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Raccolta differenziata rifiuti: la multa non deve presumere

1 ottobre 2014


Raccolta differenziata rifiuti: la multa non deve presumere

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 ottobre 2014



Anche in materia di rifiuti, vale il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo il quale impone di fondare l’imputabilità della sanzione amministrativa sull’effettivo trasgressore e non in base a una responsabilità oggettiva.

Ormai se ne sentono di tutti i colori: vigili urbani in borghese, che presidiano di notte le vie in prossimità dei bidoni della spazzatura, per controllare chi fa la “differenziata” e chi, invece, se ne infischia; ronde di poliziotti che rovisterebbero all’interno dei sacchetti dell’immondizia alla ricerca di fatture del telefono, documenti o lettere intestate che riconducano al cittadino inadempiente; vicini affacciati dalla finestra pronti a “far da spia” e denunciare chi getta la spazzatura “a casaccio” nei bidoni. Insomma, la raccolta differenziata rischia di diventare il nuovo incubo degli italiani, un po’ come è stato (ed è tutt’ora) con gli autovelox. Già, perché l’eventuale multa comminata dagli agenti municipali si impugna nello stesso modo, e con lo stesso procedimento [1], davanti al giudice di Pace.

Ed è proprio dal Giudice di Pace di Pozzuoli [2] che arriva un importante chiarimento in materia di legittimità e validità delle sanzioni per “omessa raccolta differenziata”. Tanto importante, quanto corretto. Conviene, quindi, tenere a mente il precedente.

Secondo il magistrato, la multa comminata al cittadino non deve solo indicare gli estremi dell’illecito, ma anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole. La legge [3], infatti, stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo commesso (proprio come la responsabilità penale).

Detto in parole molto semplici, la responsabilità non può essere né del nucleo familiare, né del “capo famiglia” se la condotta illecita l’ha commessa la moglie o un altro convivente. Infatti, risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione.

Dunque, nell’ipotesi in cui le autorità rinvengano in una busta chiusa, rifiuti commisti di vario genere (come nel caso deciso dal giudice campano) non possono, per ciò solo, inviare la multa al titolare dell’appartamento che paga la tassa sui rifiuti (sulla presunzione che sia stato questi a non osservare l’ordinanza comunale sulla differenziata), ma devono identificare, con precisione e senza margini di dubbio, chi ha commesso l’illecito.

Diversamente, si finirebbe per attribuire una responsabilità oggettiva (cioè che prescinde da un comportamento volontario o colpevole) a un soggetto che, invece, non si è macchiato di alcuna responsabilità personale. Al contrario, principio generale delle sanzioni amministrative è l’esistenza di un dolo o della colpa in capo al sanzionato.

Nella sentenza, giustamente, si osserva come, ai fini della validità delle sanzioni amministrative, è necessaria l’esatta identificazione del trasgressore.

Infatti sia la dottrina unanime che la giurisprudenza di legittimità, ritengono applicabili il principio della natura personale della responsabilità [4].

Vietato presumere

Stop, quindi, all’individuazione dei trasgressori solo attraverso l’apertura delle buste chiuse della spazzatura, nella quali si rinvengono rifiuti commisti di vario genere, non differenziati.

Nel caso di specie, dagli esami degli stessi si era accertato, oltre alla presenza di carta, vetro e plastica, anche una ricevuta della “T.N.T.” e uno scontrino fiscale intestati alla ricorrente.

note

[1] L. 689/81.

[2] GdP Pozzuoli, sent. del 29.09.2014, dott. Italo Bruno.

[3] Art. 3 L. 689/81.

[4] Così recita la sentenza: “- Il sistema della legge 24 novembre 1981, n. 689, preserva il principio della natura personale della responsabilità, disciplinando rigorosamente i profili della “imputabilità” (art. 2), dell'”elemento soggettivo” della violazione (art. 3), delle “cause di esclusione della responsabilità” (art. 4), del “concorso di persone” (art. 5); e lo stesso profilo di deroga ad esso apportato attraverso l’istituto della “solidarietà” (art. 6) resta rigorosamente circoscritto e delimitato e la sua disciplina non tollera interpretazioni che, estendendo l’ambito delle fattispecie in essa espressamente contemplate, comportino il mancato rispetto del principio della “riserva di legge” fissato nell’art. 1 L. 24 novembre 1981 n. 689 (Cass. civ. Sez. I, 6/7/04 n. 12321).

– Il principio posto dall’art. 3 della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981), in base al quale per le violazioni colpite da sanzione amministrativa è necessaria la coscienza e volontà della condotta attiva od omissiva, sia essa dolosa o colposa, deve essere inteso nel senso della sufficienza dei suddetti estremi, senza che occorra la concreta dimostrazione del dolo o della colpa. Ciò perché la norma de qua pone una presunzione di colpa in merito al fatto vietato a carico di colui che lo abbia commesso, riservando poi a questi l’onere di provare di aver agito senza colpa (Cass. civ. Sez. II, 9/12/13 n. 27432).

Il principio è affermato non solo direttamente, ma anche indirettamente (in tema di elemento psicologico dell’illecito amministrativo) sia nelle decisioni di legittimità che nelle decisioni di merito.

In sintesi, in base quanto disposto dall’art. 3 della legge di depenalizzazione (legge n. 689 del 1981), ai fini della legittimità e validità di una sanzione, non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi, ma occorre che il trasgressore sia compiutamente identificato e che la sua condotta sia colposa o dolosa”.

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8 Commenti

  1. Ma è lecito, da parte della Polizia Municipale, aprire i sacchetti per cercare documenti che consentano di risalire al trasgressore? Non si viene così a violare la privacy di colui che ha conferito il sacchetto dell’immondizia ?

  2. A milano amsa le fa al condominio tutti i mesi tutt`ora si possono annullare..?
    E per quelle gia pagate si puo chiedere il rimborso…!!

  3. A me hanno fatto una multa di 250€ perché ” buttava un sacchetto della spazzatura in strada”. Io faccio la differenziata porta a porta per cui l’immondezza me la ritirano quasi tutti i giorni sotto casa ma dopo questa multa ho deciso di buttare i sacchi di immondezza davanti all’ingresso del palazzo comunale.

  4. hanno trovato un sacchetto per stra guardando dentro hanno trovato una pubblicità con mio indirizzo e mi hanno multato. la legge689 art 3 non è sufficiente che siano accertati gli estremi oggettivi ma che il trsgressore per multarlo deve essere preso sul fatto cosa pensate della praisy quando il sacchetto viene aperto e setacciato..

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