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Acqua staccata? Se c’è la fontanella non c’è stato di necessità

5 Ottobre 2014
Acqua staccata? Se c’è la fontanella non c’è stato di necessità

Per la causa di giustificazione è necessario il pericolo attuale di un danno grave alla persona.

Ti hanno staccato l’acqua perché sei moroso con il pagamento della bolletta? Sappi che se rimuovi i sigilli per tornare a fruire del servizio, magari perché hai bambini in casa e, quindi, ritieni di essere in uno stato di pericolo e di necessità, la tua azione non sempre è giustificabile agli occhi del diritto. Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione [1], qualora vicino casa tua vi sia una fontanella di acqua potabile da cui attingere con facilità, il reato da te commesso non può essere perdonato e va, invece, punito.

Come noto, il codice penale prevede, tra le cosiddette “cause di giustificazione” (ossia quelle situazioni in cui chi commette un crimine viene giustificato e, quindi, non punito), il cosiddetto “stato di necessità”. In pratica, non si applica alcuna pena a chi ha commesso un fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona (pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, e sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo).

Secondo la sentenza in commento, tale causa di giustificazione si può applicare solo quando vi sia una assoluta necessità e l’inevitabilità del pericolo [3]. Non è quindi ravvisabile lo stato di necessità, quando una famiglia, a cui sia stata interrotta la fornitura , rimuova i sigilli per poter tornar a fruire della somministrazione d’acqua, essendoci a poca distanza dalla casa familiare una fonte d’acqua pubblica da cui poter attingere.

Nel caso in esame, dopo l’interruzione della fornitura d’acqua, gli imputati avrebbero potuto attingere da una fonte pubblica sita a distanza modesta dalla loro abitazione (50 metri). E dunque, è scattato la condanna.


note

[1] Cass. sent. n. 41069/14 del 2.10.2014.

[2] Art. 54 cod. pen.

[3] Cass. sent. n. 28115/2012.

Autore immagine: 123rf com


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