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Come funziona l’Iva nel regime forfettario?

16 Maggio 2022 | Autore:
Come funziona l’Iva nel regime forfettario?

Quali sono i benefici dal punto di vista fiscale che spettano a chi ha o avvia una nuova attività. L’obbligo della fattura elettronica.

Con la legge di Stabilità del 2015 è stato introdotto il regime forfettario per gli operatori economici di dimensioni più ridotte. In pratica, si tratta di un’opzione fiscale agevolata in materia di Iva e ai fini contabili. Ma come funziona l’Iva nel regime forfettario?

Il sistema prevede delle semplificazioni e permette di forfettizzare il reddito da assoggettare ad un’imposta unica che sostituisce quelle normalmente previste. Inoltre, è possibile accedere ad un regime contributivo opzionale per le imprese.

Al regime forfettario può accedere chi ha o sta per avviare un’attività di impresa, arte o professione in forma individuale. Naturalmente, però, occorre essere in possesso di determinati requisiti che vedremo tra un istante. Ecco quali sono e come funziona l’Iva nel regime forfettario.

Regime forfettario: quali sono i requisiti?

Come accennato, il regime forfettario è riservato a chi ha o sta per avviare un’attività di impresa, arte o professione, a patto che nell’anno precedente:

  • abbiano avuto compensi o ricavi non superiori a 65.000 euro (ragguagliati all’anno nel caso delle attività avviate nell’anno in corso);
  • abbiano sostenuto delle spese per un importo complessivo pari o inferiore a 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e compensi a collaboratori, anche a progetto, comprese le somme erogate sotto forma di utili da partecipazione agli associati con apporto costituito da solo lavoro e quelle corrisposte per le prestazioni di lavoro rese dall’imprenditore o dai suoi familiari.

Inoltre, è fissato il 30.000 euro il limite di reddito da lavoro dipendente o assimilati e di pensione, con la sola eccezione che riguarda lavoratori dimessi o licenziati.

Regime forfettario: cosa impedisce di accedervi?

La legge stabilisce alcuni ostacoli che impediscono l’accesso al regime forfettario. In pratica, restano esclusi da questa opzione fiscale:

  • le persone fisiche che beneficiano di regimi speciali Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito;
  • i non residenti in Italia, a meno che si trovino in uno Stato dell’Ue o dello Spazio economico europeo (Regno Unito, Islanda, Liechtenstein e Norvegia) che garantisca un corretto scambio di informazioni e che producano in Italia almeno il 75% del loro reddito complessivo;
  • chi realizza, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili o di mezzi di trasporto nuovi;
  • chi esercita attività d’impresa, arti o professioni e partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari oppure controlla direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte individualmente;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta o nei confronti di chi è direttamente o indirettamente riconducibile a tali datori di lavoro, ad eccezione di chi inizia una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Regime forfettario: come funziona l’Iva?

Per capire come funziona l’Iva nel regime forfettario, vediamo quali sono i benefici offerti da questa opzione fiscale.

In pratica, chi aderisce al regime ha la possibilità di avere sia una tassazione ridotta sia una diminuzione dei contributi Inps, oltre che alcune semplificazioni ai fini Iva e delle imposte sui redditi.

In particolare, l’Iva non deve essere addebitata al cliente in fattura, il che significa che nemmeno deve essere versata, dato che non l’ha incassata. In altre parole, non è tenuto a rispettare gli adempimenti che riguardano la presentazione della dichiarazione Iva, la registrazione dei corrispettivi e le fatture.

Va sottolineato, però, l’obbligo a partire dall’1° luglio 2022 di inviare la fattura elettronica all’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario: il calcolo dell’imposta sostitutiva

Per calcolare il reddito imponibile, chi accede al regime forfettario deve applicare a ricavi e compensi un coefficiente di redditività che varia a seconda del settore in cui si opera. Una volta determinato il reddito imponibile, il contribuente forfetario applica un’unica imposta, nella misura del 15%, sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP.

I coefficienti sono:

  • industrie alimentari e delle bevande: 40%;
  • commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%;
  • commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande: 40%;
  • commercio ambulante di altri prodotti: 54%;
  • costruzioni e attività immobiliari: 86%;
  • intermediari del commercio: 62%;
  • attività dei servizi di alloggio e di ristorazione: 40%;
  • attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di Istruzione, servizi finanziari ed assicurativi: 78%;
  • altre attività economiche: 68%.

Regime forfettario per le start up

Chi avvia un’attività e aderisce al regime forfettario può beneficiare di una flat tax del 5% per i primi cinque anni, a condizione che:

  • non abbia esercitato nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • la nuova attività non deve essere una prosecuzione di una già svolta in precedenza nella forma di lavoro dipendente o autonomo, fatta esclusione dei casi in cui si tratti di periodi di pratica obbligatoria per l’accesso ad arti o professioni;
  • se si prosegue l’attività svolta da un altro soggetto, i ricavi o compensi realizzati nel periodo d’imposta precedente non superino il limite per l’accesso al regime forfettario.


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