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Vendita prima casa al coniuge: 4 cose da sapere

18 Maggio 2022
Vendita prima casa al coniuge: 4 cose da sapere

È possibile vendere la casa familiare al proprio coniuge? La risposta è sì, ma per farlo è necessario rispettare le norme in materia e, soprattutto, che l’immobile non sia stato acquistato da entrambi (ma anche qui c’è un’eccezione).

È raro ma non impossibile che un coniuge voglia vendere la prima casa all’altro, solitamente per ottenere dei vantaggi. Se sei interessato a vendere la casa al coniuge, prima di procedere con il contratto di compravendita è però necessario essere bene informati per non incorrere in errore e trasformare quei vantaggi in gravi conseguenze. Innanzitutto: siete in regime di comunione o separazione dei beni? Vi state separando? Ci sono possibili terzi lesi?

Fondamentalmente, sono 4 i grandi temi che devi tenere a mente prima di vendere l’immobile al tuo coniuge.

Vendere la casa al coniuge in comunione dei beni: è possibile?

Chiariamo subito un concetto fondamentale: non è possibile vendere al tuo coniuge la casa nel caso in cui l’abbiate acquistata in comunione dei beni. Questo per il semplice fatto che il senso stesso della comunione dei beni è quello di mettere in comune quelli già di vostra proprietà e dividere in egual misura quelli che verranno acquistati successivamente alle nozze, siano essi prima casa o altri beni mobili o immobili.

In caso di comunione di beni potrai quindi vendere al tuo coniuge un immobile di tua proprietà acquistato prima del matrimonio, che ti è stato donato o hai ereditato, ma non la casa che avete comprato assieme, a meno che non siate in fase di separazione coniugale o divorzio.

Separazione dei beni: il discorso cambia

La questione viene invece semplificata in caso di separazione dei beni, dove ciascun coniuge gestisce in autonomia il proprio patrimonio e le proprietà. Non sarà quindi complesso sottoscrivere un atto di compravendita col tuo coniuge al fine di cedergli la casa, sia essa prima o meno.

L’unico limite che potrebbe insorgere è quello della vendita simulata di un immobile, ossia una simulazione di vendita tra coniugi che ha il solo scopo di proteggere il patrimonio di uno dei due andando potenzialmente a danneggiare soggetti terzi.

Sì alla vendita della casa al coniuge, no alla simulazione

In sostanza, tutto è lecito (o quasi) finché non ci sono in gioco terze parti che, dalla vendita della casa al coniuge, vedano arrecarsi un danno. È il caso, per esempio, di una vendita di una casa volta solo ad anticipare, e dunque escludere, l’ipoteca su un’immobile sottraendolo così ai creditori o alla vendita. In questo caso, le parti lese hanno tutto il diritto di agire in giudizio per dimostrare che si tratta di una vendita simulata così da poterne ottenere la revoca.

La vendita in caso di separazione

È sempre possibile vendere l’immobile all’ex consorte nel caso di divorzio o separazione. Tale opzione si applica sia se la casa è stata acquistata in regime di comunione dei beni sia che la casa sia di proprietà di uno dei due, ad esempio per permettere ai figli di continuare a viverci.



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