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Nuovo ISEE da gennaio: cosa cambia

3 Ottobre 2014
Nuovo ISEE da gennaio: cosa cambia

Falsi poveri coi giorni contati: controlli sugli immobili e sui conti in banca attraverso lo scambio di informazioni con l’Anagrafe tributaria.

Tutto è ormai pronto per il nuovo Isee che debutterà – ormai è certo – a partire dal 1° gennaio 2015.

Tante le novità, tutte nello stesso segno: guerra senza frontiera ai falsi poveri.

Viene, in particolare rafforzato il sistema di controlli incrociati grazie all’interoperatività delle banche dati della pubblica amministrazione e la consultazione, in tempo reale, dell’Anagrafe tributaria e dell’Anagrafe dei conti correnti, che consentiranno di conoscere gli aspetti più importanti sulla vita dei contribuenti e, in particolare, le consistenze patrimoniali e finanziarie – le prime che, da oggi in poi, saranno tenute d’occhio – che concorrono alla determinazione del reddito disponibile, in cui vengono incluse anche somme “fiscalmente esenti”.

L’arrivo del nuovo Isee – l’Indicatore della situazione economica equivalente con cui si certifica la cosiddetta “prova dei mezzi” per l’accesso a prestazioni che spaziano dai servizi sociali all’accesso agli asili nido al diritto allo studio universitario – rappresenta una sorta di completo cambiamento per il nostro sistema dello Stato sociale.

Si manda in soffitta il vecchio indicatore nato nel 1998 ormai non più al passo coi tempi, incapace peraltro di fotografare in modo corretto i redditi dei cittadini (oltre il 10% dei nuclei familiari presenta sempre un Isee nullo mentre un quinto della popolazione non supera mai i 3mila euro). Col nuovo Isee ci sarà un netto contrasto alle truffe sulle autocertificazioni.

Ci sarà anche un Isee corrente, che sarà una sorta di documento provvisorio emesso in corso di anno, ma che fotograferà più da vicino, e in tempo reale, l’effettiva situazione del contribuente.

Questa volta non si scherza

A seguito dell’autocertificazione del contribuente, che questa volta sarà tenuto a fornire all’amministrazione maggiori dati (per es. auto, moto di grossa cilindrata, ecc.), ci saranno diversi tipi di controlli: le dichiarazioni verranno verificate due volte da soggetti diversi e, in caso di difformità rispetto alla situazione reale o a quanto risulta dalle banche dati, si verrà automaticamente segnalati alla Guardia di Finanza.

Molti dati saranno acquisiti direttamente dall’Amministrazione, senza bisogno che sia il contribuente a indicarli. Così, per esempio, i redditi Irpef che verranno comunicati dall’Anagrafe tributaria in uso all’Agenzia delle entrate. In questo modo non sarà più possibile dichiarare un reddito diverso da quello effettivo.

Per i conti correnti diminuiscono le franchigie (cioè le quote di patrimonio escluse dal calcolo). Inoltre a pesare non sarà solo il saldo di fine anno, ma – se superiore – la media dei depositi effettuati durante tutto l’anno. Anche questi dati potranno essere prelevati in automatico dall’Anagrafe dei conti correnti.

Il Governo era pronto a far partire il nuovo Isee anche quest’autunno ma si è scelto il posticipo per venire incontro alle esigenze dei Comuni, in ritardo con le necessarie modifiche dei regolamenti sulle proprie prestazioni anche a causa delle elezioni di maggio, che hanno rinnovato oltre metà delle Giunte comunali.

Vincenti e perdenti

A guadagnarci saranno soprattutto i genitori single con figli (minorenni o maggiorenni) a carico. A perderci invece saranno le famiglie con figli adulti, i nuclei senza figli, le coppie di coniugi pensionati.

Per approfondimenti: Come cambia l’Isee e i controlli. I nuovi sconti e le detrazioni

L’arrivo della social card

Con il debutto del nuovo Isee, che verrà emesso appunto da gennaio, scatterà anche l’estensione della nuova social card alle 8 regioni del Sud utilizzando le risorse stanziate e già ripartite sui diversi ambiti territoriali (per un totale di 167 milioni che si aggiungono ai 50 delle città campione). I soggetti assistiti dal programma sperimentale, che affianca il trasferimento monetario a favore dei nuclei familiari poveri un piano personalizzato di interventi di accompagnamento per favorirne l’inclusione sociale e il reinserimento lavorativo, dovrebbero salire a circa 170mila, che si aggiungono alle circa 27mila nuove social card già distribuite da qualche mese a oltre 6.500 nuclei familiari.


note

Autore immagine: 123rf com


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