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Quanto tempo ci vuole per incassare un’assicurazione sulla vita?

10 Settembre 2022 | Autore:
Quanto tempo ci vuole per incassare un’assicurazione sulla vita?

Polizza caso vita e caso morte: qual è la differenza? Cos’è e come funziona il riscatto anticipato? Beneficiario e assicurato sono la stessa persona?

L’assicurazione sulla vita consente di garantire un capitale o una rendita a sé oppure ad altri. Ad esempio, è possibile sottoscrivere una polizza stabilendo che, alla propria morte, l’assicurazione dovrà corrispondere una certa somma di denaro ai propri eredi. Con questo articolo ci soffermeremo su uno specifico aspetto: vedremo cioè quanto tempo ci vuole per incassare un’assicurazione sulla vita.

Come meglio diremo in seguito, la polizza vita può essere riscattata anche prima del dovuto, percependo quanto maturato sino a quel momento. In caso contrario, si può attendere la sua naturale scadenza, attivandosi poi per ottenere quanto spetta come da contratto. È ciò che accade, ad esempio, al decesso dell’assicurato nel caso di polizza caso morte. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme quanto tempo ci vuole per incassare un’assicurazione sulla vita.

Assicurazione sulla vita: che cos’è?

L’assicurazione sulla vita è una particolare polizza che viene stipulata da chi è interessato a ricevere un capitale (o una rendita) al verificarsi di un evento riguardante la vita umana.

A differenza dell’assicurazione contro i danni, quindi, la polizza vita non ha ad oggetto il pagamento di un risarcimento nel caso in cui si verifichi un sinistro o un determinato fatto che incide negativamente sul patrimonio dell’assicurato.

Ad esempio, chi assicura la propria auto contro il furto e l’incendio avrà diritto al risarcimento nel caso in cui uno di questi eventi si verifichi.

Al contrario, con l’assicurazione sulla vita si matura il diritto a un capitale al verificarsi di un evento che riguarda la vita dell’assicurato.

Assicurazione sulla vita: quanti tipi?

L’assicurazione sulla vita può essere essenzialmente di due tipologie:

  • l’assicurazione per il caso di morte (o polizza caso morte), in cui l’evento per cui si stipula il contratto è la morte dell’assicurato;
  • l’assicurazione per il caso di sopravvivenza (o polizza caso vita), in cui l’evento è rappresentato dalla sopravvivenza dell’assicurato oltre una certa età o una certa data.

Classico esempio di polizza caso morte è quella che si stipula per garantire agli eredi una rendita dopo il decesso dell’assicurato; un’ipotesi tipica di polizza caso vita è invece quella di chi, per garantirsi un capitale per la terza età, decide di pagare un premio fino a quando avrà raggiunto l’età della pensione.

È quindi chiaro che lo scopo dell’assicurazione sulla vita è di tipo previdenziale, al contrario di ciò che accade con la classica assicurazione contro i danni.

Assicurazione sulla vita: chi sono i beneficiari?

Il beneficiario dell’assicurazione sulla vita non è necessariamente colui che paga il premio periodico.

Ciò è evidente nel caso di polizza caso morte: alla morte dell’assicurato, necessariamente il capitale andrà versato a un soggetto diverso, che risulterà quindi essere il beneficiario.

Per essere più precisi, all’interno dell’assicurazione sulla vita è possibile distinguere:

  • il contraente, che è colui che materialmente sottoscrive la polizza, paga i premi periodici e si occupa di tutta la parte amministrativa;
  • l’assicurato, che è il soggetto sulla cui vita la polizza viene stipulata. L’assicurazione contratta per il caso di morte di un terzo necessita obbligatoriamente del suo consenso;
  • il beneficiario cioè la persona a cui l’assicurazione dovrà pagare il capitale o la rendita al verificarsi dell’evento dedotto nella polizza.

Ad esempio, si potrebbe stipulare una polizza sulla vita di un’altra persona (che ovviamente sia d’accordo), stabilendo che, alla sua morte, il capitale venga pagato ad altri soggetti.

È anche possibile che contraente, assicurato e beneficiario siano la stessa persona: è ciò che accade nella polizza caso vita, quando si decide di beneficiare di un capitale superata una certa età.

Riscatto anticipato polizza vita: cos’è?

Come abbiamo visto, l’indennizzo per il beneficiario della polizza vita scatta nel momento in cui si verifica l’evento previsto nel contratto, cioè la morte dell’assicurato o la sua sopravvivenza oltre una certa data o età.

È tuttavia possibile procedere al riscatto anticipato della polizza vita, cioè alla richiesta dell’indennizzo anche nel caso in cui l’evento di riferimento non si verifichi.

In questo caso, la polizza viene interrotta e l’agenzia assicurativa avrà il compito di procedere al versamento dell’importo assicurato sul conto corrente del diretto interessato.

Il riscatto anticipato è però diverso a seconda del tipo di premio che si paga:

  • in rapporto alle polizze caratterizzate dall’incasso del premio annuale, il rimborso può essere richiesto solo una volta pagate le rate per un arco di tempo pari a tre anni;
  • differente è invece il caso del premio unico, visto che è sufficiente attendere solo un anno dalla data iniziale in cui è stata stipulata la polizza, per poter procedere alla richiesta del relativo importo.

Incasso assicurazione vita: quanto tempo ci vuole?

Di norma, sia nel caso di riscatto anticipato che di pagamento dell’indennizzo per via del verificarsi dell’evento previsto nel contratto (sopravvivenza o morte dell’assicurato), per incassare un’assicurazione sulla vita occorre attendere non più di 30 giorni, salvo che il contratto non disponga diversamente.

Il termine decorre dal momento in cui l’assicurazione ha avuto conoscenza:

  • della volontà di effettuare il riscatto anticipato;
  • del verificarsi dell’evento (morte o sopravvivenza) previsto nel contratto.

In entrambi i casi, all’assicurazione andrà trasmessa tutta la documentazione prevista nel contratto e necessaria per mettere la società in condizioni di poter verificare la regolarità della posizione del beneficiario.

Ad esempio, nel caso di polizza caso morte, bisognerà trasmettere all’assicurazione il certificato di morte dell’assicurato, i documenti di riconoscimento dei beneficiari ed, eventualmente, quelli che attestano le cause che hanno portato al decesso dell’assicurato.

E infatti, non è detto che l’assicurazione sia disposta a pagare per ogni tipo di morte. Ad esempio, la legge [1] esclude espressamente il pagamento dell’indennizzo nel caso in cui l’assicurato si sia suicidato prima che siano trascorsi due anni dalla stipulazione del contratto, salvo che la polizza disponga diversamente.

Ciò chiaramente è stato previsto per evitare che un soggetto possa assicurarsi solamente per far arricchire immediatamente i beneficiari (in genere, i familiari).


note

[1] Art. 1927 cod. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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