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News Via il contante, totale tracciabilità dei pagamenti: il piano del governo contro l’evasione

News Pubblicato il 2 ottobre 2014

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> News Pubblicato il 2 ottobre 2014

Aumento degli strumenti di pagamento tracciabile, eliminazione dei pagamenti in contanti, sinergia delle banche dati in uso alla pubblica amministrazione, come l’anagrafe tributaria.

 

Durante il Consiglio dei Ministri dell’altro ieri, l’Esecutivo ha fatto il punto sulle misure di contrasto all’evasione fiscale, anche alla luce dei dati illustrati dal Ministro dell’Economia Padoan riportati dal Rapporto sulla realizzazione delle strategie di contrasto all’evasione fiscale. Quello che ne è uscito fuori è un programma di lotta al nero che potrebbe rivoluzionare la nostra vita quotidiana, così come già hanno fatto le ultime norme restrittive dal Governo Monti in poi.

L’esecutivo ha innanzitutto snocciolato un po’ di dati per niente confortanti.

Il valore complessivo delle imposte sottratte a tassazione (tax gap medio su base annua) è pari a 91 miliardi di euro (7% del Pil), risorse che, recuperate a tassazione, verrebbero destinate – come previsto dalla Legge Delega – a finanziare sgravi fiscali, riducendo la pressione fiscale sui contribuenti corretti.

Per contrastare l’evasione e aumentare la tax compliance, la rotta tracciata da Padoan punta su tre strumenti.

1. Diffusione degli strumenti di pagamento tracciabili e adozione generalizzata della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi.

Questo significa che, anziché esserci la più volte invocata “marcia indietro” sul divieto di pagamento in contanti oltre la soglia di mille euro e sull’obbligo di dotazione di POS per professionisti e commercianti, al contrario si proseguirà su questa stessa strada. Anzi, aumenteranno gli obblighi di pagamenti tracciabili tanto da mandare in pensione – secondo una indiscrezione riportata da “Il Messaggero” – gli scontrini fiscali e le ricevute di pagamento.

Insomma, basterà solo la traccia lasciata dal bonifico bancario o dalla carta di credito/debito per far stare tranquillo il fisco ed evitare il pericolo di pagamenti in nero.

2. Collaborazione operativa dei diversi nodi dell’Amministrazione Fiscale.


3. Utilizzo sinergico delle banche dati.


Questi ultimi due punti vanno letti insieme. Già con l’Anagrafe tributaria, l’Anagrafe dei conti correnti e l’Anagrafe condominiale si è fatto un gran passo in avanti nel contrasto al “nero”. Anche ai fini del nuovo Isee sono previste maggiori sinergie tra le amministrazioni le quali possono leggere ciascuna nelle banche dati dell’altra. Il tutto confluisce, peraltro, nell’Anagrafe tributaria, con la “partecipazione assistita” delle banche, costrette da quest’anno a fornire, in tempo reale, i dati dei nostri conti correnti all’Agenzia delle Entrate. È quella che è stata definita l’Anagrafe dei conti, che contiene le indicazioni dei rapporti attivi, dei relativi saldi e di tutte le operazioni di prelievo e versamento effettuate giornalmente dai cittadini.

Nel contempo uno studio ha reso noti i “trucchi degli italiani per non pagare le tasse”.

Insomma, alla luce di tutto ciò, chi sperava in un colpo di spugna dello Stato per alleggerire la tensione “nervosa” di un Paese sull’orlo del baratro, si sbaglia di grosso. La direzione che stiamo per intraprendere è proprio quella opposta: massimo rigore e nessuna indulgenza.

note

Autore immagine: 123rf com


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