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Accendini senza sicurezza “child resistant”: il reato non scatta subito

2 Ottobre 2014
Accendini senza sicurezza “child resistant”: il reato non scatta subito

L’assenza della misura di sicurezza non è sufficiente a confermare la condanna penale.

Non tutti forse sanno che sugli accendini esiste una normativa assai rigida per evitare che gli stessi possano esplodere o provocare danni ai bambini. La legge impone a tali oggetti il rispetto di una serie di canoni di sicurezza, volti a impedire che un bambino di età inferiore a 51 mesi possa provocare l’accensione della fiamma.

In particolare, la normativa in commento, prevista da un decreto ministeriale del 2007 [1], ha stabilito l’obbligo del dispositivo di sicurezza “child resistant”: si tratta del più alto livello di sicurezza per gli accendini messi in commercio, che impone la dotazione del dispositivo volto a impedire ai bambini di poterli azionare.

Peraltro è anche vietata la commercializzazione di accendini di fantasia, cioè quelli che assomigliano, in qualche modo, ad altri oggetti, in modo tale da attirare, in modo ingannevole, l’attenzione dei più piccoli. Tali sono per esempio gli accendini che ripropongano le forme di personaggi di cartoni animati, giocattoli, armi, orologi, telefoni, strumenti musicali, veicoli, animali, bevande o alimenti, ecc. o che, nello stesso tempo, possano produrre effetti come musica, suonerie, luci, ecc.

Secondo, però, una sentenza di ieri della Cassazione [2], l’assenza del dispositivo di sicurezza per bambini “child resistant” non comporta automaticamente la contrarietà degli accendini alle regole ministeriali. Si può escludere infatti, anche in tale caso, la condanna penale [3] del commerciante se gli stessi siano costruiti in modo da ottenere, mediante diversi accorgimenti, la garanzia che un bambino, di età inferiore ai 51 mesi, non riesca ad accendere la fiamma.


note

[1] D.m. del 10.08.2007 MISE, di attuazione del regolamento 2006/502/CE.

[2] Cass. sent. n. 40603/14 del 1.10.2014.

[3] Ai sensi dell’art. 112 d.lgs. n. 206/2005.


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