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Autovelox non visibile: è legittimo?

16 Maggio 2022 | Autore:
Autovelox non visibile: è legittimo?

Il cartello di presegnalazione della presenza dell’apparecchio non è sufficiente se il dispositivo è nascosto; l’Amministrazione deve agire con trasparenza.

Molti automobilisti si chiedono se l’autovelox non visibile è legittimo e di conseguenza se la multa per l’eccesso di velocità rilevata da un apparecchio nascosto è valida o può essere contestata ed annullata.

In realtà la visibilità dell’autovelox riguarda un duplice profilo: quello del cartello di presegnalazione della presenza del dispositivo – che è obbligatorio per legge – e quello della concreta possibilità per il conducente di avvistare l’apparecchio mentre percorre il tratto di strada monitorato.

Bisogna partire da un dato di fatto: molti autovelox non sono posizionati nei classici box fissi a lato strada, che possono essere individuati facilmente. Si sa che la Polizia municipale dei vari Comuni italiani ricorre agli stratagemmi più ingegnosi per occultare i suoi dispositivi mobili di rilevamento; c’è chi li posiziona dietro pali e guard-rail, sui ponti ed i cavalcavia, o al lato della carreggiata e fuori dalla banchina, ed anche tra gli alberi e in mezzo all’erba in modo da confonderli con la vegetazione.

Poi vanno considerati i nuovi strumenti tecnologici, come i telelaser tenuti in mano dagli agenti e gli scout-speed, cioè gli autovelox in movimento, che sono sempre più diffusi e vengono installati a bordo delle autovetture di servizio e spesso anche su auto civetta, prive di indicatori e lampeggianti. Ecco allora perché il problema della legittimità dell’autovelox non visibile assume una notevole importanza pratica; senza dimenticare che alla multa si accompagna la decurtazione dei punti sulla patente, quando l’eccesso di velocità è consistente.

Come va segnalata la presenza di un autovelox?

La norma fondamentale in materia di segnalazione della presenza di un autovelox è l’art. 142, comma 6 bis, del Codice della strada, che dispone: «Le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi».

Si noti che la legge pone una distinzione tra la segnalazione preventiva dell’apparecchio – che deve avvenire mediante cartelli o dispositivi luminosi – e la sua visibilità concreta al momento del transito del veicolo nel punto dove l’apparecchio è situato. In entrambi i casi, lo scopo è quello di rendere nota in anticipo la presenza degli apparecchi di misurazione della velocità, e questo vale per qualsiasi tipo e modello, dunque sia per gli autovelox fissi sia per quelli mobili, senza eccezioni.

Cartello di presegnalazione autovelox

Il cartello di presegnalazione di un autovelox (e di tutti gli altri dispositivi elettronici di rilevamento automatico della velocità) deve riportare la dicitura «Controllo elettronico della velocità» e il tipo di apparecchio usato per rilevare la velocità (autovelox, tutor, Scout speed, telelaser, ecc).  I requisiti dimensionali dei cartelli in relazione ai vari tipi di strade sono fissati da un regolamento del ministero dei Trasporti di concerto con il ministero dell’Interno [2].

Il cartello va posizionato sulla strada in modo chiaramente visibile e deve essere collocato ad «adeguata distanza» dal punto in cui si trova l’apparecchio. In concreto, la distanza tra il cartello e l’autovelox dipende dal tipo di strada e dai limiti di velocità vigenti nel tratto osservato, quindi può essere maggiore sulle autostrade e minore sulle strade urbane. Di solito la distanza tra il cartello e l’autovelox è compresa tra i 200 ed i 400 metri. In ogni caso la distanza non può eccedere i 4 chilometri.

Il cartello va ripetuto se vi sono incroci e intersezioni, altrimenti i conducenti dei veicoli che si immettono in quel punto non potrebbero notare quello precedente. Sono alternativi ed equivalenti al cartello i dispositivi di segnalazione luminosi, come i display installati sul tettuccio delle auto della Polizia e quelli posizionati a lato strada su dei supporti.

Autovelox non visibile: quando è illegale?

Passiamo ora al secondo aspetto della questione, e cioè se – oltre al cartello di presegnalazione – è necessario che anche l’autovelox stesso risulti visibile a chi percorre il tratto di strada interessato. Una recente sentenza della Corte di Cassazione [1] ha affermato che: «L’articolo 142, co. 6-bis, del Codice della Strada, che dispone che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili, va interpretato nel senso che, tanto per le postazioni fisse quanto per quelle mobili, il requisito della preventiva segnalazione della postazione ed il requisito della visibilità della stessa sono distinti ed autonomi e devono essere entrambi soddisfatti ai fini della legittimità della rilevazione della velocità effettuata tramite la postazione».

In altre parole, il cartello di preavviso da solo non basta, se l’autovelox non risulta «ben visibile» agli automobilisti. Questa sentenza riguardava un autovelox nascosto in un’auto civetta, ma il principio espresso dalla Suprema Corte è valido in tutte le situazioni e per qualsiasi tipo di apparecchio, tant’è che era stato ribadito anche in precedenza [3], a seguito dell’entrata in vigore della direttive ministeriali “Minniti” e “Maroni” [4] del 2017 e del 2009, che avevano riformulato le condizioni di visibilità dei dispositivi piazzati sulle strade italiane.

In particolare, secondo i giudici di piazza Cavour il cartello di presegnalazione dell’autovelox ha uno scopo del tutto diverso da quello della concreta visibilità del dispositivo; perciò per la legittimità della multa bisogna rispettare entrambi i requisiti. In particolare, il cartello serve ad informare preventivamente gli automobilisti della possibile presenza di una postazione di controllo, in modo da consentigli di moderare la velocità, mentre la visibilità dell’apparecchio «tende a garantire che gli automobilisti vengano posti in condizione di individuare la postazione di controllo della velocità quando transitano davanti alla stessa, onde avere contezza del tempo e del luogo della rilevazione».

Autovelox invisibile: la multa è nulla?

In questa prospettiva, la visibilità dell’autovelox serve anche per garantire il diritto di difesa del conducente multato per eccesso di velocità. A tal proposito una nuova sentenza del giudice di pace di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento [5], ha sottolineato che la Pubblica Amministrazione, quando decide dove posizionare gli autovelox, ha l’obbligo di tutelare la sicurezza stradale e di agire con «civile trasparenza», e non deve, invece, cercare di «sorprendere l’automobilista indisciplinato» proprio mentre transita nel tratto rilevato dall’apparecchio.

Nel caso esaminato l’autovelox era stato collocato «su un palo oltre due metri fuori dalla carreggiata» stradale. Così il giudice, accogliendo il ricorso dell’automobilista, basato sull’«eccezione di mancata visibilità dell’autovelox», ha ravvisato la violazione dell’art. 142, comma 6 bis, del Codice della strada e perciò ha annullato la multa e la decurtazione dei punti sulla patente. Leggi anche l’articolo “Dove si posizionano gli autovelox?“.


note

[1] Cass. ord. n. 4007 del 08.02.2022.

[2] Art. 3 D.M. del 15.08.2007 e art. 7.3 all.1 al D.M. n.282 del 13.06.2017.

[3] Cass. sent. n. 29595/2021, n. 6407/2019 e n. 15392/2017.

[4] Ministero dell’Interno, circ. n. 300/A/10307/09 del 14.08.2009 e n. 300/A/5620/17/144/5/20/3 del 21.07.2017.

[5] Giudice di Pace di Guardia Sanframondi (BN), sent. n. 210 del 09.05.2022.


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