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Quanto tempo per togliere il fermo amministrativo?

16 Maggio 2022
Quanto tempo per togliere il fermo amministrativo?

Dopo aver pagato la cartella esattoriale, quanto tempo decorre per ottenere la cancellazione del fermo auto?

Il mancato pagamento delle imposte o delle sanzioni amministrative implica, tra le varie misure a disposizione dell’Agente della riscossione, la possibilità di adottare un fermo amministrativo (o «fermo auto») ai danni del contribuente debitore. Il fermo implica il divieto di circolare con l’auto oggetto del fermo stesso. Chi sana il debito però può ottenere la cancellazione del fermo. E anche chi chiede la dilazione di pagamento può tornare a circolare dimostrando di aver versato la prima rata. Ma quanto tempo ci vuole per togliere il fermo amministrativo e soprattutto come cancellarlo (o sospenderlo)? Cerchiamo di fare il punto della situazione alla luce della recente riforma introdotta con il Dlgs 98/2017. 

Quando viene iscritto il fermo auto?

Il fermo auto, o fermo amministrativo (da qualcuno battezzato anche «ganasce fiscali») è una misura cautelare che scatta nei confronti di chi non ha pagato le cartelle esattoriali. Dunque, la natura del credito per cui può essere fatta valere tale misura può essere varia: si può trattare, ad esempio, di multe stradali, imposte non versate come l’Irpef e l’Iva, il bollo auto, la Tari o l’Imu e così via.

Il fermo auto non può essere chiaramente iscritto se prima non viene notificata la cartella esattoriale e, da questo momento, non decorrono almeno 60 giorni per consentire al contribuente di adempiere o di fare ricorso.

Dal sessantunesimo giorno in poi, in teoria, l’Esattore potrebbe avviare l’iter del fermo auto, ma molto spesso i tempi sono molto più dilatati e, a volte, trascorrono anni. Così tanti che è bene sempre verificare se, nel frattempo, il credito non sia caduto in prescrizione. Ricordiamo, a tal proposito che la prescrizione è di 10 anni per le imposte dovute allo Stato (Iva, Irpef, Ires, ecc.), di 5 anni per le imposte dovute agli enti locali (Imu, Tari, ecc.), per le sanzioni amministrative (multe stradali) e per i contributi dovuti all’Inps e all’Inail; infine è di 3 anni per il bollo auto.

In ogni caso, prima di iscrivere il fermo auto, l’Agente per la Riscossione deve notificare al contribuente un preavviso di pagamento dandogli 30 giorni di tempo per poter pagare, fare ricorso o chiedere una dilazione di pagamento. Senza il preavviso, il fermo è illegittimo e va cancellato.

Una volta avvenuta l’iscrizione del fermo, la legge non prevede un’apposita comunicazione al contribuente che ben potrebbe continuare a circolare senza sapere della misura già in atto. Proprio per questo sarebbe bene, una volta ricevuto il preavviso di fermo amministrativo, recarsi – dopo non prima di 30 giorni – al Pra per verificare se tale misura è stata iscritta. Ad ogni modo è bene citare un precedente della Cassazione secondo cui il fermo amministrativo è legittimo solo se l’automobilista riceve, oltre al preavviso preventivo, anche una comunicazione all’iscrizione stessa di tale misura. 

Leggi anche: Come liberarsi di un’auto con fermo amministrativo?

Cosa succede se ti fermano con auto con fermo amministrativo?

Chi circola con l’auto sottoposta a fermo amministrativo è soggetto alle seguenti sanzioni: revoca della patente, sottrazione del veicolo (che passa in proprietà alla depositeria cui il mezzo è poi affidato in custodia) e multa da 1.984 a 7.937 euro. 

Tale sanzione scatta tanto nell’ipotesi in cui l’automobilista sia consapevole del fermo quanto in quella in cui sia in perfetta buona fede perché, ad esempio, ha pagato ritenendo che il fermo fosse stato cancellato e invece ciò non è ancora avvenuto.

