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Con quali strumenti si può fare un contratto?

22 Maggio 2022
Con quali strumenti si può fare un contratto?

Come stipulare un contratto: dalla forma scritta (atto pubblico o scrittura privata) all’accordo verbale, per finire al comportamento concludente. 

Un contratto non è altro che l’incontro tra le volontà di due o più persone con cui queste regolano i propri rapporti patrimoniali. Dunque, un contratto si può stipulare in qualsiasi modo purché sia garantito un effettivo accordo tra le parti. Del resto, non ci vuole una laurea in legge per intuire che un contratto si può ritenere concluso solo se tutti i soggetti coinvolti ne conoscono il contenuto e l’hanno espressamente voluto. Dunque, con quali strumenti si può fare un contratto? Con qualsiasi strumento che garantisca appunto l’incontro tra le volontà dei contraenti. 

Esistono casi eccezionali in cui la legge impone una particolare forma. Ma sono appunto eccezioni. Si pensi, ad esempio, ai contratti bancari (che devono essere per forza scritti), ai contratti di affitto (che devono essere scritture private registrate), agli atti di compravendita immobiliare o di costituzione di servitù oppure alle donazioni di non modico valore (che devono essere scritture private autenticate o atti notarili).

Scopriamo dunque quali sono gli strumenti con cui si può fare un contratto visto che, ai metodi tradizionali costituiti dalla carta e dalle lettere, si sono aggiunti quelli con le nuove tecnologie. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il principio di libertà di forma?

La legge non solo lascia liberi i cittadini di scegliere il contenuto del contratto che intendono siglare, ma anche la sua forma (si parla infatti di contratti a forma libera). 

La regola vuole che tutti i contratti siano informali salvo laddove la legge espressamente richieda una forma particolare. 

Pertanto, un contratto può essere concluso tramite:

  • un accordo a voce;
  • una telefonata;
  • uno scambio di email, di chat o di messaggi;
  • una scrittura privata;
  • un atto notarile (l’atto pubblico);
  • una Pec (Posta elettronica certificata);
  • un comportamento concludente rivolto all’immediata esecuzione del contratto.

L’importante è che l’accordo contenga tutti gli elementi del contratto e non solo i principali. Se infatti l’accordo non dovesse essere completo, ci troveremmo dinanzi a una semplice trattativa dalla quale si potrebbe comunque recedere in qualsiasi momento, senza dover giustificare tale volontà. 

Viceversa, se l’accordo disciplina tutti gli elementi del contratto, allora esso si potrà dire concluso. 

Gli elementi essenziali del contratto sono:

  • l’incontro tra le due volontà e quindi il reciproco “sì” (che può essere espresso, come nel caso della firma di un documento di carta, che tacito, come nel caso di chi entra in un supermercato e, dopo aver raccolto i prodotti dagli scaffali li porta sulla cassa);
  • la causa del contratto, ossia la tipologia: vendita, donazione, prestito, ecc.;
  • l’oggetto su cui verte il contratto: ad esempio un computer, un telefonino, l’esecuzione di un servizio professionale, ecc.;
  • laddove richiesta dalla legge come obbligatoria, la forma del contratto (atto pubblico o scrittura privata).

Esempi pratici per concludere un contratto

Abbiamo appena detto che se la legge o le esigenze di prova, di registrazione e di trascrizione non richiedono una forma particolare per il contratto, le parti sono libere di decidere come manifestare il loro consenso, scegliendo tra:

  • la forma scritta (atto pubblico o scrittura privata);
  • la forma orale: essa è il semplice incontro delle volontà contrattuali delle parti (ad esempio, un cliente entra in un negozio, chiede un prodotto e il commesso glielo vende);
  • un comportamento concludente (ad esempio nei supermercati o nei self-service).

Facciamo qualche esempio pratico di come si conclude un contratto sulla scorta dell’elenco fatto al paragrafo precedente. 

Una persona chiede a un amico un prestito con la promessa di restituirgli i soldi dopo 30 giorni. L’amico gli dà i soldi nell’immediatezza senza fargli firmare nulla. I due hanno concluso un contratto di mutuo verbale.

Una compagnia telefonica chiama un proprio abbonato per proporgli una nuova tariffa. Questi accetta. I due hanno concluso un contratto tramite telefono.

Una ditta contatta un influencer sul web proponendogli 200 euro in cambio di un post su un social in cui pubblicizza il proprio prodotto. Il tutto avviene con un messaggio tramite la piattaforma. Anche in questo caso è stato stipulato un contratto.

Una persona intende vendere la propria auto a un estraneo. I due si incontrano e decidono di prestabilire il giorno della consegna dietro versamento di un anticipo. Il tutto viene messo nero su bianco anche per dare maggiore certezza al fatto che l’acquirente si dichiari soddisfatto delle condizioni in cui si trova il mezzo. In questo caso, il contratto viene concluso con una scrittura privata. 

Una persona vende casa a un’altra. I due devono recarsi dal notaio. Se dovessero accordarsi con una semplice scrittura tra le parti, questa non avrebbe alcun valore.

Una persona invia un ordine a un’azienda e lo fa specificando la propria richiesta con il prodotto prescelto e inviando il tutto con Pec. L’azienda accetta e risponde con un’altra Pec. Anche in questo caso si è concluso un contratto.

Una persona entra in un treno. Sta concludendo un contratto di trasporto con un semplice comportamento. Una persona prende dallo scaffale di un supermercato un prodotto e lo porta alla cassa: anche lui sta concludendo un contratto. Un uomo va dal giornalaio e seleziona un quotidiano per poi pagare direttamente il prezzo: anche in questo caso, con un semplice comportamento, è stato concluso un contratto. 

Le eccezioni al principio di libertà di forma

La legge spesso dispone che molti contratti debbano avere la forma scritta (atto pubblico o scrittura privata):

  • per la loro validità (cosiddetta forma scritta ad substantiam), altrimenti sono nulli (si pensi alla compravendita immobiliare);
  • ai fini della prova in giudizio (cosiddetta forma scritta ad probationem); in caso contrario il contratto è valido ma, in caso di contestazione dinanzi al giudice, non può essere dimostrato se non con il documento cartaceo.

Inoltre, determinati contratti devono essere trascritti per poter essere opposti ai terzi, cosa che può avvenire solo se hanno forma scritta o, ancora, devono essere registrati e anche questo può avvenire se hanno forma scritta, salve alcune eccezioni.

A titolo di esempio, devono essere provati per iscritto i seguenti contratti:

  • vendita di azienda;
  • assicurazione e riassicurazione;
  • agenzia;
  • transazione;
  • patto di non concorrenza. 


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