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Nascite ancora in calo, Mattarella: «La famiglia va tutelata»

12 Maggio 2022
Nascite ancora in calo, Mattarella: «La famiglia va tutelata»

Il calo della natalità preoccupa il presidente della Repubblica e il Papa.

L’accentuata diminuzione della natalità rappresenta uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee e segnala una difficoltà. Occorre insistere nel perseguire condizioni che consentano alle giovani generazioni di costruire il proprio futuro e, in questo senso, va garantita piena dignità ai giovani, alle donne, alle famiglie. A sottolinearlo è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Fondazione per la Natalità e del Forum delle Associazioni Familiari, Gianluigi De Palo.

«Assumere con determinazione l’obiettivo di affrontare la crisi della struttura demografica del Paese, favorendo la famiglia e l’adempimento dei relativi compiti -avverte il capo dello Stato- è responsabilità delle istituzioni a tutti i livelli, come prescrive l’art.31 della Costituzione, che ci richiama, conseguentemente, alla tutela della maternità, dell’infanzia e della gioventù “favorendo gli istituti necessari a tale scopo”».

«La struttura demografica del Paese soffre di gravi squilibri che incidono in modo significativo sullo sviluppo della nostra società. Un fenomeno accentuatosi con la pandemia e che ha generato nuove disuguaglianze e una diffusa precarietà che scoraggia i giovani nella costruzione di una famiglia».

«Le azioni previste nell’ambito della legge delega 32/2022, recentemente approvata dal Parlamento -sottolinea il capo dello Stato– meritano di essere rapidamente rese esecutive, per contribuire alla ripartenza del Paese. La accentuata diminuzione della natalità rappresenta uno degli aspetti più preoccupanti delle dinamiche sociali contemporanee e segnala una difficoltà».

Sul tema della natalità, interviene anche Papa Francesco ritenendo che si tratta di una vera emergenza sociale. «L’Italia, l’Europa e l’Occidente si stanno impoverendo di avvenire». È il grido di allarme del Papa nel saluto agli Stati Generali della natalità. «Il tema della natalità – denuncia il Papa – rappresenta una vera e propria emergenza sociale. Non è immediatamente percepibile, come altri problemi che occupano la cronaca, ma è molto urgente: nascono sempre meno bambini e questo significa impoverire il futuro di tutti; l’Italia, l’Europa e l’Occidente si stanno impoverendo di avvenire».

«C’è una periferia esistenziale in Occidente, poco vistosa, che non si nota immediatamente. E quella delle donne e degli uomini che hanno il desiderio di un figlio, ma non riescono a realizzarlo. Molti giovani faticano a concretizzare il loro sogno familiare. E allora si abbassa l’asticella del desiderio e ci si accontenta di surrogati mediocri, come gli affari, la macchina, i viaggi, la custodia gelosa del tempo libero… La bellezza di una famiglia ricca di figli rischia di diventare un’utopia, un sogno difficile da realizzare. Questa è una nuova povertà che mi spaventa. – dice Bergoglio-. E la povertà generativa di chi fa lo sconto al desiderio di felicità che ha nel cuore, di chi si rassegna ad annacquare le aspirazioni più grandi, di chi si accontenta di poco e smette di sperare in grande. Sì, è una povertà tragica, perché colpisce gli esseri umani nella loro ricchezza più grande: mettere al mondo vite per prendersene cura, trasmettere ad altri con amore l’esistenza ricevuta».

«Non vedere il problema della denatalità – avverte – è un atteggiamento miope; è rinunciare a vedere lontano, a guardare avanti. E girarsi dall’altra parte, pensando che i problemi siano sempre troppo complessi e che non si possa fare nulla. E, in una parola, arrendersi. Per questo mi piace il titolo del vostro evento, organizzato dalla Fondazione per la Natalità e promosso dal Forum delle Famiglie: «Si può fare». Si può fare vuol dire non accettare passivamente che le cose non possano cambiare».

Quindi, il monito alle istituzioni: «Auspico che a tutti i livelli – istituzionale, mediatico, culturale, economico e sociale – si favoriscano, migliorino e mettano in atto politiche concrete, volte a rilanciare la natalità e la famiglia. Penso a voi e mi piace vedere come il tema della natalità sia in grado di unire, non di dividere. Imprese, banche, associazioni, sindacati, sportivi, attori, scrittori, politici, tutti insieme per riflettere su come ricominciare a sperare nella vita. I dati, le previsioni, i numeri sono ormai noti a tutti: serve concretezza. E il momento di dare risposte reali alle famiglie e ai giovani: la speranza non può e non deve morire di attesa. Chiedo a Dio di benedire il vostro impegno. Vi sono vicino e faccio il tifo per voi, perché insieme si possa invertire la rotta di questo freddo inverno demografico».



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