Come togliere il fermo amministrativo?

Oltre alla possibilità di fare ricorso contro il preavviso di fermo per mancata notifica della cartella esattoriale, c’è sempre la possibilità di dimostrare che il veicolo sia strumentale all’esercizio dell’attività di lavoro autonomo o professionale. A tal fine deve essere iscritto tra i cespiti ammortizzabili e deve essere funzionale non al trasporto del contribuente ma allo stesso esercizio dell’attività (come il furgoncino per le consegne del panettiere).

Per far cancellare il fermo, o evitarne l’iscrizione, è possibile pagare tutto il debito delle cartelle a fronte del quale esso è stato iscritto.

Con la richiesta di rateazione e il pagamento della prima rata si ottiene la sospensione del fermo, con possibilità di tornare a circolare; tuttavia è solo con il versamento dell’ultima rata che si avrà la definitiva cancellazione della misura cautelare.

Quanto tempo per togliere il fermo amministrativo?

Nel caso della richiesta di rateazione e conseguente sospensione, per tornare a guidare è necessario versare la prima rata e, con la relativa ricevuta, presentarsi all’Agente per la riscossione che rilascerà una quietanza di pagamento. Tale quietanza va poi esibita al Pra, che provvederà alla immediata sospensione del fermo.

Invece, per chi paga tutto il debito immediatamente, il Dlgs 98/2017 ha introdotto la cancellazione automatica del fermo, senza necessità di presentare istanze e fornire dimostrazioni, Questo legittimerebbe il contribuente a circolare già dopo aver versato il dovuto. Tuttavia, non sempre le cose vanno così. Infatti potrebbero verificarsi dei contrattempi burocratici che potrebbero far slittare questo momento. 

È vero che Ader (Agenzia delle Entrate-Riscossione), il principale riscossore italiano, cancella i fermi appena acquisisce il pagamento, per cui chi si reca a versare direttamente ai suoi sportelli ha già la certezza di essere in regola (chi invece va alla Posta o paga da casa con modalità telematiche normalmente deve attendere qualche giorno). Ma ci sono piccoli riscossori (che però a volte operano anche per enti importanti) più lenti. Si può arrivare a ritardi di mesi, ma chi li subisce ne resta perlopiù ignaro e riprende a circolare.

Con la conseguenza che si può ugualmente rischiare la multa per circolazione con il fermo auto. Multa che, come anticipato sopra, colpisce sia chi è in malafede, sia chi è in buonafede.

Quindi è bene prestare attenzione anche dopo aver pagato verificare, con una visura al Pra se il fermo amministrativo è stato effettivamente eseguito. 

L’unica consolazione è che, verosimilmente, la Prefettura applicherà l’importo minimo della multa, vista la buonafede del malcapitato. Con un po’ di fortuna (ma è bene non contarci), si può sperare che gli agenti chiudano un occhio, rendendosi conto di avere di fronte non un debitore incallito, ma solo una vittima della burocrazia.

Come verificare se il fermo auto c’è ancora o è stato cancellato?

Per verificare se sull’auto c’è un fermo amministrativo o se questo è stato cancellato bisogna recarsi presso una sede del Pra e richiedere una visura. Tale visura ha un costo di 6 euro e si può fare anche online, con il servizio Visurenet del sito ufficiale dell’Aci o la funzione Infotarga dell’app Aci Space (il servizio è offerto anche da siti privati, con sovrapprezzo). Ci si può rivolgere anche direttamente all’ufficio provinciale Pra (ma occorre un appuntamento) o a un’agenzia di pratiche auto (cui normalmente è dovuto un compenso).



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1 Commento

  1. Dispositivo dell’art. 214 Codice della strada
    ….. il proprietario, nominato custode, o, in sua assenza, il conducente o altro soggetto obbligato in solido….
    La sanzione, con la riforma dell’articolo, è comminabile solo a chi è nominato custode del veicolo. Sia se guida lui, sia se lo lascia guidare da altri avendolo in custodia.

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