Diritto e Fisco | Articoli

Posso affittare la prima casa presa con agevolazioni?

17 Maggio 2022
Posso affittare la prima casa presa con agevolazioni?

L’immobile deve trovarsi nel Comune di residenza dell’acquirente o nel Comune in cui, entro 18 mesi, questi stabilirà la propria residenza. Per il bonus prima casa non è invece necessario che l’acquirente trasferisca la residenza nell’abitazione, essendo sufficiente la residenza nel Comune.

Acquistare un appartamento e poi darlo in locazione fa perdere il bonus prima casa? In altri termini, si può affittare la prima casa presa con le agevolazioni fiscali? Il quesito è assai frequente, ragion per cui sarà bene chiarire cosa prevede, a riguardo, la nostra legge. Si tenga tuttavia conto che, per arrivare alla corretta soluzione, bisognerà prima ricordare a quali condizioni spettano le agevolazioni fiscali sulla prima casa (il cosiddetto «bonus prima casa») e come fare per non perderle una volta ottenute (circostanza che comporterebbe una sanzione amministrativa elevata). 

Come si vedrà a breve, è possibile affittare la prima casa presa con le agevolazioni ma solo a patto che si rispettino determinati requisiti imposti dalla normativa.

Bonus prima casa: cos’è?

Come noto, il bonus prima casa è un’agevolazione fiscale che consente di ottenere un notevole sconto al momento dell’acquisto di un immobile (ossia alla stipula del rogito notarile) ed alle condizioni che a breve vedremo. 

L’agevolazione consiste in:

  • per chi compra da ditta: Iva al 4% (anziché al 10%) e imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa pari a 200 euro cadauna;
  • per chi compra da privato: imposta di registro al 2% (anziché al 9%) e ipotecarie e catastali in misura fissa pari a 50 euro cadauna.

Bonus prima casa: a chi spetta?

Per ottenere il bonus prima casa bisogna osservare i seguenti requisiti:

  • non si deve essere proprietari, neanche per quote, di altra abitazione situata nello stesso Comune ove si acquista il nuovo immobile. In caso contrario, la stessa va ceduta (donata o venduta) prima del nuovo rogito, anche ai familiari;
  • non si deve essere proprietari, neanche per quote, di altra abitazione, ovunque situata in Italia, per la quale si sia già usufruito del bonus prima casa. Diversamente, c’è un anno di tempo dal nuovo rogito per cederla (venderla a donarla), anche ai familiari;
  • bisogna avere la propria residenza o il luogo di lavoro nello stesso Comune ove si trova l’immobile da acquistare. Nel caso della residenza, c’è tempo per fare il trasferimento fino a 18 mesi dal rogito. 
  • l’immobile da acquistare non deve rientrare nelle categorie catastali di lusso ossia A/1, A/8 e A/9;
  • il nuovo immobile non deve essere venduto prima di cinque anni a meno che, nell’anno successivo dalla vendita, non se ne acquisti un altro avente tutte le caratteristiche della «prima casa» appena elencate.

Si può dare in affitto la prima casa acquistata con le agevolazioni fiscali?

Come appena visto, il requisito della residenza – richiesto ai fini del godimento delle agevolazioni fiscali in commento – presuppone che la stessa venga fissata all’interno dello stesso Comune ove si trova l’immobile, a pena di decadenza dalle agevolazioni. Non viene però imposto che essa si trovi proprio allo stesso indirizzo ove è collocato l’immobile acquistato con il bonus prima casa. 

Ragion per cui, ben può il contribuente acquistare una casa con le agevolazioni e poi darla in affitto se la sua residenza si trova (o viene fissata entro 18 mesi dal rogito) in qualsiasi altro luogo dello stesso Comune ove è situato l’immobile appena comprato. Egli invece non può, dopo aver dato in affitto l’immobile in questione, andare a risiedere in un altro Comune. Se così fosse non solo perderebbe le agevolazioni fiscali (e sarebbe tenuto a versare le imposte a suo tempo risparmiate) ma sarebbe costretto anche a pagare le sanzioni tributarie (di cui parleremo a breve).

In sintesi, è possibile comprare una casa con il bonus e, nello stesso tempo, vivere altrove senza però superare i confini territoriali dello stesso Comune. Difatti, anche se l’immobile viene locato, non si decade dalle agevolazioni per l’acquisto della prima casa. È però necessario mantenere la residenza nel territorio del Comune in cui è sito il fabbricato. 

La stipula della locazione è possibile anche prima del decorso dei cinque anni dall’acquisto previsti dalla legge ai fini della decadenza.

È possibile anche acquistare come prima casa una casa locata a terzi?

Il contribuente potrebbe usufruire del bonus prima casa anche se nell’appartamento vi è già un’altra persona in affitto se la propria residenza, come detto, resta nei confini del medesimo Comune.

Per quanto tempo bisogna risiedere nello stesso Comune per le agevolazioni sulla prima casa?

La legge non dice per quanto tempo la residenza debba rimanere nello stesso Comune ove si trova l’immobile acquistato con le agevolazioni. La normativa si limita solo a dire che questa va trasferita entro 18 mesi dal rogito. Ragion per cui i controlli si limiteranno a verificare il rispetto di tale requisito nell’arco di tale periodo e immediatamente dopo la sua scadenza. In teoria, quindi, nulla vieterebbe al contribuente, poco dopo il decorso del diciottesimo mese, di cambiare residenza e fissarla anche in un diverso Comune senza perciò decadere dalle agevolazioni fiscali.

Cosa succede se si perde il bonus prima casa?

Chi non rispetta i requisiti sopra indicati per le agevolazioni fiscali deve versare all’Agenzia delle Entrate la differenza tra le imposte effettivamente corrisposte all’atto del rogito (in modalità quindi “scontata”) e quelle che invece avrebbe dovuto versare se non avesse usufruito del bonus prima casa. Su tale importo è poi dovuta una sanzione pari al 30%. 

Per evitare l’applicazione della sanzione, il contribuente che si accorga di non poter più rispettare i requisiti dopo la firma del rogito può darne subito comunicazione all’Agenzia delle Entrate e, in via bonaria, versare la differenza delle imposte dovute. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube