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L’istigazione a disobbedire a una legge ingiusta è reato?

19 Maggio 2022
L’istigazione a disobbedire a una legge ingiusta è reato?

Quando l’invito a violare le leggi integra il reato di istigazione a delinquere o di istigazione a disobbedire alle leggi di ordine pubblico. 

Si parla spesso di disobbedienza civile come unica soluzione “legale” alle leggi ingiuste. In realtà, non è assolutamente vero: le leggi vanno rispettate, a prescindere dal fatto che si ritengano giuste o ingiuste. Del resto, a valutare la conformità delle leggi alla Costituzione ci pensa già la Corte Costituzionale, sicché l’ipotesi di una legge che contrasti con i valori fondamentali del nostro Stato è già esclusa a priori (almeno in teoria). 

Ciò nonostante succede spesso, e in particolar modo sui social network, che si assista all’invito generalizzato, da parte di alcuni contestatori, a non rispettare le leggi, a non pagare le tasse, a disobbedire al Governo o alle norme locali. La solita storia: «Armiamoci e partite»! Ma un comportamento del genere può considerarsi, se non lecito, quantomeno giustificabile e perdonabile? L’istigazione a disobbedire a una legge ingiusta è reato? 

La nostra legge prevede due reati diversi che puniscono chi invita altri a violare le leggi:

  • l’istigazione a delinquere;
  • l’istigazione a disobbedire alle leggi.

Come vedremo a breve nel trattare separatamente le due ipotesi, quella che a noi interessa di più è la seconda. È questa che, di solito, ricorre quando c’è un’istigazione a disobbedire alle leggi ritenute ingiuste. Ma procediamo con ordine.

Istigazione a delinquere

L’articolo 414 del Codice penale prevede il reato di istigazione a delinquere. Il comportamento vietato è quello di chi istiga taluno a disobbedire alle leggi di ordine pubblico. 

È necessario che tale istigazione venga realizzata pubblicamente; pertanto, può essere consumata in uno dei seguenti modi:

  • con il mezzo della stampa anche online, o altro mezzo di propaganda (ad esempio, cartelli stradali, post su social network, blog, siti, ecc.);
  • in un luogo pubblico o aperto al pubblico e, si badi bene, in presenza di più persone;
  • in una riunione che, per il luogo in cui è tenuta o per il numero degli intervenuti o per lo scopo od oggetto di essa, non abbia carattere privato. 

Il reo deve essere consapevole che, ad ascoltarlo, ci sono più persone. Così, ad esempio, chi si confida con un amico per convincerlo a non rispettare una legge, ma a sua insaputa viene registrato e il discorso finisce online, non sta commettendo reato.

L’articolo 414 è una deroga al principio generale sancito dall’articolo 115 del Codice penale secondo cui l’istigazione a commettere un reato non è punibile se non è accolta e seguita dalla commissione del reato medesimo. La minaccia all’ordine pubblico, derivante dalla pubblicità del fatto, spiega l’eccezione.

Il reato scatta anche se l’invito non viene accolto: basta il semplice pericolo. In altri termini, l’illecito si consuma con la sola istigazione, a prescindere dalle eventuali conseguenze.

L’istigazione deve consistere in una incitazione: deve agire sulla psiche di altre persone, per spronarle a compiere determinati fatti. Non è necessario che l’istigazione sia diretta al pubblico potendosi ben indirizzare a una sola persona, purché ciò avvenga in luogo pubblico o aperto al pubblico o con l’uso della stampa. 

L’istigazione può essere posta in essere in svariati modi: con scritti, parole, rappresentazioni teatrali, film, trasmissioni radio e persino con foto. 

Oggetto dell’istigazione deve essere la commissione di uno o più reati specifici (ad esempio, l’omicidio, la truffa, ecc.). L’invito a commettere reati in generale (ad esempio, l’invito a non pagare più le tasse) rientra nel reato di istigazione a disobbedire alle leggi (di cui parleremo qui di seguito).

Quindi, chi invita una persona a commettere un delitto e lo sprona, facendo sorgere in lui il proposito o rafforzando un proposito già esistente oppure affievolendone le inibizioni commette il reato di istigazione a delinquere. 

Tale reato è punito:

  • con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;
  • con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 206, se si tratta di istigazione a commettere contravvenzioni.

Istigazione a disobbedire alle leggi

L’articolo 415 del Codice penale prevede il reato di istigazione a disobbedire alle leggi. Non qualsiasi legge, ma solo quelle di ordine pubblico. Sarà bene però comprendere cosa si intende per leggi di ordine pubblico perché solo a questa condizione si può essere denunciati e puniti. 

La norma punisce l’invito alla ribellione alla volontà della legge. La propaganda di una legge, evidentemente, non rientra nel reato in commento. 

La pena è la reclusione da sei mesi a cinque anni.

Cosa si intende con leggi di ordine pubblico? Il concetto «ordine pubblico» non va inteso in senso ristretto, con riferimento alle sole leggi di pubblica sicurezza o ai reati. Secondo la Cassazione infatti l’ordine pubblico coinvolge ogni legge su cui poggia il buon andamento del vivere sociale. Pertanto, anche l’invito a violare le norme del Codice della strada (che, come noto, sono collegate a sanzioni amministrative e non penali) rientra nel reato di istigazione a disobbedire alle leggi (si pensi a una persona che, denunciando la presenza di un semaforo “inutile”, inviti gli automobilisti a passare col rosso; oppure a chi inviti a non rispettare i limiti di velocità, a non indossare le cinture di sicurezza e così via) [1].

Istigazione a non pagare le tasse: è reato?

Anche le leggi tributarie rientrano tra quelle leggi che riguardano l’ordine pubblico, perché su di esse si basa la spesa pubblica e quindi la possibilità per lo Stato di sopravvivere. Del resto, la violazione delle norme tributarie è a volte punita con la previsione di appositi reati. Il che significa che l’invito generalizzato a non pagare le tasse integra il reato di istigazione a disobbedire alle leggi. 

Anche in questo caso l’istigazione, per essere punitiva, va realizzata in pubblico ossia tramite la stampa cartacea o online; in un luogo pubblico o aperto al pubblico in presenza di più persone; oppure una riunione che, per il luogo in cui è tenuta o per il numero degli intervenuti o per lo scopo od oggetto di essa, non abbia carattere privato. 

L’istigazione a disobbedire a una legge ingiusta è reato?

Alla luce di quanto appena visto, possiamo dunque dire che l’istigazione a violare una legge che si ritiene ingiusta può integrare: 

  • l’istigazione a delinquere solo se tale legge è collegata a un reato specifico e ben determinato;
  • l’istigazione a disobbedire alle leggi solo se si tratta di leggi di ordine pubblico e l’invito non è a commettere uno specifico reato ma un qualsiasi altro comportamento che va contro il buon andamento del vivere sociale. 

note

[1] Cass. sent. n. 26843/2010.

[2] Cass. sent. n. 11181/1985.


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