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Non si può annullare la vendita dell’auto difettosa dopo un anno dall’acquisto

Pubblicato il 2 ottobre 2014

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> Pubblicato il 2 ottobre 2014

Rileva la prova del mancato utilizzo del bene secondo un uso normale.

Anche se sopraggiungono difetti gravi di costruzione dell’automobile, ad ormai un anno dall’acquisto non si può più risolvere il contratto. A dirlo è stata, poche ore fa, la Cassazione [1].

Niente prezzo rimborsato, niente restituzione del mezzo difettoso per il consumatore che, dopo aver acquistato l’auto, vi ha fatto numerosi chilometri: infatti, l’uso regolare del mezzo (che, nel caso deciso dalla Corte si era protratto per circa un anno) dimostra che la vettura è comunque idonea all’uso promesso dal venditore.

Come noto, i rimedi consentiti al consumatore, in caso di acquisto di un bene difettoso, sono:

– la riparazione del bene o, a scelta dell’acquirente, la sostituzione;

– qualora la riparazione o la sostituzione non siano possibili o non soddisfacenti, si può optare per la riduzione del prezzo di acquisto o, se il consumatore lo preferisce, la risoluzione del contratto. Quest’ultima soluzione comporta la restituzione del bene acquistato ottenendo indietro il prezzo versato alla firma del contratto.

Attenzione: bisogna sempre ricordare di fare la denuncia del difetto al venditore entro 60 giorni dalla scoperta del difetto.

La Cassazione ricorda, tuttavia, che la risoluzione del contratto è possibile quando il bene non sia idoneo all’uso cui è destinato: lo prescrive il codice civile [2].Pertanto, non può essere risolto il contratto di vendita dell’auto, risultata difettosa dopo la consegna, se il proprietario ha percorso circa 20 mila chilometri e dalle fatture relative ai tagliandi periodici, risultano eseguiti dall’officina solo interventi di manutenzione ordinaria.

Dall’alto chilometraggio, sinonimo di un uso regolare del veicolo, si deve escludere che i difetti lamentati siano tali da rendere inidonea l’auto.

Chi chiede la risoluzione del contratto deve anche dimostrare che gli asseriti vizi possano pregiudicare il normale utilizzo del bene acquistato.

Dunque, il proprietario non può avanzare pretesa alcuna dal momento in cui ha utilizzato regolarmente la vettura (così trasformandola per l’inevitabile usura dovuta all’utilizzo quotidiano) né può chiedere la risoluzione del contratto.

Ovviamente, questo non vuol dire che non vi sia alcuna tutela, la quale però potrà concretizzarsi alternativamente in una riparazione del bene (o risarcimento del danno per le riparazioni eseguite da terzi) o, in mancanza, in una riduzione del prezzo di vendita (il che implica una parziale restituzione di quanto versato all’acquisto).

note

[1] Cass. sent. n. 20842/14.

[2] Art. 1490 e 1497 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Il più delle volte chi viene, suo malgrado, a trovarsi in una situazione del genere, farà “riparare” l’auto e poi la rivenderà ad un ignaro acquirente il quale acquista un auto non perfetta (è vero che il venditore per legge “dovrebbe” informare il compratore; ma quanti lo fanno?
    Sarebbe opportuno quando si verificano dei casi di guasti gravi riparati, venisse scritto sul libretto del mezzo, in modo che il compratore ne sia messo a conoscenza.

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