non essere gradito.

Cosa si rischia per un corteggiamento insistente?

La vittima ha tre mesi di tempo per sporgere querela contro il responsabile. Questi verrà processato e condannato, con conseguente “macchia” sulla fedina penale. La condanna può consistere nell’arresto fino a sei mesi o nell’ammenda fino a 516 euro. In ogni caso, la vittima potrebbe anche richiedere il risarcimento del danno morale per il “disturbo” subito.

Telefonate continue di un corteggiatore: sono reato?

Come anticipato, il reato di molestia si configura non solo se la condotta viene consumata in luogo pubblico o aperto al pubblico, ma anche attraverso l’uso del telefono. 

A riguardo, la Cassazione ha detto che due sole telefonate mute non sono sufficienti per parlarsi di petulanza: non sono cioè da qualificarsi come atteggiamento di insistenza e intromissione continua e inopportuna [3].

In passato però il reato è stato ritenuto sussistente quando, anche nel corso di una sola notte, la vittima ha ricevuto una decina di continui tentativi di telefonate.

Pedinamento: è reato?

Nell’ambito del corteggiamento non gradito è spesso frequente anche il pedinamento. Tale comportamento rientra nel reato di molestie solo se l’azione si concretizza in un’azione pressante, indiscreta e impertinente [4] oppure tale da generare timore nella vittima.

Corteggiamento insistente: quali prove?

Ci si chiederà quali prove possa portare la vittima per denunciare la molestia subita con il corteggiamento insistente. Nel processo penale le dichiarazioni della parte lesa costituiscono prova e pertanto possono da sole bastare – se non contraddette da elementi esterni – per fondare la condanna.


note

[1] Cass. sent. n. 19438/2007.

[2] Cass. sent. n. 11336/1992

[3] Cass. sent. n. 7044/1998.

[4] Cass. sent. n. 11846/1978.


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