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Testamento e denaro ereditario: come disporre correttamente delle proprie sostanze

2 Ottobre 2014 | Autore:
Testamento e denaro ereditario: come disporre correttamente delle proprie sostanze

Quando si vogliono attribuire delle somme di denaro per testamento è bene avere a mente alcune semplici regole per evitare di esporre eredi e legatari a inutili controversie.

 

Quando si vogliono attribuire dei beni specifici attraverso il testamento, lo strumento da utilizzare è il cosiddetto legato, ossia una disposizione con cui vengono assegnati determinati beni a persone individuate o comunque facilmente individuabili.

Non tutte le proprie sostanze sono uguali però. Un caso particolare è rappresentato dal denaro, sia contante che investito in titoli facilmente monetizzabili, come ad esempio i titoli di stato o comunque azioni od obbligazioni di società particolarmente note e gradite al mercato.

Quando si vuole attribuire per testamento del denaro o comunque dei titoli presenti nel proprio portafoglio o deposito amministrato tuttavia, non ci si può limitare a scrivere “lascio a Tizio la somma di Euro ….” per due ordini di ragioni.

Il primo motivo è rappresentato dal fatto che la legge considera come legato generico tutte le disposizioni a titolo particolare il cui oggetto sia genericamente individuato dal testatore senza alcun altro riferimento al proprio patrimonio. L’effetto principale di tale attribuzione è obbligare l’erede a pagare la somma indicata a prescindere dal fatto che essa sia presente – non importa in quale misura – nell’asse ereditario.

Scrivere quindi “lascio a Tizio la somma di Euro ….” senza altre specificazioni comporta il rischio che, se all’apertura della successione il testatore non ha quei soldi, l’erede dovrà pagarli al beneficiario di tasca propria [1], esponendosi potenzialmente a un’obbligazione di non poco conto se la cifra è particolarmente alta.

Il secondo motivo è legato alla circostanza che, all’apertura della successione, detti fondi siano sì presenti nel patrimonio ereditario, ma in misura insufficiente a soddisfare il beneficiario: ad esempio il testatore ha scritto “lascio a Tizio la somma di Euro 5.000” mentre nel conto corrente sono presenti solo 1.000 Euro.

In casi come questi la legge prevede che l’erede possa limitarsi a pagare il suddetto legato facendo esclusivamente affidamento sulle sostanze residue nell’asse ereditario: in altre parole potrebbe limitarsi a pagare 1.000 Euro con buona pace dei restanti 4.000 Euro [2].

Tuttavia, in quest’ultimo caso, la legge fa altresì riferimento esclusivo a cose determinate solo nel genere da prendersi dal patrimonio del testatore e non a tutti i casi in cui il defunto abbia disposto.

Pertanto l’erede che paghi al beneficiario del legato soltanto 1.000 Euro adducendo la mancanza di fondi adeguati nell’asse ereditario, si espone al rischio di un’azione giudiziale volta a ottenere il pagamento del residuo.

L’unico modo certo per evitare malintesi o, peggio ancora, controversie è quello di specificare sempre nel proprio testamento da dove devono essere presi i soldi da attribuire al legatario o, comunque, di indicare che le somme di denaro attribuite a titolo di legato devono essere prese dal proprio patrimonio.

In altre parole, un legato di somma di denaro correttamente disposto può essere scritto nel seguente modo: “Lascio a Tizio la somma di Euro 5.000 da prendersi dal mio patrimonio” oppure “Lascio a Tizio la somma di Euro 5.000 da prendersi dal mio conto corrente”.


note

[1] Art. 653 cod. civ.

[2] Art. 654 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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