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Devo pagare l’acconto Tasi del 16 ottobre?

5 Ottobre 2014
Devo pagare l’acconto Tasi del 16 ottobre?

L’imposta sulla prima casa e sugli altri immobili: chi  è al tenuto al versamento, le regole per gli inquilini, per il calcolo dell’aliquota e per la comproprietà.

Il prossimo 16 ottobre molti italiani saranno tenuti a versare l’acconto Tasi, la nuova imposta sugli immobili. Ma non tutti dovranno farlo. Saranno obbligati solo i contribuenti che non hanno già pagato il primo acconto lo scorso 16 giugno, ossia coloro che risiedono in quei Comuni che non avevano deliberato l’aliquota Tasi entro il 23 maggio scorso.

La legge infatti ha previsto essenzialmente tre scadenze per il pagamento della Tasi:

1. per i Comuni che hanno deliberato l’aliquota entro il 23 maggio, la prima rata dell’imposta deve essere pagata entro il 16 giugno;

2. per quei Comuni che non hanno deliberato l’aliquota entro il 23 maggio, ma lo hanno fatto entro il 18 settembre, il primo acconto slitta appunto all’imminente 16 ottobre;

3. in entrambi i due casi, il saldo va pagato entro il 16 dicembre;

4. in quei restanti Comuni che non hanno deliberato l’aliquota né entro il 23 maggio, né entro il 18 settembre, i contribuenti saranno tenuti a versare l’imposta, tutta in un’unica soluzione, entro il 16 dicembre 2014.

La prima cosa, quindi, che dovrai fare, è andare a pescare tra le ricevute di pagamento che hai dato al commercialista o che conservi in casa per verificare se hai già pagato un acconto lo scorso 16 giugno.

Se non hai pagato alcunché, dovrai recarti presso un ufficio del Comune o collegarti con il sito del Ministero delle Finanze per verificare se l’ente ove risiedi ha deliberato entro il 18 settembre l’aliquota. Se ciò non dovesse essere, allora metti i soldi da parte perché subirai un’unica “stangata” il 16 dicembre, proprio in concomitanza con le feste natalizie.

I numeri

L’acconto della Tasi che scade il 16 ottobre è caratterizzato dai grandi numeri. A chiamare i contribuenti al pagamento è circa il 64% dei Comuni (circa 5.227), una lunga lista in cui figurano anche le principali città, da Roma a Milano. Risultato: la ridda di calcoli e di moduli, che oltre ai contribuenti impegna commercialisti e centri di assistenza fiscale, riguarderà poco meno di 15 milioni di italiani, obbligati a pagare il nuovo tributo sulla propria abitazione principale: in molti di questi comuni, naturalmente, bisognerà armarsi di calcolatrice anche per misurare anche la Tasi dovuta su eventuali seconde case o altri immobili di proprietà.

Inquilini al pagamento

Attenzione, però, perché l’abitazione principale occupa il primo posto, ma non esaurisce i problemi della Tasi. Il 53% dei Comuni italiani ha infatti deciso di applicare l’imposta anche sulle abitazioni in affitto, chiamando alla cassa (o quanto meno al calcolo) anche gli inquilini.

Non ci soffermiamo in questa sede sulle regole per gli inquilini, ma rinviamo a questi due approfondimenti:

Tasi: come funziona

Tasi, le nuove regole per gli inquilini

Ripercorriamo ora i quesiti principali del nuovo tributo.

Chi sono i soggetti tenuti al versamento della Tasi?

La normativa individua come soggetti passivi sia i possessori, ovvero i titolari dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie, sia i detentori, a qualsiasi titolo. In caso di locazione finanziaria la Tasi è dovuta dal locatario finanziario, fino alla riconsegna dell’immobile.

Per i locali in multiproprietà la Tasi è dovuta dall’amministratore, che poi si rivarrà sui possessori in ragione della loro quota di possesso.

Su quali immobili è dovuta la Tasi?

Il presupposto impositivo è il possesso o la detenzione di fabbricati, ivi compresa l’abitazione principale, e di aree fabbricabili, ad eccezione dei terreni agricoli che non sono soggetti al nuovo tributo.

La definizione di fabbricato, di abitazione principale e di area fabbricabile è la stessa dell’Imu. Si considerano abitazioni principali anche quelle assimilate per legge o per regolamento comunale.

Come si calcola l’importo dovuto?

Per calcolare l’importo dovuto occorre conoscere la base imponibile e le aliquote deliberate dal Comune.

La base imponibile si calcola con le stesse regole previste per l’Imu, quindi per i fabbricati in base alla rendita catastale, rivalutata con i moltiplicatori previsti per le diverse categorie catastali, e per le aree fabbricabili in base al valore venale in comune commercio al 1° gennaio.

Quali sono le aliquote da utilizzare?

Le aliquote sono deliberate dai singoli Comuni.

La normativa nazionale individua solo i limiti alle aliquote massime deliberabili, che dipendono anche dalle aliquote deliberate ai fini Imu.Le aliquote da utilizzare sono quelle pubblicate sul Portale del federalismo fiscale (http://www.finanze.gov.it/export/finanze/index.htm), in quanto le delibere adottate ma non pubblicate sono prive di efficacia.

Bonus prima casa: sono previste delle agevolazioni per le abitazioni principali?

La normativa ha incentivato i Comuni a prevedere detrazioni per le abitazione principali riconoscendo la possibilità di incrementare l’aliquota massima dal 2,5 al 3,3 per mille, senza però prevedere una detrazione fissa, come nell’Imu. Pertanto, ogni comune ha deciso in autonomia l’ammontare della detrazione, subordinandola, in molti casi, anche all’ammontare

della rendita catastale. Alcuni Comuni hanno anche previsto una detrazione per figli.

In caso di comproprietà come si calcola la Tasi?

La Tasi va calcolata considerando la propria quota di possesso e la destinazione data a tale quota.

In caso di fabbricato in comproprietà, il soggetto che lo utilizza come abitazione principale userà l’aliquota prevista per le abitazioni principali e la detrazione.

Per l’altro comproprietario, non essendo la propria quota destinata ad abitazione principale, occorrerà utilizzare l’aliquota Tasi prevista per gli altri immobili.

In che modo si può parlare di solidarietà passiva? Vale anche tra possessori e detentori?

Va premesso che la solidarietà opera autonomamente con riferimento alle singole categorie “possessori” e “detentori”; pertanto, il proprietario non potrà essere responsabile del mancato versamento da parte del detentore -inquilino.

La solidarietà implica però che l’imposta non versata da uno dei possessori potrà essere richiesta dal Comune integralmente ad uno degli altri possessori. Analogamente, in presenza di più detentori, in sede di verifica il Comune potrà richiedere l’intero importo ad uno solo dei vari detentori.

Come si calcola la Tasi nel caso di fabbricato occupato sia dal possessore che dal detentore?

La figura del detentore non rileva se il fabbricato è anche utilizzato dal possessore.

Nel caso, quindi, di fabbricato utilizzato oltre che dal proprietario anche da altri soggetti – quali la badante, il convivente, ma anche il coniuge e i figli non comproprietari – la Tasi sarà dovuta solo dal possessore.



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